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Omaggio ad Arnaldo Pomodoro in Fondazione

   
   
 
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[06|10|2008] |||arte contemporanea/esposizione

Omaggio ad Arnaldo Pomodoro in Fondazione
 

ARNALDO POMODORO. GRANDI OPERE 1972 – 2008

dal 4 ottobre 2008 | curata da bruno corà | fondazione arnaldo pomodoro | milano


Alla Fondazione Arnaldo Pomodoro, un percorso con quindici sculture monumentali, di cui alcune inedite, come il Grande portale dedicato a Edipo e l’Ingresso nel labirinto. Le sue creazioni plastiche dialogheranno idealmente con le cento immagini che compongono la mostra UGO MULAS FOTOGRAFA ARNALDO POMODORO allestita nei camminamenti.


L’esposizione, che coinvolge anche spazi esterni alla Fondazione per un suggestivo percorso cittadino, offre al pubblico una scelta rappresentativa delle opere monumentali realizzate dagli anni Settanta a oggi, in un itinerario che segue l’evoluzione dell’artista nel suo rapporto con le grandi dimensioni: dal Cono Tronco del 1972 e The Pietrarubbia Group del 1975-76, passando per Giroscopio del 1986-87 e Le battaglie del 1995, fino a Punto dello spazio del 2003 e Cuneo con frecce del 2006.

L’elemento centrale della mostra è costituito da tre grandi opere inedite che rappresentano per Pomodoro un percorso di ricerca in sviluppo, componendo un ciclo in riferimento al mito e alla storia dell’uomo, con tutte le connesse significazioni culturali di memoria e di racconto: Il Grande portale dedicato a Edipo, qui presente nella nuova versione in bronzo che misura 11,80 metri di altezza e 9,40 di larghezza, originariamente progettato per l’opera “Oedipus Rex” di Igor Stravinsky e di Jean Cocteau, messa in scena nella piazza del Duomo di Siena nel 1988; L’Obelisco in corten con inserimenti in bronzo alto 14 metri ideato ricordando gli obelischi dell’antico Egitto; Ingresso nel labirinto, un environment dedicato a Gilgamesh, eroe del primo grande testo poetico e allegorico sull'esperienza umana scritto nel 2000 a.C. che rimanda al tema del viaggio e del labirinto come metafora della vita, e insieme vuole essere un omaggio alla scrittura e alla comunicazione. L’opera è collocata nella cavea del piccolo teatro della Fondazione dove resterà permanentemente.

“Iniziata a ridosso della lezione dei grandi protagonisti dell’arte d’avanguardia d’inizio secolo, tra i quali Pomodoro indica Brancusi e Klee come poli di riferimento ai suoi esordi, - sottolinea Bruno Corà - proseguita a fianco di artisti come Fontana, la sua arte ha tracciato un cammino originale, prendendo coscienza della diversità di senso venutasi a determinare nell’arte dopo il secondo conflitto mondiale. Con l’avvento della società tecnologicamente avanzata il suo lavoro si è perciò definito sino all’attualità aprendosi a una crescente drammaticità visualizzata dal suo lessico contenutistico e formale. I suoi ermetici alfabeti hanno occupato in eguale misura tanto le sue sculture quanto l’immaginario popolare divenendo, proprio con le opere “grandi”, lingua popolare”.
“Nel 1967 con la mia Sfera grande (tre metri e mezzo di diametro) per l’Expo di Montreal ora a Roma di fronte alla Farnesina, ho affrontato la grande dimensione –afferma Arnaldo Pomodoro -: sono seguite molte sculture monumentali: Per me, infatti, la massima aspirazione è quella di ambientare le mie opere all’aperto, tra la gente, nelle piazze e nel verde, cercando un’interazione profonda fra lo spazio dell’architettura e del paesaggio e quello della scultura. A volte mi sono riferito al mito con l’intento di mostrare nell’opera, attraverso il mio linguaggio di espressionismo astratto, l’universo dell’uomo e dei suoi simboli, nel rapporto con la terra e la durata della sua testimonianza”.
L’iniziativa consente di rendere fruibili al pubblico opere monumentali solitamente sparse nel mondo che per la prima volta sono ora riunite in un unico luogo, in un unico tempo: quello della Fondazione e dei suoi visitatori. A testimonianza del coinvolgimento di Arnaldo Pomodoro con quella che è la sua città di adozione, alla mostra è collegato un itinerario che collega le sculture dell’artista collocate in luoghi pubblici a Milano.


