Käthe Kollwitz (PALAZZO LEONE DA PEREGO - Legnano)  -  attualmente sono in linea 2075 utenti di cui 7 registrati
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Legnano (MI) - dall'otto aprile al 25 giugno 2006
Käthe Kollwitz
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PALAZZO LEONE DA PEREGO
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orario: da martedì a venerdì 16.30-19; sabato 16-20; domenica e festivi 10-13/15-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: ingresso libero
vernissage: 8 aprile 2006.
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: CLP
curatori: Flavio Arensi
autori: Käthe Kollwitz
patrocini: dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania di Milano e del Goethe-Institut Mailand
genere: personale, disegno e grafica

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comunicato stampa
Dall’8 aprile al 25 giugno è in programma nel Palazzo Leone da Perego di Legnano la più ampia mostra dedicata in Italia all’opera grafica di Käthe Kollwitz.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Legnano – Assessorato alla Cultura in collaborazione con la Provincia di Milano e la Regione Lombardia e ha ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania di Milano e del Goethe-Institut Mailand.

Il percorso espositivo, curato da Flavio Arensi (direttore artistico di Palazzo Leone da Perego) e da Micaela Mander, raccoglie 70 opere su carta di Käthe Kollwitz, una delle figure preminenti dell’arte europea del Novecento. La mostra è costruita intorno alle opere grafiche originali e di prima tiratura che comprendono l’intera produzione dei cinque cicli tematici, e da 40 fondamentali e celebri fogli, tutti autografi.

I cinque cicli, elaborati nel corso della sua intera esistenza, costituiscono la parte più significativa del lavoro dell'artista, perché proprio ad essi, in modo particolare, l’artista dedicò pensieri ed energie, incanalandovi una visione del mondo espressa compiutamente.

Essi sono, in ordine cronologico: Una rivolta dei tessitori (Ein Weberaufstand), elaborato negli anni 1893 - 1897, Guerra dei contadini (Bauernkrieg), che risale agli anni tra il 1903 ed il 1908, a cui fanno seguito, a partire dagli anni Venti, Guerra (Krieg), Proletariato (Proletariat) e Morte (Tod).



Il primo ciclo si compone di 6 fogli, 3 litografie e 3 acqueforti, che raccontano una rivolta dei tessitori, ispirata all'omonimo dramma di Gerhard Hauptmann, scrittore naturalista che tanto successo, e scandalo, ebbe in quegli anni; prima vera prova della Kollwitz, essi testimoniano la lenta acquisizione, da parte dell'artista, dei mezzi tecnici dell'acquaforte, raggiungendo già, negli ultimi tre fogli, esiti ragguardevoli, che diventano superbi con le successive 7 acqueforti che compongono il secondo ciclo, ispirato alla storia tedesca: la rivolta contadina avvenuta nella Germania meridionale nel 1525.

Un certo lasso di tempo intercorre tra questi primi due cicli, dall'ispirazione letteraria, e dalla marcata tematica sociale, e il successivo: le 7 xilografie che compongono il ciclo Krieg datano 1922-23, e riflettono non solo il rinnovato impegno della Kollwitz, ma anche la sua esperienza personale (la morte in guerra del figlio Peter); inoltre, l'artista in questo caso si misura con una tecnica per lei nuova, la xilografia appunto, già largamente praticata dagli espressionisti tedeschi che l'avevano riportata in auge nei decenni precedenti.
Con questa medesima tecnica Käthe Kollwitz dà vita al quarto ciclo, iniziato contemporaneamente a Guerra (Krieg) nel 1922, e portato a termine nel 1925. Proletariato è composto da soli 3 fogli, di assoluto vigore compositivo e tecnico, e riecheggia il pesante clima di vera e propria fame che la Germania attraversa negli anni della Repubblica di Weimar, immediatamente prima della presa di potere da parte di Hitler. Durante il governo nazionalsocialista la Kollwitz non venne pubblicamente attaccata, ma fu invitata a tacere; pertanto l'ultimo ciclo riveste un carattere apparentemente più intimo e personale, poiché il volto di una delle protagoniste dei fogli di Morte (Tod)è quello dell'artista stessa. La tematica è comunque universale, e sviluppata in 8 fogli eseguiti con la tecnica della litografia, prodotti tra il 1934 ed il 1935.

Inoltre, per meglio far conoscere tutti i campi in cui ha operato, verrà proiettato il film di Piel Jutzi, Il Viaggio di mamma Krausen in cerca di fortuna, la cui direzione artistica è della Kollwitz.

Per colmare una mancanza di fonti bibliografiche riferibili a Käthe Kollwitz dell’editoria italiana (si pensi che l'unica monografia dedicata all'artista, scritta da Mario De Micheli, risale al 1954, ed. Hoepli), il catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, comprenderà una introduzione generale sull’opera della Kollwitz, nonché lo studio della sua opera illustrativa pubblicata dalle riviste dell’epoca, e un paragone con l’ambiente letterario, culturale ed artistico dell’epoca, permettendo un approfondimento scientifico della produzione e della vita della grande artista. Testi di Flavio Arensi, Micaela Mander, Daniela Dalla, Francoise Kunzi, Raffaele Bedarida. Schede tecniche di Francesco Garrone



Käthe Kollwitz, grafica e scultrice tedesca, nasce l’8 luglio 1867 a Königsberg e muore il 22 aprile 1945 a Moritzburg, presso Dresda.
In vita gode di grande fama e di numerosi riconoscimenti, pur dovendo sopportare molti pregiudizi, discriminazioni, conflitti e i dolori della guerra. I genitori, anticonformisti e animati da un forte impegno sociale, le offrono un’educazione all’avanguardia per i tempi, ma poiché la maggior parte della accademie d’arte non ammette le donne, Käthe studia disegno privatamente e frequenta gli istituti d’arte di Berna e di Monaco.
Nel 1891, quando sposa il medico socialista Karl Kollwitz, il padre è profondamente deluso, convinto che nessuna donna possa conciliare la professione con la vita di famiglia. E invece Käthe continua a lavorare - sebbene in quegli stessi anni metta al mondo due figli - e nel 1898 ottiene il primo folgorante successo con un ciclo di stampe intitolato “L’insurrezione dei tessitori”, presentato alla grande esposizione d’arte di Berlino nel 1898. Ciò nonostante, l’imperatore Guglielmo II le rifiuta la medaglia d’oro. Finalmente, nel 1919 è la prima donna eletta nell’Accademia prussiana delle arti.
La sua opera è segnata da forte interesse, sostenuto da una intensa carica emotiva, per le donne e le classi lavoratrici, di cui Käthe Kollwitz rappresenta la forza e la bellezza in forme semplici, portate all’essenziale.
Dopo la morte del figlio Peter, caduto nella Prima guerra mondiale, l’artista della rivoluzione sociale si tramuta in pacifista, e le opere tarde, grafiche e plastiche, rappresentano spesso figure di madri che cercano di proteggere i figli dalla guerra. Nel 1936 è colpita dal divieto indiretto dei nazisti a esporre i suoi lavori.
 
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