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Space Age Lights
Milano, Triennale

   
 Un ampio cerchio con diametro di luci. Un’esposizione di forme note, con lampade rimaste nelle case. Una familiarità che acquista nuovo senso in quella speciale vicinanza... valeria ottolenghi 
 
pubblicato
L'esposizione Space Age Lights evoca un ritmo spaziale e richiama nello stesso tempo altre situazioni: camere da letto, salotti, voglia diffusa di modernità. Intelligente il titolo, in linguaggio aerospaziale, che evidenzia il piacere del tempo, un’estetica endemica con la voglia di guardare oltre.
La contemporaneità nelle case, altri modi di vivere il presente, il sentimento del cambiamento, della metamorfosi: il dialogo con la ricerca si ramifica, grazie all'uso dei materiali e ai riferimenti culturali. Si confondono i confini sociologici. E, trascorsi alcuni decenni, gli oggetti aiutano a ricordare, a capire. E pare di cogliere anche l’ottimismo degli anni ‘60 - quell’allunaggio del ’69 che qualcuno ipotizza solo teatrale - con i designer che si mettono in gioco per opere già pensate al plurale, pronte a venire incontro a intuizioni, pre-visioni, desideri spesso confusi e indistinti, che appartengono all’immaginario collettivo.
La luce è l'anello di congiunzione tra spazio e tempo: si viaggia sempre più velocemente, si superano limiti, ma alla fine, nella realtà, ogni sera si ritorna alla propria casa, antico porto di rassicurazione. Ma non è un mondo diverso: il contagio del rinnovamento entra nelle cucine, nei modelli creativi di tavoli e sedie. Modello di provenienza francese - 1969 ca.E con le lampade questo è inevitabilmente ancor più esplicito: per l’opera in sé che si mostra, e per quanto, allo scatto dell’interruttore, svela intorno, con ritmi di chiarore e ombre, scansione visiva, architettonica e d’arredo, lo spazio nei giochi di pieni e vuoti, percezioni fisiche ed emotive che si intrecciano.
E comprensibilmente Arturo Dell’Acqua Bellavitis, presidente della Fondazione del Museo del Design, sottolinea come, in una tale mostra, riaffiori con forza la complessa relazione fra arte e artigianato, progetto in serie e produttore, mentre si coglie la "sintesi profondamente ingegnosa di nuove applicazioni di materiali e tecnologie”.
Pop design? Del resto, racconti e fumetti, film e manifesti si ispirano volentieri alla fantascienza: ma quanto è lontano fisicamente - negli anni, luoghi e tempi impossibili da raggiungere nell’ambito di una sola vita umana - tanto sa ispirare la quotidianità, proiettandola in qualche modo, "popolarmente”, tra pubblicità e consumismo, nella vita di tutti i giorni.
Bello il catalogo, che risponde, proprio con la molteplicità delle immagini, al bisogno di cogliere la vastità, l’articolazione della ricerca, opere dove prevalgono le forme a sfera, comunque la rotondità, la moltiplicazione/sospensione degli elementi, il movimento di alcune parti, come per lo spazio celeste, corpi circolari, ellissi concentriche che scivolano l’una sull’altra.

valeria ottolenghi
mostra visitata il 24 giugno 2010

la rubrica design è diretta da valia barriello


dal 12 maggio al 5 settembre 2010
Space Age Lights. Tra gusto pop e desiderio di avanguardia
a cura di Gianluca Sgalippa
Triennale Design Museum

Viale Alemagna, 6 (Parco Sempione) - 20121 Milano
Orario: da martedì a domenica ore 10.30-20.30; giovedì ore 10.30-23
Ingresso libero
Catalogo Electa
Info: tel. +39 02724341; fax +39 0289010693; www.triennale.it

[exibart]

 


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