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Torino - dal 14 febbraio al 30 aprile 2006
Massimo Beltramo - Il Colore e l’Emozione
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comunicato stampa  |
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E' rimarchevole in Massimo Beltramo la linearità della scelta colloquiale intrapresa e perseguita in ossequio ad una chiara e determinata concezione estetica che vuole la riproposizione figurativa per mezzo dei colori come il godimento di uno status esistenziale nel quale la componente naturale, o paesaggistica che dir si voglia, abbia una funzione ed una specificità prioritarie. L'eclettica articolazione delle sue tematiche ce lo rivela nondimento un operatore dell'immagine in grado di trasmettere all'osservatore armonia e gradevolezza, sia che si tratti di soggetti ispirati alla realtà contingente, sia che intervengano allocuzioni visive scaturite da una fervida ed altrettanto convincente matrice inventiva. La diversa e diversificata campionatura alla quale Beltramo affida le proprie sensazioni e le proprie emozioni parte dal presupposto che il colore debba ricoprire sempre e puntualmente il ruolo di protagonista con soluzioni tonali ora screziate, ora marcate, ora fugate, ora affioranti in primo piano, con un indovinato gioco di prospettive mobili che rapiscono lo sguardo e lo guidano in una sorta di gradevole ed appagante evasione dalla mera e scontata quotidianità. Ci pare di cogliere il suo effettivo intendimento se asseriamo che egli è inoltre intelligentemente attento a focalizzare, di ogni sua composizione, l'atmosfera particolare che la permea e la caratterizza in maniera inconfondibile, con interventi di sussurrata quanto vigilata musicalità lirica in grado di giustificare pienamente il recente riconoscimento assegnatogli a Portovenere nell'annuale Rassegna dedicata alla Giornata della Scienza e della Tecnica che si svolge in quei luoghi della Riviera ligure che Massimo Beltramo ha collocato più volte al centro dei propri interessi artistici, come fanno fede gli scorci di Vernazza o di Camogli, cui potremmo accostare, per pari resa stilistica, taluni scenari esotici o delle suggestioni crepuscolari con luminescenze umbratili, ameni campi inondati di fiori unitamente ad essenzializzate nature silenti, vivificate da assortiti frutti della terra. Ettore Parmeggiani.
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