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Cagliari - dal 7 al 26 ottobre 2005
Paolo Ollano - Stanza 10


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MAY MASK CAFE'
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Via Vincenzo Sulis 63 (09124)
+39 070654443 , +39 070654443 (fax)
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6 opere di grande formato
orario: dal lunedì al sabato 11-16 e 18-24
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 7 ottobre 2005. ore 20,30
catalogo: testo critico a cura di Giulia Dessì
autori: Paolo Ollano
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Venerdì 7 ottobre alle ore 20,30 presso lo spazio polivalente del May Mask Cafè in via Sulis sarà inaugurata la mostra personale di Paolo Ollano dal titolo Stanza 10. Fino al 26 ottobre sarà possibile visitare l'esposizione costituita da 6 opere di grande formato.

Il testo che accompagna la mostra è a cura di Giulia Dessì

Ancora, ancora, ricompare un tema ricorrente.
La visione toglie il fiato, lascia senza parole. L’incontro con “Stanza 10” è così: toglie il fiato.
E’ necessario il silenzio, è imbarazzante lo sguardo con quegli sguardi….
Paolo Ollano che aveva esordito frantumando la composizione delle sue lacerazioni, ha ricomposto il puzzle, come se tutti i piccoli pezzi, finalmente, avessero trovato ciascuno il loro spazio.
Come in una catarsi ora appare un’immagine chiara e senza paura. Osa.
Le opere si concedono per due terzi all’emozione che appare chiara e leggibile nella forma; la lacerazione la spacca in due come un solco profondo che rimane sulla pelle. Il bianco ed il nero. Il nero è illuminato da lampi di un bianco quasi luccicante e le opere si congedano con il colore. Viola, rosso, blu, giallo e verde. Il colore che, no, non può essere troppo brillante e viene celato da una fitta rete. Un’indecifrabile scritta [ camera ] [ sterile ] [ stanza ] [ 10 ] trova posto a contrasto quasi per darci il tempo di riprendere fiato.
Con grande forza ci regala qualcosa di suo?
Forse il suo messaggio è oltre, perché, costi quel che costi, il messaggio è il fine delle sue creature.
….“Anche la sofferenza ci insegna la vita, più che la vita la sopravvivenza, la forza, la speranza…”
E la speranza vai a guardarla lì: Opera “Via Majorana”; sembra chiudere la serie di quegli sguardi ora disperati, ora innalzati ad un’altra dimensione, fermi in quell’istante, che prima ci avevano rapiti e che qui non servono più. Tutto sta alle spalle e si guarda avanti ……….


Giulia Dessì
 
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