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Bologna - dal 21 gennaio al primo marzo 2006
Alviani / Costa / Massironi

GALLERIA SPAZIA
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Alla soglia dei settant’anni, Getulio Alviani, Toni Costa e Manfredo Massironi, che un tempo preferivano definirsi operatori visivi, o anche ricercatori visuali, sono presenti in una sorta di personale multipla
orario: da martedì a sabato 10-12.30 e 15.30-19.30; lunedì e festivi su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 21 gennaio 2006. ore 18
autori: Getulio Alviani, Toni Costa, Manfredo Massironi
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Nel 1961, quando nel mondo si scontravano opinioni diverse sull'Astrattismo, sull'Arte Concreta, sull'Arte Espressionista e sulla Figurazione, furono organizzate a Zagabria alcune mostre, occasione d'incontro tra artisti di provenienza diversa, sia geografica che artistica, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Nacque quindi l'Arte Cinetica, in parte legata a osservazioni di tipo psicologico, che comprendeva: "oggetti in movimento" (di Alexander Calder, Bruno Munari), esperimenti mediante "trucchi percettivi" (Victor Vasarely, Gruppo T (T sta per tempo) (Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi e in un secondo tempo Grazia Varisco), Gruppo N (Alberto Biasi, Edoardo Landi, Toni Costa, Ennio Chiggio, Manfredo Massironi)), dove il movimento è dato dallo spostamento dello spettatore e "oggetti che si lasciano muovere" o meglio, che acquistano particolari caratteristiche grazie ad un intervento esterno (Bruno Munari, Enzo Mari). Tra i protagonisti di questo movimento artistico che diventerà europeo citiamo ancora: Julio Tinguely, Pol Bury, Jean Le Parc, Sol LeWitt, Joseph Kosuth, il Gruppo Zero di Dusseldorf e quello del GRAV (Groupe de recherche d'art visuel) che nacque a Parigi nel luglio del 1960.
Da lì a poco sempre in Italia nascerà l'Arte Programmata, termine coniato dal suo più valido esponente, Bruno Munari, che, insieme a Giorgio Soavi a Milano nel maggio 1962, presso un negozio Olivetti, presenta una mostra denominata "Arte Programmata" destinata a spostarsi a Roma e a Venezia. Espongono il Gruppo T, il Gruppo N, Enzo Mari, Munari, Getulio Alviani e il Groupe de recherche d’art visuel.


Alla soglia dei settant’anni, Getulio Alviani, Toni Costa e Manfredo Massironi, che un tempo preferivano definirsi operatori visivi, o anche ricercatori visuali, sono presenti in una sorta di personale multipla, ognuno con un percorso di lavoro e di vita diverso e con la spregiudicatezza che la vecchiaia condivide con l’adolescenza.
Dalla metà del secolo scorso questi artisti hanno partecipato a tutte le esposizioni ufficiali di arte programmata (optical art, chiamata anche arte cinetica, arte gestaltica) in musei o gallerie di mezzo mondo (il solito mezzo mondo, sempre quello, allora e oggi). La loro partecipazione, personale o di gruppo, si svolgeva comunque all’interno di grandi esposizioni collettive. Il lavoro di ricerca era condiviso come pure la sua divulgazione e i problemi della sua comunicabilità.
E’ una cercata coincidenza trovare in una mostra distillata con cura l’essenza e la singolarità di quella ricerca che Getulio Alviani ha definito “arte esatta”. E’ l’esattezza maliziosa e seducente di questa esperienza che fa la differenza e che si propone non come un’altra esperienza. Ma come esperienza altra.
All’interno dei numerosi percorsi che l’arte contemporanea ha aperto ed alimentato, questi tre artisti hanno coltivato le pratiche e le scoperte dei costruttivisti russi, del neoplasticismo di Mondrian, del Bauhaus tedesco.
Hanno trascurato i depositi polverosi, di troppo insistita consuetudine con la nostra vita quotidiana e l’enfasi degli oggetti giganti; le montagne di televisori petulanti; il gesto che distribuisce sulla superficie i colori senza forma; non hanno fatto del loro corpo l’esibizione di stravaganti sofferenze. Hanno scelto cioè il punto di visto di un osservatore, che dialoga con ciò che vede per il puro piacere della mente.
 
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