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Palermo - dal 18 settembre al 10 ottobre 2004
Raphael Di Luzio - Stations. Betrayal, Sacrifice, Resurrection
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COMPLESSO MONUMENTALE DELLO SPASIMO
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Via Dello Spasimo 13 (90133)
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L’opera è stata concepita nel corso dell’ultimo anno, durante il quale l’artista ha realizzato delle riprese in Sicilia e in Umbria e, in ultimo, negli Stati Uniti, dove ha elaborato il progetto della videoinstallazione ideata per la città di Palermo.
orario: Dalle 9 alle 24
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 18 settembre 2004. ore 18.00
ufficio stampa: Marina Giordano - e-mail: mari.g@neomedia.it - cell: (+39)3471376978
curatori: Ida Parlavecchio
autori: Raphael Di Luzio
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Sabato 18 settembre 2004 alle ore 18.00 nella Sala delle Arcate del cinquecentesco complesso monumentale dello Spasimo, all’interno dello storico quartiere della Kalsa, si inaugurerà la videoinstallazione dell’artista americano Raphael Di Luzio.
L’opera è stata concepita nel corso dell’ultimo anno, durante il quale l’artista ha realizzato delle riprese in Sicilia e in Umbria e, in ultimo, negli Stati Uniti, dove ha elaborato il progetto della videoinstallazione ideata per la città di Palermo.
“Stations. Betrayal, Sacrifice, resurrection” è un lavoro solo apparentemente legato al tema cristologico della passione, piuttosto, attraverso la complessa simbologia e il sofisticato intreccio metaforico, Di Luzio affronta problematiche legate all’individuo e alla sua esistenza, alla metamorfosi e al mutamento interiori alla luce di grandi questioni universali, quali la pace, la guerra, l’ambiente.
Nato nel Sud California Raphael Di Luzio (1960) si forma presso l’Università della Pennsylvania dove si trasferisce per studiare pittura avendo come maestro uno degli ultimi studenti di Josef Albers. Prosegue poi la sua ricerca artistica indirizzandosi verso i linguaggi video. E’ attualmente docente di New Media all’Università del Maine e ha realizzato numerosi workshop negli Stati Uniti e in Europa. Le sue più recenti realizzazioni sono videoinstallazioni in cui confluiscono l’esperienza pittorica e la sperimentazione tecnologica, i cui riferimenti simbolici attraversano spesso motivi iconografici di derivazione romantico-simbolista.
Di Luzio realizza ambienti di particolare suggestione, dove le immagini proiettate si fondono con elementi presenti nello spazio e con la musica, componente imprescindibile della creazione artistica.
Stations trasforma lo spazio della Sala delle Arcate in un percorso segnato dalla presenza di tre grandi contenitori di vetro ripieni di latte, vino e miele e sospesi su un tappeto di farina e petali rossi. Prima di compiere il tragitto i visitatori dovranno togliersi le scarpe, poi si incammineranno affondando i piedi nella farina bianca e tra i petali, tutti i loro sensi saranno attivati (la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto e, attraverso la percezioni degli odori che si diffonderanno per l’ambiente, anche il gusto). Quando infine usciranno dalla sala una delicata memoria del loro passaggio rimarrà impressa su un tappeto nero. Le impronte bianche dei loro piedi rimarranno come una storia transitoria della loro presenza.
La videoinstallazione è corredata di un pieghevole con una presentazione del lavoro e dell’artista. Il catalogo, che verrà pubblicato nei giorni immediatamente successivi all’inaugurazione, contiene un testo critico della curatrice Ida Parlavecchio e le foto dell’installazione, realizzate da Antonio Micciché.
 
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