L’esposizione ha ricevuto il cospicuo contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il contributo e il patrocinio della Regione Lombardia, Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, la partnership di Unicredit Group, il contributo di Saporiti Italia e ATM, ed è accompagnata da un catalogo edito dalla FAP.
IGPDecaux , coerente alla sua mission di contribuire al decoro urbano e alle iniziative volte a impreziosire la città, sostiene la comunicazione della mostra "ARNALDO POMODORO. Grandi opere 1972-2008", offrendo diverse facce pubblicitarie sulle pensiline alle fermate degli autobus a Milano.

Mentre la mostra delle “Grandi Opere” si sviluppa al piano terra degli ambienti della Fondazione, a cui si aggiungono l’Obelisco e il Labirinto, rispettivamente nell’area antistante l’ingresso di via Solari e nella zona ipogeica del teatro, ai piani superiori, accanto ai “modelli architetturali”, di molta storia dell’opera di Arnaldo Pomodoro dà conto una straordinaria mostra di fotografie di Ugo Mulas a cura di Angela Vettese dal titolo significativo UGO MULAS FOTOGRAFA ARNALDO POMODORO. Più di un centinaio di opere del fotografo milanese, testimone dell’esordio e dello sviluppo dell’arte di Pomodoro, raccontano il sodalizio tra i due artisti durato dal 1958 al 1972, giungendo alla soglia del Cono tronco, che cronologicamente apre la mostra e che Mulas non riuscì però a vedere. Per l’occasione viene pubblicato un volume con testo di Angela Vettese, Edizioni Olivares.

Note biografiche
Arnaldo Pomodoro è nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l’infanzia e la formazione presso Pesaro. Si trasferisce a Milano nel 1954. Le sue opere del Cinquanta sono altorilievi dove emerge una singolarissima “scrittura” inedita nella scultura. Nei primi anni Sessanta passa al “tuttotondo” e poi alla grande dimensione. Ha avuto molti premi per la scultura: a San Paolo nel 1963, a Venezia nel 1964, a Pittsburgh nel 1967, il Praemium Imperiale a Tokyo nel 1990, il Lifetime Achievement in Contemporary Sculpture Award nel 2008. Nel 1992 l’Università di Dublino gli conferisce la Laurea honoris causa in Lettere e nel 2001 l’Università di Ancona quella in Ingegneria edile-architettura.
Numerosissime sono le sue esposizioni: alla Rotonda della Besana di Milano nel 1974 e al Forte Belvedere di Firenze nel 1984, fino a quelle di Parigi nei Giardini del Palais-Royal nel 2002, nel centro cittadino di Lugano nel 2004 e lungo la cinta muraria di Paestum nel 2005. Inoltre le esposizioni itineranti nei musei americani, e in Europa, America, Australia e Giappone. Le sue opere sono situate in permanenza in grandi piazze (Milano, Copenaghen, Brisbane, Los Angeles, Darmstadt), al Trinity College a Dublino, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nel piazzale della Farnesina a Roma, nel piazzale delle Nazioni Unite a New York e nelle raccolte pubbliche maggiori. Ha insegnato nei dipartimenti d’arte delle università americane: a Stanford, a Berkeley, al Mills College. Si è dedicato anche alla scenografia con ‘‘macchine spettacolari’’ in grandi occasioni teatrali italiane: da ultimo ha realizzato le scene e i costumi per l’opera “Teneke” di Fabio Vacchi, con libretto di Franco Marcoaldi, tratto dall’omonimo racconto di Yashar Kemal, messa in scena in prima assoluta al Teatro alla Scala nel settembre 2007, con la regia di Ermanno Olmi e la direzione di Roberto Abbado.
Nel 1996 ha costituito la Fondazione Arnaldo Pomodoro, che nel 2005 ha iniziato l’attività espositiva nella sua sede di Via Solari a Milano.



ARNALDO POMODORO. GRANDI OPERE 1972 - 2008
Dal 4 ottobre 2008 al 22 marzo 2009
Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Andrea Solari 35
Orari: mercoledì-domenica ore 11-18 (ultimo ingresso ore 17); giovedì ore 11-22 (ultimo ingresso ore 21)
Biglietti: 7/4 euro
Catalogo FAP

Info:
Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394
www.fondazionearnaldopomodoro.it
c.montebello@fondazionearnaldopomodoro.it



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