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Fino al 6.I.2002
Edvard Munch. L’Io e gli Altri
Verona, Palazzo Forti

“La natura non è soltanto ciò che è visibile agli occhi. Essa è anche l’insieme delle immagini interiori della mente. Immagini al di là dell’occhio”. 1907, E. Munch...

Un luminoso Palazzo Forti finalmente aperto dopo più di cinque mesi di lavori, accoglie la mistica luce di Munch, intrigante ed enigmatico artista norvegese.
Il palazzo è una bella messa in scena per i dipinti, con una sorpresa: le tele del simbolista risaltano ancora di più per i loro colori sui delicati cromatismi degli affreschi della Galleria d’Arte Contemporanea veronese.
Un’affascinante mostra, per la quale ci sono voluti ben tre anni di preparazione come ci spiega Giorgio Cortenova, curatore della mostra. Autoritratto tra orologio e il letto 1940 Munch Questa esibizione di cento capolavori fa parte di un trittico importante di eventi organizzati per la riapertura (con una personale di Paolini e con la presentazione delle nuove acquisizioni), che percorrono un unico itinerario tematico che approfondisce le fasi storiche della modernità e della contemporaneità. Ebbene, proprio il linguaggio trascendentale di Munch conduce il visitatore verso quella problematica ricerca dell’identità del moderno.
L’arte di Munch deriva direttamente da Redon e dalla poetica di Bocklin, ma se quest’ultimo esplicita le sue riflessioni sui luoghi (L’isola dei morti ne è un eclatante esempio), Munch riflette su se stesso e sul confronto con gli altri. Egli dipinge i sentimenti e le forti emozioni. Percorriamo allora il suo simbolismo onirico, le tormentate tensioni, i suoi conflitti con gli altri, anzi nelle parole di Cortenova con “l’alterità”.
La mostra inizia in silenzio con due minuscoli ritratti di se stesso e di Laura Munch: gli sguardi penetranti alludono alla potenza e speranza della loro ingenua vita. Ma scopriamo anche un altro Munch: il fotografo, anzi, il fotografo professionista. Eccelle nella tecnica come nella scelta dei soggetti, il pittore norvegese, che ritrae il suo mondo personale: il suo cortile a Oslo e l’entourage di amici. La fotografia contribuisce alla costruzione del soggetto prima ancora dell’artista. Tante foto che ci fanno scoprire posizioni eroiche di un Munch protagonista fino alla morte, fissata in una fredda bara dalla fotografia di Inger Munch nel ‘44. Il percorso espositivo focalizza nei primi quadri una leggerezza classica: il colore intensifica lo sguardo dei suoi personaggi, indirizzandoci verso una malinconia di fine Ottocento. Più tardi inizia la tragicità, l’introspezione, come nel ritratto all’amico Przybyszewski del 1895 o come nello spettrale Autoritratto all’inferno del 1903, che ci conduce in un mondo ricco di angoscia.Aase Norregaard 1902 Munch Nei primi anni del Novecento però cambia indirizzo: il simbolismo diventa più energico, il colore si intensifica, alcuni suoi quadri sono quasi ironici, come il bellissimo, e se si può azzardare pop, dipinto intitolato Henrik Lund, del 1905, dove il viso dell’amico è deformato nell’aspetto e nel colorazione. Alla fine della vita Munch devia: i segni si diradano, si deformano, fino alla modernità del Nudo maschile del 1915 e fino all’intenso Autoritratto nella veranda II del 1940 dove viene espressa tutta la solitudine e l’intensità della fine. Per Munch è solo attraverso la morte che la vita acquista un senso e le mistiche opere su carta dell’ultima sezione della mostra lo presentano chiaramente: lì dove il cromatismo del colore manca, emerge il dramma, la tragedia e nello stesso tempo l’eroicità della vita.

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Chiara Visentin



Edvard Munch. L’Io e gli Altri.
a cura di Prof. Giorgio Cortenova
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti. Via A. Forti, 1. 37121 Verona.
Orario: da martedì a domenica 9.30 - 20.00 (chiusura biglietteria ore 19.00).
Ingresso: Intero L. 14.000. Ridotti: L. 10.000 ( coupons, tessere accreditate, studenti, militari, ragazzi fino a 18 anni, anziani dai 60 anni, gruppi di min. 15 persone, scuole medie superiori). L. 8.000 scuole elementari e medie inferiori. Gratuito: per scuole materne e bambini di età inferiore ai 6 anni. Per gruppi e scuole è obbligatoria la prenotazione (gratuita) anche se non si richiede la visita guidata (Tel./fax. 045 / 8000804).
Come arrivare: Autobus dalla Stazione: linee 21, 22, 23, 24, 41, 61, 72, 73; festivi: 90, 94, 95, 96, 97.
Tel. (045) 8001903 / 8031394 / 596371. Fax (045) 8003524.
Catalogo Electa, con contributi critici di: Prof. Giorgio Cortenova, Dr. Iris Müller-Westermann, Prof. Reinhold Heller, Prof. Øivind Storm Bjerke, Dr. Gerd Woll , Prof. Arne Eggum.
pforti.info@palazzoforti.com

www.palazzoforti.it
dal 14 settembre 2001 al 6 gennaio 2002



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