pubblicato mercoledì 7 marzo 2007Il pensiero è un suono che arriva fin dentro degli oggetti. Quell’interno dove l’occhio non consuma, dove niente si riduce a desiderio. Là dove nemmeno la parola trova linguaggio. Al centro del
non visibile: nel punto in cui l’esteriorità diventa un involucro, un nero sopra che copre, chiude e fa paura. È di questo buio che la strada si approfitta per nascondere e far fiorire le proprie paure, le ossessioni dell’indifferenza. La parafobia del sospetto. Ed è con questo abbrivio che Biokip Underground Arts Gallery allestisce un nuovo ciclo espositivo tutto alimentato dalla linfa variegata della
street art.
Il lavoro ben oliato di
crew, lo scambio di immagini, il recupero di supporti non convenzionali e l’incisività estetico-stilistica di questa mostra sono un esempio brillante per capire come si manifesti, in interno, la cosiddetta arte-di-strada. Il vero punto di forza della mostra
Il Sospetto nasce dall’ottima, completa, risposta degli spazi allestitivi. Il piano seminterrato, situato appena sotto l’RMX shop, è stato trasformato dagli artisti in una moderna cripta ben illuminata, una cella con soffitti a volta e mattoni a vista.
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A fare di Biokip Gallery un centro di energia è stato quindi il raduno ben coordinato di veri
addetti ai lavori come Ufo5,
Cruz, Interno55, Ryan Spring Dooley,
Silva Ramacci,
Luis Armis e
Jeanne Tunberg. Ognuno di loro ha marcato il proprio territorio uscendo dai confini del tempo che stringe e dagli spazi costretti di un mero esercizio di
lettering. Grazie ad un innesto d’insieme, durante la preparazione dei supporti, il gruppo di artisti è riuscito a condensare al massimo il materiale pittorico e l’intenzione segnica. Le pareti della galleria sono state rivestite di più strati di giornali, seminando fra i ritagli indizi sul tema dell’evento: l’antidoto contro la paranoia mediatica. Con questa base di partenza il tema del sospetto è stato dipinto, se così si può dire, a
caduta libera. I leit motiv dell’indifferenza e del non-conoscere si sono, infine, chiusi ad anello, fondendo in armonia elementi diversi. E nello stesso
hortus suspicionis si accendono lanterne apotropaiche di
Interno 55, i personaggi ariosi di
Ryan Spring Dooley o l’enorme impronta digitale tremula di
Ufo5. I lavori sono stati realizzati tutti site-specific e in contemporanea. Ogni artista ha passato ore insieme al gruppo, dipingendo e connettendosi a vicenda, come in laboratorio, una piccola grande fucina del colore che graffita il sospetto. Il risultato ottico è stordente. A chi osserva si presenta una rete di soluzioni assemblate a tecnica mista (
stencil e
sticker) e di composizioni dipinte con ampie gamme di colori acrilici.
Ma la vera rivelazione del
sospetto arriva dall’istallazione nascosta, quella celata alla stanza principale da una cortina di velluto scuro. Un inquietante incrocio di diversi materiali e oggetti da riciclo è stato radunato attorno a due video-installazioni. Gli effetti sonori e pulsar di
Tranz Lasagne mettono agitazione. Ma la fuga, a chi guarda e si trova in mezzo, non è consentita. Guardatevi dunque, per prima cosa, alle spalle, voi che entrate.
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Il Sospetto
Biokip Underground Arts Gallery, Via A. Della Pergola 3 - 20159 Milano - Zona Isola
Orari d’apertura: dal martedì alla sabato, dalle 10.00 alle 19.30
ingresso libero - Per info: telefono 02.36566988, info@biokip.com, www.biokip.com [exibart]