Luce e ombra. Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento (MUSEO PIAGGIO...  -  attualmente sono in linea 1203 utenti di cui 13 registrati
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Pontedera (PI) - dal 18 marzo al 12 giugno 2005
Luce e ombra. Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento
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MUSEO PIAGGIO
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Viale Rinaldo Piaggio 23 (56025)
+39 0587271727 , +39 0587290057 (fax)
arte@museopiaggio.it
www.museopiaggio.it
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Si tratta in gran parte di dipinti ‘da stanza’, destinati al collezionismo privato sin dall’origine, dunque, ancor più interessanti poiché molti di questi sono inediti in Italia
orario: da martedì alla domenica 10-19; venerdì fino alle 23
(possono variare, verificare sempre via telefono)
prenota il tuo albergo a Pontedera (PI):
Booking.com
biglietti: intero € 6,00; gruppi € 4,50 (minimo 15 persone, gratuito per l’accompagnatore); ridotti di legge € 4,00; scuole e studenti € 2,00 (gratuito per 2 accompagnatori); residenti nel Comune di Pontedera € 1,00
vernissage: 17 marzo 2005. ore 17
catalogo: Felici Editore, Pisa
ufficio stampa: KU.RA ROSI FONTANA
curatori: Pierluigi Carofano
patrocini: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza B.A.P.P.S.A.D. di Pisa, Livorno e Massa Carrara, Regione Toscana, Assessorato alla Cultura e Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti pisani
note: nei giorni 2-3 giugno, apertura fino alle 23 con ingresso a 4€
genere: arte antica, collettiva

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comunicato stampa
Il Centro per l’Arte Otello Cirri del Comune di Pontedera e la Fondazione Piaggio (nei locali del Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”), ospiteranno a partire dal 18 marzo fino al 12 giugno 2005 la mostra: Luce e ombra. Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento.
L’esposizione, a cura di Pierluigi Carofano - coadiuvato nel progetto da un comitato scientifico composto da: Sandro Bellesi, Raymond W. Bissell, Giuseppe Cantelli, Marco Ciampolini, Alberto Cottino, Gaetano Greco, Franco Paliaga -, si propone di presentare al pubblico opere di artisti toscani afferenti all’area caravaggesca. Si tratta in gran parte di dipinti ‘da stanza’, destinati al collezionismo privato sin dall’origine, dunque, ancor più interessanti poiché molti di questi sono inediti in Italia quali: il Riposo durante la Fuga in Egitto di Orazio Gentileschi, la Maddalena Penitente di Artemisia Gentileschi, il Convitto di Absalon e la Morte di Cleopatra di Niccolò Tornioli e l’Amore Vincitore di Orazio Riminaldi. Fra le opere di maggior rilievo e bellezza spiccano l’enigmatico Ritratto di Medico di Pietro Paolini di cui si conservava soltanto memoria fotografica. La rassegna permetterà, inoltre, di saggiare i risultati scientifici di un lavoro d’equipe durato circa dieci anni e volto ad indagare la committenza ed il collezionismo nella Toscana del Seicento nei suoi diversi aspetti per ciò che concerne le realtà del tempo, in Firenze, Pisa, Lucca e Siena.
La mostra è articolata per sezioni: dalla pittura sacra alle allegorie e scene di genere, dai temi a soggetto epico/tragico alla natura morta.

Promossa dal Centro per l’Arte Otello Cirri del Comune di Pontedera, dalla Provincia di Pisa, dalla Fondazione Piaggio, dall’Università degli Studi di Siena, Scuola di specializzazione in Storia dell’arte e attuata dall’Associazione GEC - Grandi Eventi Culturali, la rassegna è sotto il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali e le Attività Culturali, della Soprintendenza B.A.P.P.S.A.D. di Pisa, Livorno e Massa Carrara, della Regione Toscana, Assessorato alla Cultura, Università degli Studi di Siena e dell’Associazione Amici dei Musei e Monumenti pisani.
E’ resa possibile grazie alla collaborazione di Enti pubblici quali: la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Siena, la Scuola di Dottorato Logos e rappresentazione dell’Università degli Studi di Siena e Arezzo, dal Centro Warburg Italia, dalla sezione di Pisa degli Amici dei Musei.
Sponsor della manifestazione sono l’Unione Industriale Pisana, la Camera di Commercio di Pisa, la Banca di Credito Cooperativo di Fornacette, la SAT – Società Aeroporto Toscano, Geofor, Fondiaria - SAI Agenzia di Pisa, Edilart di Perignano, Terme di Casciana SpA, CS Info.




