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Milano - dal 10 febbraio al 5 marzo 2005
Dragana Sapanjos - Here We Are Now Entertainers


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GALLERIA PIANISSIMO
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Via Giovanni Ventura 6 (20134)
+39 022154514 , +39 022154514 (fax)
info@pianissimo.it
www.pianissimo.it
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Le svariate costruzioni, i molteplici intrattenimenti e la variegata tipologia umana riprodotte nell’installazione, creano un microcosmo che rappresenta l’essenza dell’arte moderna e contemporanea.
orario: dal martedì al sabato 15-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: free admittance
vernissage: 10 febbraio 2005. ore 19
autori: Dragana Sapanjo
genere: giovane arte, personale

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comunicato stampa
Inaugura giovedì 10 febbraio Here We Are Now Entertainers, evoluzione visiva e concettuale del work in progress Welcome to POMeCA – Park of Modern & Contemporary Art –di Dragana Sapanjos, una edulcorata e ironica critica al sistema dell’arte, un progetto site specific per Pianissimo.

Il Parco Giochi dell’Arte Moderna & Contemporanea ha attrazioni esclusive: le sue giostre e i suoi innumerevoli divertimenti sono miniaturizzazioni di opere d’arte miliari della storia dell’arte, i suoi abitanti sono artisti che hanno segnato gli ultimi anni della storia delle arti visive. POMeCA è un universo incantato candidamente rivestito di bianco, dalle atmosfere surreali e dal tempo sospeso.

I microscopici visitatori del parco possono curiosare nei meandri dei una realtà voluttuaria, possono dominare dall’alto POMeCA salendo sulla ruota panoramica forgiata con le fattezze della Ruota di Bicicletta di Duchamp, mentre per provare le vertigini possono fare un giro sulle montagne russe ottenute mettendo in scala le opere di SolLewitt, o possono compiere pericolose acrobazie sulla rampa da skate ispirata a Richard Serra. I bambini colpendo al petto Chris Burden possono vincere palloncini sagomati come il dirigibile Goodyear del ciclo Cremaster di Matthew Barney. La vita in POMeCA continua nella sua stravolta quotidianità: De Dominicis crea quadrati nel laghetto lanciando sassi che Mark Dion prende e cataloga, Shneider costruisce una sua ultima casa, Beuys si moltiplica all’infinito sostituendosi ai giardinieri.

Le svariate costruzioni, i molteplici intrattenimenti e la variegata tipologia umana riprodotte nell’installazione, creano un microcosmo che rappresenta l’essenza dell’arte moderna e contemporanea.

Il grande parco dell’arte contemporanea non si ferma mai, come un organismo vivente si espande incessantemente, ingloba al suo interno altri nuovi elementi e si avvale ogni volta di nuovi media per modificare la percezione di chi lo osserva.

Here We Are Now Entertainers aggiunge quindi nuove personalità e nuove architetture a POMeCA, ne moltiplica la superficie sino a coprire il secondo livello di Galleria Pianissimo sul quale si libra a mezz’aria. Questa volta il pubblico sarà invitato ad irrompere nell’extra-ordinario, e sino ad ora incontaminato, Luna Park dell’arte per osservarlo da vicino, analizzarlo, ammirarlo, deprecarlo, irriderlo?. Durante l’happening inaugurale i visitatori celebreranno con icastico sanse of humour il sistema dell’arte. Anche noi ora siamo, malgrado tutto, intrattenitori, siamo più o meno ignari complici del sistema.

You can find me if you want me in the garden (2002): “uno scivolo estatico in cui lo spettatore viene analizzato con un cardiofrequenzimetro mentre (giocoso o inquieto) scende dalla sua struttura”.(Luca Bertini)



SIM (2003): “emblematico lavoro in cui in una elegante struttura soffocante e avvolgente 700 ampolle da farmacista contengono, catalogati analiticamente, gli odori di quasi tutte le persone conosciute dall’artista” (Luca Bertini)



e.doc (2003): “un set dalla configurazione enigmatica, due muri forati al centro, un invito ad accostare l’orecchio. Il suono che i muri diffondono è un mix dei suoni che si producono all’interno e all’esterno […]:le frequenze alte e basse vengono mescolate in diretta e costituiscono una colonna sonora variabile a seconda di quello che accade. La percezione dello spazio cambia grazie alla composizione sincronica degli eventi acustici”. (Anna Daneri)



“ “ (2004): “in [un] piccolo volume nero e silenzioso l’artista immagina <>” (Giacinto di Pietrantonio)



The security from the objects (2004):”una imponente colonna carica di attriti vittoriani – così sofisticata ed elegante - chiede un disperato contatto per poi implodere in un inquietante urlo ferino” (Luca Bertini)

Breve Curriculum Vitae Dragana Sapanjos (1979 Capodistria )

Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano nel 2004, espone in mostre collettive e personali dal 1999
 
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