fino al 28.VI.2009 - Michele Giangrande / Giuseppe Teofilo - Polignano (ba), Palazzo Pascali 3280 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
CURATORIAL PRACTISES
la lavagna
senti chi parla
la lavagna
reading room
reading room
Exibart.segnala
sondaggio
Il Guardian ha stilato una classifica dei dieci musei più belli del mondo, nei quali è stata premiata la Centrale Montemartini di Roma. Poi ci sono il Museo del Mobile di Vienna, quello delle Borse di Amsterdam. la Casa Museu Medeiros di Lisbona, la Caixa Forum di Madrid e altri. Se a decidere foste voi, quale museo mettereste sul podio?
• La Galleria Borghese di Roma
• La Fondazione Beyeler di Basilea
• Il Centre Pompidou di Parigi
• Il New Museum di New York
• altri
• Il Guggenheim di Bilbao
• Il Kiasma di Helsinki
recensioni
rubriche
         
 

fino al 28.VI.2009
Michele Giangrande / Giuseppe Teofilo
Polignano (ba), Palazzo Pascali

   
 Un’arte temporanea accoglie nel museo dedicato a Pascali. Con una doppia personale che inizia intimista e si chiude in maniera solare. Giocando sugli stereotipi del Sud...  
 
pubblicato
Alcuni anni fa, il Comune di Polignano ha acquistato le imponenti forbici-installazione di Giuseppe Teofilo e Michele Giangrande; entrambi ora animano il Museo Pino Pascali, dando lo start up al progetto regionale Circuito del Contemporaneo.
È una “convivenza” parallela e differente: più intimista Teofilo, più solare Michele Giangrande (Bari, 1979; vive a Mola di Bari). È di quest’ultimo la Temporary Art all’ingresso, opera per cui pare ad hoc la citazione di Carlo Berardi: “Non c’è soluzione perché non c’è problema”. L’effimero è rappresentato dalle candele accese, a suggellare la “precarietà” di un’arte che si offre quale personale remake del ready made di duchiampiana memoria, della prassi surrealista dell’objet trouvé, del filone pop statunitense e poverista/concettuale italiano, ruotando inevitabilmente intorno alla figura di Pino Pascali e sottolineandone l’eredità culturale e creativa.
Generando un “magico deposito degli oggetti smarriti” (Rosalba Branà), attingendo da mercatini, ipermercati, botteghe e scantinati, Giangrande mescola il tutto ai ricordi d’infanzia. I 600 metri da sarta compongono l’intreccio del tappeto di tre metri per tre; cinque metri flessibili delineano un uomo vitruviano a parete, così come Osvaldo Cavandoli costruiva il personaggio della Lagostina. Per il barese è simbolo del “misurarsi e misurare” e dell’armonia, come in Leonardo.
Michele Giangrande - Tappeto - 2009 - 600 metri da sarto - cm 300x300
Interventi più discreti ma intriganti sono il martello targato INRI, l’uso di capelli per un nido e alcuni pennelli, lo zerbino finto-nazionalista, la sedia a dondolo che dice “no”, il girotondo di cravatte vintage e le simpatiche matrioske smaltate a mano con il ghigno sorridente del cavalier Berlusconi. Arte che sembra quasi “benedetta” da una sorta di spensieratezza cronica, almeno apparente; un mix tra cultura alta e cultura popolare.
Per Giuseppe Teofilo (Monopoli, Bari, 1981; vive a Polignano a Mare, Bari), a parte alcune tangenze, l’approdo è tutt’altro. Un numero più limitato d’interventi, un filo conduttore linguistico, per stile e medium, molto coerente, addirittura monotono, dove l’opera si fa concreta e non è solo concetto, divertimento, provocazione. È soprattutto poesia delicata, dalla barca culla, al gozzo arso o a quello a forma di cucchiaio (entrambi, barca e cucchiaio, servono a procurarsi cibo...).
Interventi leggeri, a volte sublimi, realizzati in materiali umili che - mettendo il mare al centro dell’opera - rimarcano sì un’anima medierranea, un “essere del Sud” quale origine, ma anche i condizionamenti culturali ancora permanenti. La balconata-gabbia è l’assunto più chiaro: il tipico parapetto, in ferro battuto baroccheggiante, viene dilatato e richiuso su se stesso, a tutto tondo, diventando iper-protettivo.
Giuseppe Teofilo - Cradle - 2009 - legno, ferro, motore elettrico - cm 190x100x80
Teofilo è un artista che modernizza il concetto, che gioca con la memoria storica e con se stesso, senza sovrastrutture cervellotiche, forte della matura qualità della sua produzione. Emblematiche due opere: l’ovale gravido di centinaia di pescioini, che nasconde un microscopico autoritratto accovacciato, e il video in cui l’artista si offre alla nostra attenzione, fumando e flirtando sensualmente con una sigaretta accesa, fino a consumarla.
Esaltazione di un’eleganza neo-dandy, che contraddistingue entrambi gli artisti anche nel vissuto quotidiano.

articoli correlati
Giangrande da Erbetta
Teofilo a Bratislava

giusy caroppo
mostra visitata il 9 maggio 2009


dal 9 maggio al 28 giugno 2009
Michele Giangrande / Giuseppe Teofilo
a cura di Rosalba Branà Palazzo Pino Pascali – Museo Comunale d’arte contemporanea
Via San Vito, 40 - 70044 Polignano a mare (BA)
Orario: da mercoledì a sabato ore 18.30-21.30; domenica ore 11-13 e 18.30-21.30
Ingresso libero
Catalogo con testi di Carlo Berardi e Angelo Delli Santi
Info: tel. +39 0804249239;
museo@palazzopinopascali.it; www.palazzopinopascali.it

[exibart]
 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
vedi la scheda tecnica dell'evento
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di Giusy Caroppo
vedi calendario delle mostre nella provincia Bari
registrati ad Exibart per continuare a consultarlo gratuitamente
invia la notizia ad un amico
indice dei nomi: Giuseppe Teofilo, Michele Giangrande

2 commenti trovati  

28/09/2010
giovanna, taranto
Stupendi i lavori di Teofilo

24/06/2009 (Exibart.iPhone)
rocco lotito, casamassima
Meravigliosaaaaaa!!!! molto molto originale!!!!!!!

trovamostre