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fino al 2.V.2010
Digital Life
Roma, La Pelanda

   
 9 artisti dai 4 angoli del globo. L’occasione? Inaugurare il nuovo spazio per l’arte e la produzione culturale contemporanea del Comune di Roma. Con una mostra che rinvigorisce il dibattito su arte e tecnologia... daniela trincia 
 
pubblicato
Probabilmente molti dei visitatori della mostra Digital Life, allestita nello spazio da poco restaurato de La Pelanda (ottimo lavoro dell’architetto Carmassi nella Città delle Arti dell’ex Mattatoio), si saranno domandati se è la tecnologia che è al servizio dell’arte o se, al contrario, è l’arte che è al servizio della tecnologia. Questione controversa e aperta ormai da anni, poiché il media stesso è discutibile, in costante bilico tra facile giochino di intrattenimento ed eccellente strumento espressivo. Che tuttavia riesce a suscitare una chiara curiosità e una forte attrattiva sugli spettatori che si lasciano ipnotizzare da taluni lavori o trascinare nella costruita atmosfera di altri.
Seppure è indubbio che non si tratti di un metodo dei più ortodossi, è comunque un buon espediente, capace di far avvicinare il grande pubblico all’arte contemporanea. E allora, che le pecorelle assetate accorrano alla fonte e trascorrano un paio d’ore nel più totale abbandono dei sensi. Però, a causa della struttura architettonica un tantino labirintica nonché dell’allestimento, il visitatore deve tenere ben stretta la mappa per non perdersi nessuna opera e tornare più volte sui propri passi per vederle tutte.
Martux_M - x-cape 08 - 2010
Degli artisti provenienti dai quattro angoli del mondo, a rappresentare l’Italia c’è Martux_M (al secolo Maurizio Martusciello). In collaborazione con Lanvideosource ha realizzato un lavoro site specific che appartiene alla serie di x-scape. “Un’installazione ispirata dal luogo”, spiega ad Exibart l’artista, “in cui c’è stretta correlazione fra suono immagine e corpo. Con frequenze basse e immagini subliminali ai confini della percezione celebrare. Ovvero la possibilità di vedere il suono”.
Di forte impatto emotivo sono le installazioni Matrix II di Erwin Redl e Life-Fluid, invisible, inaudible... di Ryuichi Sakamoto + Shiro Takatani. Un’installazione multisensoriale la prima, in cui alcuni parallelepipedi con acqua e vapore, ordinatamente sospesi al soffitto, sono attraversati da fasci di luce che originano evanescenti immagini sul pavimento. Un totale annullamento delle coordinate provocato dalla seriale disposizione di led verdi, nella seconda.
Evocativa è Ondulation di Thomas Mcintosh con Emmanuel Madan e Mikko Hynninen, in cui il suono, fuso con la luce, trapassa un sottilissimo strato di acqua, creando suggestive figure sulle pareti. Dislocati in quattro stanzette comunicanti, i lavori di Julien Maire risultano più “concettuali”, come Exploding Camera, un accrocco di fili e lucette, che rappresenterebbe la macchina fotografica usata nell’attentato al comandante Massoud che continua a funzionare.
Ryuichi Sakamoto + Shiro Takatani - Life. Fluid, Invisible, Inaudible... - 2008
Legata al ricordo della madre scomparsa è M.O.M. (Multi Oriented Mirror) di Christian Partos: circa 5mila specchi inclinati che riflettono le diverse tonalità create dalla luce.
E quando si ha a che fare con la tecnologia, pressoché fisiologici sono anche i problemi tecnici, come quelli delle opere di Jeffrey Shaw, Ulf Langheirich e Jean Michel Bruyère, che al momento della nostra visita non erano “momentaneamente” visibili a causa della difficoltà di avvio dei computer.

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daniela trincia
mostra visitata il 10 aprile 2010


dal 2 marzo al 2 maggio 2010
Digital Life. Empower your senses
a cura di Richard Castelli
La Pelanda - Centro di Produzione Culturale
Piazza Orazio Giustiniani, 4 (zona Testaccio) - 00153 Roma
Orario: da martedì a venerdì ore 16-24; sabato e domenica ore 12-24
Ingresso: intero € 6; ridotto € 4
Info: tel. +39 0645553000; promozione@romaeuropa.net; romaeuropa.net/digitalife/

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