LA MOSTRA
Sul finire del Cinquecento, superata l’esperienza della Maniera, artisti toscani o d’adozione operanti nell’area principiano ad osservare la natura con occhi nuovi e, soprattutto, con spirito indagatore. La loro opera, oggi, è oggetto e tema della rassegna Luce e Ombra. Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento.
Fra i protagonisti della nuova corrente di studio che coinvolge i pittori dell’epoca, i nomi più importanti saranno esposti nell’ambito della mostra ordinata negli spazi espositivi del Centro per l’’Arte Otello Cirri e del Museo Piaggio: Santi di Tito, Ludovico Cardi detto il Cigoli, Andrea Boscoli, Jacopo Chimenti detto l’Empoli, Aurelio Lomi, Jacopo Ligozzi, Ventura Salimbeni. Saranno presentati, inoltre, altri autori fra i cosiddetti naturalisti toscani, ovvero quei maestri che a partire dagli anni Venti del Seicento – fino all’affermazione del Barocco – trassero dal caravaggismo la lezione del ‘naturale’, nobilitandola sulla tradizione del disegno fiorentino. Essi sono: Jacopo Chimenti detto l’Empoli, Virginio Zaballi, Filippo Napoletano, Orazio Fidani, Filippo Tarchiani, Astolfo Petrazzi, Bernardino Mei, Cesare Dandini, Vincenzo Dandini, Lorenzo Lippi, Francesco Furini, Justus Suttermans, Petro Paolo Bonzi, Simone del Tintore, Jacopo Vignali, Mario Balassi, Ottavio Vannini, Giovanni Martinelli.
Il percorso espositivo si concluderà con i capolavori dei caravaggeschi toscani: Orazio e Artemisia Gentileschi, Orazio Riminaldi, Niccolò Tornioli, Rutilio Manetti, Pietro Paolini e Cristofano Allori. In particolare, verranno presentati per la prima volta in Italia, il Riposo durante la Fuga in Egitto di Orazio Gentileschi, prototipo delle più note versioni di Vienna e Parigi (già coll. Getty, Los Angeles), la Maddalena Penitente di Artemisia Gentileschi e il violento Convitto di Absalon di Niccolò Tornioli oltre al sensuale Amore Vincitore di Orazio Riminaldi, da confrontare con la versione più tarda di Palazzo Pitti.

In Toscana un evento dedicato al fenomeno figurativo del caravaggismo manca da circa trent’anni – ovvero, dal 1970 con la mostra Caravaggio e caravaggeschi nelle Gallerie fiorentine, a Firenze – e, sia nel mondo accademico, sia da parte degli appassionati di questo periodo storico/artistico si avvertiva da tempo la necessità di affrontare, nuovamente, l’argomento mettendo a disposizione le scoperte e le riflessioni occorse in questo ampio arco temporale.
Fra le opere di maggior rilievo e bellezza spiccano l’enigmatico Ritratto di Medico di Pietro Paolini di cui si conservava soltanto memoria fotografica, una raffinata sezione di nature morte comprendente opere di: Filippo Napoletano, L’Empoli, Astolfo Petrazzi, Pietro Paolini, Simone del Tintore, Pietro Paolo Bonzi.

Le ragioni che hanno portato a pensare a Pontedera quale sede per la mostra: Luce e ombra. Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento sono legate soprattutto all’opportunità di far conoscere opere d’arte di straordinario impatto emotivo ed estetico ad un pubblico avvezzo soprattutto all’arte contemporanea; alla volontà di valorizzare la città – nota nel mondo per la sua tradizione imprenditoriale legata all’industria ed alla tecnologia – come centro qualificato ad organizzare eventi culturali di portata nazionale ed internazionale; infine alla possibilità di mettere a frutto competenze, organizzazione, strutture ricettive e risorse umane qualificate presenti nella città di Pontedera e nel territorio.

