Una macchina fotografica coglie le "vedute non viste" di Roma, ciò che è difficile scorgere a fondocampo, piece visive che preferiremmo non raccontarci né vendere ad altri.
In questa terza mostra, Baruch continua la ricerca sulla Roma simulacro, il Luna Park dove tutto ciò che è considerato "bello", "antico" e legato all'SPQR si vende bene e il resto viene spazzato via, dietro il palcoscenico, relegato in un "dietro" nascosto dove non si deve vedere e dove non avrà parte nella sofisticata immagine per il mercato.
Le immagini qui esposte segnano una delle tappe della ricerca socio-culturale su Roma, dove la varietà determinata dai cosiddetti "stranieri" viene alla luce.
I romani, ormai, provengono da luoghi e culture diverse, portando con sé una ricchezza culturale e un patrimonio sconosciuti che spesso noi, "vecchi locali", vorremmo ridurre ad una banale uniformità. Il nostro desiderio sarebbe quello di rendere il "diverso" omogeneo all' "uguale" SPQR; e se non ci riusciamo, preferiamo spingerlo dietro le scene, renderlo invisibile; gettarlo in un cortile che sta dietro l'SPQR.
Back in the SPQR parafrasando i Beatles. Back: in senso spaziale ma anche temporale.
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