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fino al 16.IV.2010
Marilù Eustachio
Roma, La Nuova Pesa

   
 Una mostra di ampio respiro, che cattura lo sguardo. La memoria del vissuto emerge in un tessuto di sospensione. E il colore? È accogliente... manuela de leonardis 
 
pubblicato
In L’angelo del visibile la dominante cromatica è violacea. Un viola animato qua e là da tracce di magenta e ciano. Il viola è un colore che Marilù Eustachio (Merano, Bolzano, 1934; vive a Roma) usa da sempre. L’influenza è indiretta, probabilmente irrazionale, ma attraversata dal grande amore per la pittura di Scipione e Mafai. Un peso viola, fra l’altro, è il libro che nel 1990 Eustachio ha dedicato alle poesie di Emily Dickinson, traducendo in segno la musicalità dei versi.
A fare gli onori di casa, alla Nuova Pesa, è la grande tela che raffigura una montagna. Poche linee, solo apparentemente provvisorie, che aspirano alla sacralità della natura. Soggetto caro all’artista, quello della montagna: la madre era del Tirolo austriaco e ha saputo trasmettere alla figlia l’amore per la sua terra. Negli altri olii su tela e carta - alcuni presentati nel 2009, in occasione della personale alla Galleria Ceribelli di Bergamo - Marilù Eustachio - 
Angelo di Castel S. Angelo - 2009 - olio e grafite su carta - courtesy 
La Nuova Pesa, Romaci sono poi le teste, gli alberi, i fiori, le case e gli angeli (le sculture barocche del ponte e di Castel Sant’Angelo).
Soggetti in cui “sembra di vedere il desiderio di sottrarre le forme alla padronanza e alla prepotenza dello sguardo, di restituirle a se stesse, alle loro precarie ma autorevoli esistenze”, scrive Elisabetta Rasy in catalogo.
Eseguito per questo appuntamento romano, il nucleo di fiori esposto nella teca si può leggere come un’opera unica. È un lavoro caratterizzato dalla freschezza del tratto sulla carta, da quella che Eustachio stessa chiama lievità. Una festosa leggerezza, rispetto alla natura talvolta drammatica delle altre opere, dovuta in parte anche ai tempi brevi di realizzazione.
Il tempo è un elemento importante nell’opera dell’artista, che è solita tornare a sovrapporre stesure di olii fino a ottenere quell’atmosfera di sospensione che pervade ogni sua opera. Nei volti, in particolare, non c’è la ricerca dell’identità; sono soggetti che aspirano all’universalità, avvolti da un’aura di assoluto. L’aspetto percettivo è quasi un’ossessione per Marilù Eustachio. Volti che possono entrare e uscire dal buio con la stessa consapevolezza, parlare o rimanere in silenzio, nascondere o svelare.
Marilù Eustachio - L'angelo del visibile - veduta della mostra presso La Nuova Pesa, Roma 2010
Il silenzio da cui queste opere emergono credo abbia qualcosa a vedere con la contemplazione”, scrive ancora Rasy. “Non perché le opere siano in generale oggetti da contemplare - sappiamo bene che non è così, non è soltanto così - ma perché le tue opere fanno parte di un tuo personale esercizio di contemplazione”.

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manuela de leonardis
mostra visitata il 3 marzo 2010


dal 3 marzo al 16 aprile 2010
Marilù Eustachio - L'angelo del visibile
La Nuova Pesa - Centro per l’arte contemporanea
Via del Corso, 530 (zona Piazza del Popolo) - 00186 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 10-13 e 15.30-19
Ingresso libero
Catalogo con un testo di Elisabetta Rasy e una poesia di Valerio Magrelli
Info: tel. +39 063610892; fax +39 063222873; nuovapesa@farm.it


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