Le opere nelle due sedi, saranno così suddivise: al Centro per l’Arte Otello Cirri, saranno ospitate le sezioni, “Esempi di pittura riformata in Toscana” e “Naturalisti Toscani” concernenti le opere di Maestri fra cui: Jacopo Chimenti detto l’Empoli, Filippo Napoletano, Pietro Paolini, Bernardino Mei, Cesare Dandini, Lorenzo Lippi, Francesco Furini, Pietro Paolo Bonzi, Giovanni Martinelli, Justus Suttermans.
Al Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”, la sezione “Caravaggeschi toscani” con opere di: Orazio Lomi Gentileschi, Artemisia Lomi Gentileschi, Orazio Riminaldi, Antiveduto Gramatica, Rutilio Manetti, Niccolò Tornioli, Pietro Paolini.

Il pubblico, nel visitare la seconda sede presso il Museo Piaggio, potrà accedere gratuitamente alla visita delle collezioni Vespa e Gilera. Il Museo è stato fondato nel 2000, e contiene ad oggi circa 100 veicoli e manufatti, quali ad esempio la Motrice del 1936, i Motori Stellari, la Vespa del 1946 e i modelli di produzione Piaggio dalle origini ad oggi. Inutile sottolineare l’importanza che questi prodotti industriali hanno avuto nello sviluppo della società italiana e mondiale; sono essi stessi parte della storia contemporanea, sociale e culturale più vicina a noi. Si tratta di testimonianze della capacità creativa, del design, e dell’innovazione che il Museo racconta. Vespa è stata la protagonista della ricostruzione dell’Italia del secondo dopoguerra; ha rappresentato e continua a rappresentare un simbolo significativo della dinamica civile, sociale ed economica nel mondo. Il Museo Piaggio è aperto al pubblico tutto l’anno.

Il Centro per l’Arte Otello Cirri, inauguratosi nel gennaio del 2003, nasce dalla volontà del Comune di Pontedera di creare un luogo in cui si elaborano idee sull’arte attraverso mostre, convegni, laboratori didattici. L’indirizzo culturale del Centro è orientato prevalentemente verso le esperienze artistiche contemporanee, come ad esempio la mostra della scorsa primavera sulle maschere di Enrico Baj, curata da Roberta Cerini Baj e da Enrico Crispolti o la raffinata esposizione sull’astrattismo a cura di Beatrice Buscaroli. L’attività del Centro ha creduto inoltre nell’uso consapevole del patrimonio culturale del territorio dando vita a mostre di grande interesse storico e scientifico che spaziassero, per tematiche, dall’archeologia al moderno come ad esempio Preistoria e Protostoria tra Valdarno e Valdera e Pisa e la sua provincia. Immagini Memoria e Cultura promosse rispettivamente dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, con il Dipartimento di Scienze Archeologiche dell’Università di Pisa e con il Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università di Pisa assieme all’Istituto Luce di Roma. Il Centro per l’Arte è visitabile tutto l’anno.


Il Catalogo, edito da Felici Editore di Pisa, si avvarrà dei contributi scientifici di: Gaetano Greco, La Toscana dall’inizio del ‘secolo d’oro’ sino al papato di Maffeo Barberini; Giovanni Maria Fara, Per una lettura del naturalismo in Toscana da Raffaello Borghini a Romagnoli; Ludovica Sebregondi, La fortuna di Caravaggio a Firenze e in Toscana; Maria Cecilia Fabbri, Presenze caravaggesche nelle collezioni granducali; Francesca Baldassari, I fiorentini a Roma dall’anno santo 1600 sino al papato di Urbano VIII; Raymond Ward Bissell, Gli anni romani di Orazio e Artemisia Gentileschi: novità e conferme; Mario Lazzari, Sotto la pittura. Indagini non distruttive sul Riposo durante la fuga in Egitto già collezione Paul Getty; Marco Ciampolini, Diffusione e fortuna del caravaggismo in terra di Siena, fra reticenza ed entusiasmo; Pierluigi Carofano, Riminaldi e Paolini caravaggeschi eterodossi; Sandro Bellesi, Naturalisti non caravaggeschi: il caso dei fiorentini; Alberto Cottino – Franco Paliaga, Tracce per la natura morta di primo Seicento in Toscana; Giuseppe Cantelli, Per un profilo della fortuna critica del Seicento in Toscana negli ultimi cinquant’anni.
Collaboratori al catalogo: Paolo Benassai, Chiara d’Afflitto, Maria Elena De Luca, Lisa Goldemberg Stoppato, Marina Mojana, Elena Testaferrata.
Biografie a cura degli allievi della Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte dell’Università di Siena.
 
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