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Napoli - dal 23 dicembre 2005 al 31 gennaio 2006
Sol Lewitt
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PIAZZA PLEBISCITO
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Piazza Del Plebiscito (80132)
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Nel suggestivo progetto per Piazza Plebiscito a Napoli la scultura assume un carattere architettonico
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vernissage: 23 dicembre 2005. ore 13
curatori: Mario Codognato, Eduardo Cycelin
autori: Sol Le witt
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
L’opera in piazza, la grande sfida dell’arte contemporanea lanciata alla città dall’Amministrazione Comunale con il contributo della Regione Campania, giunge all’undicesimo anno di vita. Per l’edizione del Natale del 2005 l’artista invitato a intervenire è Sol Lewitt. Interverranno all’inaugurazione, prevista per venerdì 23 dicembre alle ore 13 in piazza Plebisicito, il sindaco Rosa Russo Iervolino e il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino.

Sol Lewitt (nato nel 1928 a Hartford, Connecticut) è uno degli artisti che hanno maggiormente contribuito a proseguire e sviluppare quel processo iniziato col Modernismo, per capovolgere la definizione e le regole convenzionali della prassi artistica e della sua produzione materiale attraverso l’abolizione delle nozioni di unicità, di irripetibilità, di abilità individuale nell’esecuzione manuale e in favore di un primato assoluto dell’idea. Nell’arte concettuale, di cui Lewitt negli anni sessanta è stato uno dei padri fondatori, l’idea o appunto il concetto rappresenta l’aspetto più importante dell’opera d’arte. Ogni decisione sull’esecuzione e sulla presentazione di un’opera d’arte è presa antecedentemente e la sua realizzazione diviene un aspetto secondario, tanto che può essere attuata da chiunque purché si rispettino le istruzioni dell’artista, la precisa esplicazione della sue intenzioni, della sua idea. Per usare le parole dell’artista, l’idea diventa lo strumento che produce l’arte. Nel 1988 LeWitt inizia due serie che ancora oggi caratterizzano la maggior parte della sua produzione scultorea: i Complex Forms, strutture in legno bianco, articolate in forme prismatiche irregolari le cui punte ricordano le guglie di architetture gotiche, e le Pareti o i Cubi, realizzati soprattutto in blocchi di pietra o di cemento. Questi ultimi, pur dimostrando un minimalismo intransigente, non sono privi di concessioni all’ambiente o alla storia di un luogo, basti ricordare il Monumento agli ebrei scomparsi del 1987, un’enorme parete rettangolare in cemento nero realizzata per una pubblica piazza a Münster.
Nel suggestivo progetto per Piazza Plebiscito a Napoli la scultura assume un carattere architettonico. Lewitt ha progettato una struttura quadrangolare (circa 23 metri di base x circa 3 metri di altezza) tra le due monumentali statue equestri che determinano visualmente lo spazio, attraverso l’impiego di un impianto modulare, elaborato attorno all’utilizzo di mattoni bianchi in pietra di Trani corrispondenti alle misure standard della tecnica edilizia e perciò ricomponibili da chiunque. L’artista, attraverso la configurazione decrescente dei mattoni che formano la costruzione, scompone e ricompone il dialogo con lo spazio urbano e il suo contesto storico-politico, costruendo un percorso visivo e fisico per lo spettatore, che è come assorbito e reso partecipe dell’idea anche nel movimento attraverso la piazza.

La manifestazione artistica di piazza Plebiscito si arricchisce di una mostra fotografica di Peppe Avallone che dal 1995 in poi (Paladino, Kounellis, Merz, Zorio, Paolini, Kapoor, Kosuth, Horn, Serra, Fabro) racconta la storia delle passate edizioni. Per questa mostra verranno utilizzati gli spazi comunali sotto il porticato della chiesa di san Francesco di Paola a Piazza del Plebiscito. Di fronte all’opera di grandi dimensioni, la risposta nel fruitore è la fascinazione ma anche il disorientamento. L’opera in piazza è spesso di difficile “lettura”, si vuole perciò offrire un punto di orientamento. Ma ancora e soprattutto rendere la storia di questa operazione culturale, raccontare le passate edizioni per rendere al pubblico ed agli operatori di settore che ormai giungono in città in quel periodo, il senso di una duratura testimonianza della centralità di Napoli come luogo privilegiato di una esperienza estetica di altissimo significato artistico.

I locali sotto il porticato della chiesa di S. Francesco di Paola in Piazza del Plebiscito per tutta la durata della manifestazione saranno attrezzati a servizio dell’opera e del pubblico che troverà personale, materiali e strumenti della comunicazione. In una delle sale saranno proiettati i cortometraggi di Pappi Corsicato prodotti per le passate edizioni.
 
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