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Pietrasanta (LU) - dal 3 al 25 luglio 2004
Leonardo Pivi - Corpo estraneo
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GALLERIA ASTUNI
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Piazza Duomo 37 (55045)
+39 058471760 , +39 058471760 (fax), +39 058420623
info@galleriaastuni.it
www.galleriaastuni.it
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La trasformazione delle immagini di copertina di settimanali, rotocalchi, quotidiani, in micromosaici, oltre a vincere una sfida in termini di pura e semplice 'bravura', converte l'effimero in eterno, il banale in eccezionale, lo scarto in reliquia.
orario: tutti i giorni 17.30-20.00 21.30-24.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 3 luglio 2004. ore 19.00
catalogo: Edizioni Galleria Astuni
curatori: Luca Beatrice, Marco Senaldi
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Nell'attuale dibattito politico internazionale, e in particolare nelle polemiche intorno all'intervento americano in Irak, un peso preponderante è stato attribuito alle immagini e al loro controllo.
Non solo l'uccisione dell¹ostaggio italiano Fabrizio Quattrocchi è stata ripresa in un video, ma anche sono rimaste indimenticabili le riprese televisive dei soldati statunitensi che abbattono le statue di Saddam Hussein mentre la folla applaude al crollo e lancia sputi e insulti contro quell¹effigie. Non si tratta di una novità, naturalmente: basterebbe ricordare l¹importanza strategica della tv durante la guerra del Vietnam ­ o, ancora prima, dei cinegiornali di propaganda durante Seconda Guerra Mondiale ­ per capire come la questione non sia più solamente quella delle immagini di guerra­ ma sia diventata decisamente quella della guerra delle immagini.
Se le immagini sono diventate delle armi, degli ordigni, degli strumenti di difesa e offesa, ciò dipende dalla loro enorme diffusione. Il problema non è più quindi quali immagini è lecito rendere pubbliche, ma piuttosto di quali immagini stiamo parlando? che cosa vediamo veramente quando guardiamo un'immagine?. Ma come è facile capire, questo è un problema a cui gli artisti non possono esimersi dal rispondere, o su cui non possono mancare di riflettere.
Le prime pagine dei giornali, le copertine dei settimanali, le "covers" dei libri o dei cd, sono altrettanti luoghi strategici dove si combatte quotidianamente la vera e interminabile guerra delle immagini ­ perché è lì, in quei pochi, ma potenti, ma decisivi, centimetri quadrati di carta che deve distillarsi un pensiero, un'opinione, un'idea: il Nemico decapita l'Amico, il Capo che ci guida è sicuro, la Bellezza è (ir)raggiungibile, la Morte è vicina, questo sarà il tuo Totem...
Il lavoro di Leonardo Pivi è, in questo preciso momento storico, la riflessione più cogente e stringente intorno a questo dato di cose. Mediante una indiscussa abilità d'occhio e di mano, che gli permette una disinvoltura senza eguali nell'impiego del linguaggio musivo, Pivi sa trasformare l'icona più banale in un fregio che pare appartenere ad altre epoche e ad altri mondi.
La trasformazione delle immagini di copertina di settimanali, rotocalchi, quotidiani, in micromosaici, oltre a vincere una sfida in termini di pura e semplice bravura, converte l¹effimero in eterno, il banale in eccezionale, lo scarto in reliquia.
Di fronte ai mosaici di Pivi, che immortalano facce di premier, animali estinti, volti rifatti di rockstar, o persino opere d¹arte, la nostra inutile e stucchevole Cronaca è divenuta, miracolosamente e per sempre, Storia.

Leonardo pivi è nato a Cesena nel 1965. Vive e lavora a Riccione. Scultore autentico, Pivi piega la materia all'idea, che gli proviene da un¹attenta analisi della quotidianità e del surreale. Mosaico e marmo, pietre preziose e cemento, plastica e legno: può operare con qualsiasi materiale affrontando la difficilisima sfida di una scultura figurativa che non cada nella retorica e nel clichè.
 
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