fino al 30.IV.2010 - Seboo Migone - Roma, Pastificio Cerere 3076 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
26/06/2019
A Roma riapre al pubblico il Ninfeo degli Specchi al Palatino
26/06/2019
Ecco il nuovo motore di ricerca per chi non ricorda i titoli dei film
25/06/2019
Un manifesto per l’arte attiva. Al MAXXI, la prima bozza di Art Thinking
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

fino al 30.IV.2010
Seboo Migone
Roma, Pastificio Cerere

   
 Una sfida contro il tempo ritmico di un’arte che abbraccia tutto, dalla musica alla danza, dai video ai murales. Senza troppo curarsi delle tele, ritratti intimi di una fruizione spesso dimenticata. Ma non per il Pastificio... flavia montecchi 
 
pubblicato

È strano pensare che, dopo la performance musicale di Riccardo Benassi - dove rumori elettronici aumentavano d’intensità, riempiendo lo spazio di un’atmosfera “aspettata” quanto contemporanea -, il Pastificio abbia voluto dedicarsi alla pittura. Ancora più strano se, prima della pittura e prima della musica, il 2009 concludeva la stagione espositiva con le installazioni ambientali site specific di Kaarina Kaikkonen e Katinka Bock. Insomma, nessuno se lo aspettava e non tutti hanno apprezzato la riuscita sorpresa.
Carte di Identità degli stati d’animo
, però, non è una semplice mostra di pittura e non è nemmeno semplice tornare a confrontarsi con tele, sculture e disegni in una contemporaneità che non ne affida l’innovazione, se non ai datati o agli internazionali giovanissimi. Le opere di Seboo Migone (Roma, 1968; vive nella Val d’Orcia e a Londra) si collocano però nel Pastificio con una delicatezza piena, materica e cromatica, a partire dalla serie di volti fusi in bronzo a cera persa fino ai grandi oli nell’ultima sala.
Fisionomia umana, paesaggio, nature morte emergono in combinazioni impreviste. Colore psicologico e colore naturalistico sono di uguale importanza nel dare una forma a dipinti che testimoniano il passaggio tra mondi interni ed esterni, tra la notte e il giorno”. Così si racconta Migone, in un crescendo espressivo che non nasce mai dal ricordo preciso delle immagini che vuole riprodurre, ma dallo stato emotivo e sensoriale che il ricordo suggerisce. Un’atmosfera bucolica e selvaggia riempie i carboncini così come le tele.
Seboo Migone - Apologies - 2008 - olio su tela - cm 200x280 - courtesy Fondazione Pastificio Cerere, Roma
I soggetti di Migone esplodono in pennellate di colori a ricordare la scuola statunitense degli anni ’50, in cui l’Espressionismo astratto veniva scambiato per libertà espressiva e tutta la drammaticità tedesca si espandeva nell’allungamento della figurazione. Migone colleziona sentimenti di ricordi, pensieri non immediati sui quali ritorna, reinterpreta e alla fine colora, attingendo al vissuto più sensibile della campagna. Non è facile però tenere a mente i suoi lavori, catalogarli per ricordarne le forme: superfici piatte confondono i contorni di sagome riconoscibili.
I carboncini neri riempiono la carta fino a saturarne tutti pori, pochi spazi bianchi e qualche alone di figura si intravedono nell’ombra. The Wild Boy racconta di una naturalezza rurale animalesca dove i tratti appena incisi del volto di un uomo fanno pensare a come sarebbero potuti essere i teschi di Basquiat prima della morte di Samo. E poi ancora pennellate di colori accesi disegnano boschi, uomini, case? Forse solo i titoli indirizzano lo sguardo. E prima ancora delle tele, prima dei carboncini, anche i volti in bronzo sembrano liquefare i loro zigomi; nascono dai tratti somatici dei suoi figli per perderne di somiglianza, acquistando sembianze a metà tra il diabolico il fanciullesco.
Seboo Migone - Secrets - 2009 - carboncino su carta - cm 90x140 - courtesy Fondazione Pastificio Cerere, Roma
“Ho imparato a riconoscere due energie in conflitto, una che desidera rivelare un’immagine chiara e l’altra che vorrebbe negare, nascondersi, creare una terza dimensione
”, continua Seboo. Trovando quella dimensione fra l’ancorarsi di una pratica pittorica spezzata dalla sfiducia della contemporaneità e una pulsione interna libera da ogni pregiudizio.

articoli correlati
Peggy Guggenheim e la nuova pittura americana
Kaikkonen al Pastificio Cerere
E pure Katinka Bock

flavia montecchi
mostra visitata il 15 marzo 2010


dal 12 marzo al 30 aprile 2010
Seboo Migone - Carte d’identità degli stati d’animo
a cura di Alan Jones
Fondazione Pastificio Cerere - Cerere Temporary Gallery
Via degli Ausoni, 7 (zona San Lorenzo) - 00186 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 15-19
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 0645422960; info@pastificiocerere.com;
www.pastificiocerere.com

[exibart]

 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
vedi la scheda tecnica dell'evento
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di flavia montecchi
vedi calendario delle mostre nella provincia Roma
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
indice dei nomi: Kaarina Kaikkonen, Katinka Bock, Peggy Guggenheim, Riccardo Benassi, Seboo Migone
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram