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fino al 5.IV.2010
La Persia Qajar
Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

   
 Storia della fotografia in Iran. Del suo arrivo e del ruolo, fondamentale, giocato dalla dinastia Qajar. Storia in cui l’Italia ha un ruolo di assoluto primo piano... manuela de leonardis 
 
pubblicato
L’aristocratica inglese, raffinatissima scrittrice, fu tra gli ospiti stranieri invitati ad assistere alla cerimonia d’incoronazione del generale Reza Khan, che nel 1926 - dopo aver scalzato i Qajar, regnanti dal 1795 al 1925 - si autoproclamò scià, istituendo la dinastia Pahlavi.
Ma questa è un’altra storia. Certo è che un centinaio d’anni prima la Persia era ancora un luogo tutto da scoprire, le cui vicende s’intrecciano indissolubilmente alla storia della fotografia. Sì, perché Nâseroddin (1831-96), scià della dinastia Qajar, credeva nel progresso e favorì una serie di scambi con l’Occidente, recandosi egli stesso (primo sovrano persiano) più volte in Europa e lasciandone traccia nei suoi diari di viaggio.
La fotografia, di cui rimase affascinato, fu tra le scoperte che portò in Persia, invitando alcuni autori - i primi furono proprio italiani - sia perché documentassero l’organizzazione interna della corte e i luoghi, sia perché istruissero figure professionali locali (il successo dell’iniziativa è testimoniato dalla presenza di una delle più cospicue collezioni dell’epoca Qajal, raccolta dal fotografo iraniano Bahman Jajali, recentemente scomparso).
Ci interessava evidenziare questo contributo italiano che è veramente specifico”, spiega Francesca Bonetti che, insieme ad Alberto Prandi, è curatrice del volume realizzato in occasione della mostra La Persia Qajar. Fotografi italiani in Iran 1848-1864, perché a parte un dagherrotipista francese che arriva in Persia nel 1844, le prime fotografie sono dei napoletani Luigi Pesce e Antonio Giannuzzi, esiliati lì dopo i moti del ’48”.
Antonio Giannuzzi - Veduta delle moschee a Mashhad - 1858-59 - Musée National des Arts Asiatiques Guimet, Parigi
La lunga e complessa ricerca dei due studiosi, che ha portato alla realizzazione della mostra alla Calcografia e del volume - molto più che un semplice catalogo -, ha avuto inizio circa cinque anni fa, anche se Prandi precisa: “Il primo passo risale al 1982 quando emerse l’album ‘Ricordi del Viaggio in Persia della Missione Italiana 1862’, conservato nella Biblioteca Marciana di Venezia, che però fu studiato da un storico del Risorgimento e non dagli storici della fotografia”.
Questa missione diplomatica, di cui in mostra c’è la foto di gruppo (sia la stampa originale che la riproduzione a grandezza naturale), era stata preparata da Cavour e fu portata avanti dopo la sua morte, nel ’61. Fu la prima missione del nuovo regno d’Italia: a guidarla c’era il ministro Cerruti, insieme a un entourage di tecnici e scienziati, tra cui il fotografo Luigi Montabone, l’illustratore Stanislao Grimaldi del Poggetto e gli scienziati De Filippi, Doria e Lessona.
Il nostro problema è stato ricostituire il corpus intorno a un nucleo che ha una precisa fisionomia”, spiega Prandi. “Abbiamo costruito un repertorio, schedando e catalogando le fotografie che siamo riusciti a rintracciare, dall’album di Venezia a quello della Biblioteca Reale di Torino; c’era poi l’album del Metropolitan Museum di New York e altri materiali che spesso, benché pubblicati, non erano mai stati oggetto di studi sistematici.”.
Luigi Montabone - Moschea in Kasvin - 1862 - albumina - Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia
In mostra sono circa 130 i pezzi esposti, partendo dalle carte salate da calotipo fino alle albumine e alle carte salate miniate a colori, incluso il nucleo di disegni, incisioni e dipinti di Alberto Pasini, il più grande orientalista italiano al seguito della missione francese di Bourrée, in Persia nel 1855-56.
Una ricerca appassionante, che mostra un volto inedito di luoghi come Persepoli (il primo a fotografare le rovine fu proprio Pesce), le moschee di Mashhad e le altre città sante dell’Islam, il Golestan Palace di Teheran, ma soprattutto - come sottolineano all’unisono Bonetti e Prandi - la modernità della corte qajara.

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mostra visitata l’8 febbraio 2010


dall'undici febbraio al 5 aprile 2010
La Persia Qajar. Fotografi italiani in Iran 1848–1864
Istituto Nazionale per la Grafica - Calcografia
Via della Stamperia, 6 - 00187 Roma
Orario: da martedì a domenica ore 10-19
Ingresso libero
Catalogo Peliti
Info: tel. +39 0669980242; fax +39 0669921454; www.grafica.arti.beniculturali.it


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