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arte contemporanea, collettiva COMPLESSO DEL VITTORIANO ​ Via Di San Pietro In Carcere Roma 00186

Roma - dal 9 marzo al 19 giugno 2005

Munch 1863-1944
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COMPLESSO DEL VITTORIANO
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Via Di San Pietro In Carcere (00186)
+39 066780664 , + 39 068715111
www.ilvittoriano.com
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Oltre cento capolavori di cui circa sessanta olii e una cinquantina di opere grafiche tra acquaforti, litografie, xilografie
orario: da lunedì a giovedì 9,30-19,30; venerdì a sabato 9,30-23,30; domenica 9,30-20,30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 9 marzo 2005. ore 18
catalogo: Skira
editore: SKIRA
ufficio stampa: COMUNICAREORGANIZZANDO
autori: Edvard Munch
genere: personale, arte moderna

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comunicato stampa
Gli inquieti capolavori di uno dei protagonisti assoluti del Novecento, profeta indiscusso dell'angoscia esistenziale, delle paure e dei tormenti interiori dell'uomo moderno.

Dal 9 marzo al 19 giugno 2005, nella cornice del Complesso del Vittoriano, la mostra "Munch 1863 - 1944" ripercorrer� l'intero cammino creativo ed umano del grande artista anticipatore dei temi dell'Espressionismo attraverso oltre cento capolavori di cui circa sessanta olii e una cinquantina di opere grafiche tra acquaforti, litografie, xilografie.

Prestiti dai pi� noti musei internazionali e dalle pi� importanti sedi espositive norvegesi testimonieranno l'angoscia esistenziale moderna che pervade l'opera di Munch e caratterizza la poetica espressionista: "Ecco urlare la disperazione: l'uomo chiede urlando la sua anima, un solo grido d'angoscia sale dal nostro tempo. Anche l'arte urla nelle tenebre, chiama al soccorso, invoca lo spirito: � l'Espressionismo".

Con una vita ossessionata da drammatici presentimenti di distruzione e sfacelo, Edvard Munch pu� oggi venire considerato il profeta di una nuova et� dell'ansia che impregna ogni aspetto del vivere quotidiano. Alle figure della realt� esterna e oggettiva, Munch oppone le immagini della sua tormentata visione interiore, sostituendo gli aspetti concreti del mondo con gli ossessionanti fantasmi che costellano la sua complessa intimit�. Largamente influenzato da Nietzsche, Munch colse della sua filosofia gli elementi pi� stoici e fatalisti che divennero filtri della sua visione del mondo.
In uno stato d'esaltata emozione, Munch comincia ad osservare il mondo e le figure che lo popolano, ed avverte che da esso, non pi� avvolto da luce serena, non pi� sereno n� confidenziale, gli proviene un urto: un segnale misterioso e drammatico, quasi desolato, che riempie il pittore di sgomento e comincia a propagarsi intorno a lui come una densa cortina di fumo nero; e quel mondo, quelle figure e quegli oggetti, cominciano a riflettersi nella sua mente con una luce distorta e malata, confermando il pittore nelle sue predilezioni narrative di stati d'animo ed emozioni, di sogni visionari caratterizzati da una particolare violenza emotiva, tipica di quelle persone solitarie ed introverse che tendono a restare rifugiate nel bozzolo della loro timidezza.
Immaginazioni contorte, ossessioni funebri ed erotiche, ed intricate fantasie trovano nella pittura di Munch un'espressione positiva, affidata al disegno e al colore che serrano in modo sempre pi� stretto il suo mondo interiore in una serie di immagini autentiche e persistenti: una volta create, divengono esse stesse matrici di ulteriori emozioni e di nuove figure sempre pi� contorte. L'uso costante di linee ondulate, armonicamente fluide e mobili, i colori accesi e infuocati o soffocati repentinamente da una brusca manciata di cenere, le sinuosit� cromatiche, l'onnipresente spettro della violenza, ora impercettibile, ora un'esplosione violenta e diretta, quasi dolorosamente agghiacciante, sono gli elementi che Munch sfrutta per simboleggiare ed esternare il suo cedimento agli spettri dell'interiorit� travolta da un senso sempre pi� vivo di crescente angoscia.
� dunque semplice capire come mai l'arte di Munch, simbolo evidente della sua emotivit� precaria e insana, sia andata oltre il mondo calmo e spirituale che stava fiorendo all'interno della maggior parte dell'arte latina, per andare invece a incidere maggiormente sulla torbida e pomposa sensibilit� degli artisti tedeschi.

La monografia � che accompagna la vasta antologica dedicata a uno dei padri dell'Espressionismo � presenta una selezione di dipinti e opere grafiche che documentano l'iter creativo dell'artista norvegese (1863-1944), dai suoi esordi naturalistici ai viaggi europei, dall'esperienza simbolista fino ai risultati formali che preludono alla nascita della moderna pittura espressionista.
 
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