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Milano - dal 30 novembre 2004 all'otto gennaio 2005
Scultura italiana 1960-2004

FONDAZIONE MUDIMA
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Via Alessandro Tadino 26 (20124)
+39 0229409633 , +39 0229401455 (fax)
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La mostra “Scultura Italiana”, organizzata da Antonio Paradiso e curata da Arturo Schwarz presenta una selezione di sculture, installazioni e disegni/progetti rappresentativi del lavoro di 10 dei più significativi scultori italiani del secondo dopoguerra.
orario: lun./venerdì 10.30-12.30 / 15.30-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 1 dicembre 2004. ore 18
editore: 5 CONTINENTS
curatori: Arturo Schwarz
autori: Nicola Carrino, Pietro Coletta, Luigi Mainolfi, Eliseo Mattiaci, Hidetoshi Nagasawa, Antonio Paradiso, Pino Pascali, Giuseppe Spagnulo, Mauro Staccioli, Antonio Trotta
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Nicola Carrino, Pietro Coletta, Hidetoshi Nagasawa, Luigi Mainolfi, Eliseo Mattiacci, Antonio Paradiso, Pino Pascali, Giuseppe Spagnulo, Mauro Staccioli e Antonio Trotta sono 10 figure chiave della scultura italiana degli ultimi quarant’anni, protagonisti in modi diversi, ma con reciproche affinità e spesso complicità, di quel rinnovamento del linguaggio plastico con cui ancora oggi facciamo i conti. Essi hanno agito e tuttora lavorano in quell’orizzonte di riferimento che ha portato al rinnovamento del linguaggio plastico e a quella “crisi della scultura” come forma idealizzata a cui le avanguardie storiche avevano cercato di offrire le prime risposte.
Centrale per molti degli artisti presenti in mostra è la ricerca di nuove modularità spaziali di interazione con l’ambiente, non solo quello chiuso della galleria o del museo, ma anche quello su scala monumentale del paesaggio, urbano o naturale che sia.
Una linea di riduzione geometrica contrassegna la ricerca sulle strutture primarie di matrice Minimal attuata da Carrino e quella volta all’analisi destrutturale della materia di Spagnulo.
Nagasawa lavora alla ricerca di delicati equilibri ambientali che sembrano sovvertire le leggi della fisica mentre Coletta si muove sotto il segno di un’idea di scultura come espansione virtuale.
Staccioli integra il suo alfabeto segnico e geometrico con il paesaggio, mentre Mattiacci lavora sul concetto di accordo cosmico tra forma e ambiente circostante. E’ una via italiana che coniuga sperimentazione e senso della forma, con attenzione alla poesia dei materiali, come e’ più esplicito nell’evocazione di culture popolari di Mainolfi.
Seguono invece le vie dell’immaginario gli altri autori: Pascali intrecciando i miti di ieri e di oggi nelle sue “finte sculture”, Paradiso condensando istanze antropologiche nelle strutture in pietra di trani, Trotta recuperando la tematica della Bellezza quale origine dell’opera d’arte.

Il saggio introduttivo di Arturo Schwarz (in italiano ed inglese) nel catalogo della mostra (edito da Fondazione Mudima e 5 Continents Editions) mette in luce la radicalità anticipatoria della visione dei singoli artisti, intrecciata alle vicende internazionali dell’arte contemporanea.
 
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