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Roma - dal 17 settembre al primo ottobre 2005
La Fondazione del Grande Oriente d’Italia. Testimonianze iconografiche sulla Carboneria

MUSEO GARIBALDINO DI PORTA SAN PANCRAZIO
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Largo Di Porta San Pancrazio 9 (00153)
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Mostra documentaria
orario: dal 17 al 24 settembre: dal lunedì al sabato 15.30-19.30;
dal 26 settembre al 1° ottobre: su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
prenota il tuo albergo a Roma:
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vernissage: 17 settembre 2005.
catalogo: a cura di Bernardino Fioravanti, Ettore Passalalpi Ferrari, Fabrizio Santini
ufficio stampa: SCARLETT MATASSI
email: biblioteca@grandeoriente.it

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comunicato stampa
Tra le peculiarità della mostra documentaria allestita dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia in occasione del bicentenario della Massoneria italiana vi è certamente la sua originale ubicazione. Ad ospitarla è infatti uno dei più curiosi e segreti musei romani: il Museo Garibaldino di Porta San Pancrazio, ricavato all’interno di quella che un tempo fu la Porta Aurelia delle antiche Mura Aureliane. Per lunghi secoli inviolata, l’attuale Porta San Pancrazio si trovò al centro dei sanguinosi combattimenti tra francesi e garibaldini che, nel 1849, posero fine alla tormentata vicenda della Repubblica Romana. In quell’occasione ampiamente distrutta, venne fatta ricostruire da Papa Pio IX nel 1858 e, nel 1949, scelta dal comune di Roma quale sede della ricca collezione di cimeli e di testimonianze risorgimentali appartenenti all’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini.

CONTENUTO DELLA MOSTRA
Dal 17 settembre al 1° ottobre il museo, solitamente chiuso al pubblico, apre i battenti per consentire la visita ad una mostra che offre chiarimenti e spunti di riflessione su un fenomeno posto alle origini del nostro Risorgimento: la massiccia diffusione in Italia degli ideali e delle pratiche massoniche e carbonare ad opera delle truppe francesi durante il periodo napoleonico. Merito primario dell’iniziativa promossa dal Grande Oriente d’Italia è quello di raccogliere ed illustrare in un unico contesto espositivo documenti e testimonianze di indubbio valore storico e scientifico, per lo più provenienti da collezioni private e, per questa ragione, solitamente inaccessibili. Gli osservatori più sensibili ai dati di cronaca dei nostri giorni potranno inoltre cogliervi il riflesso della politica varata dall’attuale Gran Maestro Gustavo Raffi, fortemente protesa verso la società civile ed orientata, in campo culturale, a mettere al servizio di studiosi, studenti ed appassionati, gli archivi e la preziosa biblioteca del Grande Oriente.
Fra i documenti in esposizione particolare rilievo rivestono i cosiddetti “Documenti di Lanciano”, fatti di recente restaurare dalla Giunta del GOI. Si tratta di alcuni verbali della Loggia “La Concordia”, costituita in seno al 6° Reggimento dei Cacciatori a Cavallo dell’Armata Francese di stanza a Lanciano, cittadina abruzzese cui all’epoca si attribuiva grande interesse strategico. Lo studio di questi testi ha fornito informazioni illuminanti non solo sull’impulso dato dall’arrivo delle truppe napoleoniche alla ripresa dell’attività massonica in Italia, ma anche sull’introduzione della Carboneria, organizzazione destinata ad assumere nel nostro paese carattere marcatamente politico e rivoluzionario.
Particolarmente godibili anche per un pubblico privo di competenze specialistiche appaiono alcuni degli oggetti esposti. In primis gli Arredi della Vendita Carbonara Nicola Ricciotti, vale a dire una cassetta contenente gli oggetti rituali necessari per allestire il Tempio di una vendita (riunione) carbonara: un rotolo di spago per legare le fascine, fasci littori, vanghe, asce e zappe in miniatura a simboleggiare, insieme alla tipica fascia dai colori alchemici rosso, blu e nero, la trasformazione della materia grezza, il legno, in carbone e, quindi, il processo di progressiva elevazione spirituale dell’iniziato. E poi i pugnali usati nelle iniziazioni e nei giuramenti e una corona di spine, una scala ed un gallo, simboli miniaturizzati della Passione di Cristo che rimandano a pratiche di religiosità popolare poco inclini ad avvalersi della mediazione delle istituzioni ecclesiastiche, anche per questa ragione tradizionalmente avverse alle associazioni di carattere iniziatico.
 
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