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Genova - dal 28 ottobre al 28 novembre 2004
Lorenzo Gatti / Elisabeth Hölzl / Dante Maffei

ROBERTO ROTTA FARINELLI GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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Via XX Settembre 181r (16121)
+39 010564454 , +39 010561603 (fax)
galleriarottafarinelli@fastwebnet.it
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La mostra tripartita degli artisti Lorenzo Gatti, Elisabeth Hölzl, Dante Maffei, rientra nel progetto espositivo di ME design Forme del Mediterraneo, promosso dalla Facoltà di Architettura e Design Industriale.
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 28 ottobre 2004. ore 20.30
genere: design, arte contemporanea

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comunicato stampa
La mostra_tripartita degli artisti Lorenzo Gatti, Elisabeth Hölzl, Dante Maffei, rientra nel progetto espositivo di ME design Forme del Mediterraneo, promosso dalla Facoltà di Architettura e Design Industriale, presieduta da Maria Benedetta Spadolini, dell’Università di Genova, e configura nello spazio, nello specifico e nella dinamica teorica, tre modalità espressivo/espositive.

Lorenzo Gatti, artista italo-belga, si applica a un’approfondita riflessione sul Moderno e in particolare sull’architettura razionale, spostandone la condizione di funzionalità su un territorio straniato, neutro, dove l’aspetto rimane come memoria, frammento di un calco, un residuo tuttavia che trova una sua relazione con i soggetti di un archivio in progress, sospesi tra passato e futuro, pronti a tessere una storia di assenze parallela a una storia di presenze. E’ accaduto qualcosa nei suoi paesaggi ad acrilico su cartoncino Canson, si sono eclissati contatti materiali e si sono evidenziati, nel vuoto degli interstizi, contatti immateriali. I valori d’uso delle cose sembrano migrare verso i lidi virtuali della memoria. Compito dell’artista - scrive Lorenzo Gatti – potrebbe essere attraversare l’oggetto, colmarlo del suo stesso sfondo, raccontarlo e lasciare così spazio al suo fantasma. Tornare infine a renderlo soggetto, abitandolo.

Elisabeth Hölzl, artista che vive e opera a Merano, attraverso video-proiezioni sonore, grandi manifesti, fotografie, registra nella realtà di interni ed esterni metropolitani, con la mediazione del suo sguardo e dei suoi filtri emozionali, situazioni contraddittorie, impreviste, paradossali, investite tuttavia, nel suo esito espressivo, di un valore poetico-sacrale alto. L’immagine può esprimere il risonare dei passi in una metropolitana deserta, l’incursione improvvisa di un canto nel silenzio. Una sequenza di piscine vuote può caricarsi di una valenza metafisica, scatti su lampadari appesi a un soffitto nudo, sedie vuote di una sala d’aspetto, l’intimità di un accogliente divano di velluto giallo oro, possono raccontare il peso o la tensione dell’attesa. Nella doppia proiezione “Fish/Catania-New York”, che accosta i rituali giornalieri di un mercato del pesce assolutamente mediterraneo, quello di Catania, ai rituali straniati, quasi chirurgici del mercato del pesce di New York, è l’elemento mistico-ipnotico della musica di Marcello Fera che disegna acusticamente uno spaesamento percettivo, inducendo a una lettura isiva del senso dell’effimero, nel lavoro collettivo, e della persistenza senza tempo di gesti arcaici, ripetuti di generazione in generazione.

Dante Maffei, nato a Bologna dove vive e opera, nel lavoro intitolato Graphie/System of Survival anticipa già due elementi informativi della sua attitudine a scrivere, incidendo a bulino e laser, su lastre di lamiera zincata, la forma e il suo divenire sulla superficie di un volume che si rapporta, a sua volta, al volume strutturale dello spazio che lo ospita, alla luce del neon retroilluminante. Altro elemento di anticipazione è il suo relazionarsi all’arte come Sistema di Sopravvivenza. In sintonia con un’avventura spaziale che, da Lucio Fontana arriva a Daniel Libeskind, Maffei si esprime sul territorio mobile e sensibile dello sconfinamento dei generi, coniugando l’immaterialità mentale del processo con la materialità dell’intervento manuale, facendo interagire la scrittura con la scultura e l’architettura, con l’esito di una opera leggibile al di fuori delle coordinate convenzionali dello spazio_Viana Conti

Lo spazio espositivo_Testimone epocale di movimenti artistici del Novecento e terreno d’incontro di protagonisti della Storia dell’Arte Contemporanea, la Galleria Rotta, la più antica d’Italia, con i suoi ottantacinque anni di attività ha realizzato un vero passaggio di consegne, a Roberto Farinelli Rotta, che dopo ventisette anni di lavoro accanto allo zio Rinaldo, ne è subentrato, facendo coesistere nomi noti e consolidati e giovani artisti. Aperta nel 1919, venne consacrata a livello nazionale con il lancio del messaggio simbolista e futurista. Innumerevoli mostre si sono succedute sulle pareti di via XX settembre dal 1919 ad oggi. Sicuramente più di millecinquecento, scandite da nomi in transito magari effimero e da tanti nomi di rilievo. Ne recuperiamo qualcuno per invitare il lettore ad assaporare in anticipo il clima storico della galleria: Manzoni, Sutherland, Nicholson, Melotti, Novelli, Vautier, Matta, Depero, Trampolini, Tilson, Rotella, Schneider, Capogrossi, Le Parc, Pozzati, Moreni, Fontana, Vostell…Roberto Farinelli Rotta, prosegue quindi il cammino della terza generazione dei Rotta e con il suo spirito e desiderio di competizione ha proposto artisti come Nespolo, Perilli, Claudio Costa, Lodola, Del Pezzo, Bafico, Dorazio, insieme a molti altri. La sua storia continua e si rinnova. Le ultime personali presso la galleria Rotta sono state le seguenti:Arroyo, Bay, Casé, Corbeille, Bafico, Costa, Geranzani, Doucet, Appel_Roberto Rotta Farinelli

 
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