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arte contemporanea, collettiva SEDI VARIE ​ Frascati 00044

Frascati (RM) - dal 5 maggio all'undici giugno 2006

Written City / Scrivere la città

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un progetto d’arte contemporanea incentrato sulla tematica della scrittura urbana
orario: da martedì a venerdì ore 10-18; sabato, domenica e festivi 10-19. Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 5 maggio 2006. ore 18
editore: GANGEMI
ufficio stampa: ZETEMA
curatori: Giulia Ferracci, Gabriele Gaspari, Valentina Grillo, Valentina Leone, Igor Renzetti
autori: Gea Casolaro, Stefania Galegati Shines, Andrea Liberati, Domenico Antonio Mancini, Liliana Moro, Luana Perilli, Federico Pietrella, Luca Vitone
telefono evento: +39 069417195
genere: fotografia, arte contemporanea, collettiva
web: www.semintesta.it/writtencity

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comunicato stampa
Frascati dal 5 maggio all’ 11 giugno 2006 ospita WrittenCity - Scrivere la città, l’originale progetto d’arte contemporanea incentrato sulla tematica della scrittura urbana, rivolto alla realizzazione di opere d’arte in spazi pubblici. Il progetto, promosso dal Sindaco Francesco Paolo Posa e dall’Assessore Stefano Di Tommaso, è ideato e curato da Giulia Ferracci, Gabriele Gaspari, Valentina Grillo, Valentina Leone, Igor Renzetti e, dopo l’apertura di sei anni fa del prestigioso spazio museale delle Scuderie Aldobrandini del Comune di Frascati, intende consolidare ulteriormente l’immagine della città come luogo di cultura e centro per l'arte contemporanea. Si tratta di una iniziativa creata appositamente per soddisfare la crescente richiesta di valorizzazione degli spazi urbani e di luoghi appartenenti alla memoria della città, che attraverso l'espressione artistica si arricchiscono di un valore aggiunto.

WrittenCity estende al territorio un percorso multidisciplinare che, coniugando l’arte contemporanea e la tradizione storica, mette in luce la sua storia scritta rivalutandola come specchio di una specifica cultura ed epoca. Senza interferire ma interagendo con il luogo, la storia e il territorio e collegando i contenuti degli interventi artistici alla città, il progetto esce fuori dai consueti percorsi museali e galleristici per far incontrare gli artisti con il pubblico. Fuori dal museo, per le vie della città è possibile concretizzare la dialettica tra arte e pubblico, tra opera e spazio urbano, tra arte contemporanea e tradizione. Un progetto inedito, fondamentale per un nuovo modo di concepire e utilizzare gli spazi, coniugare l’arte con il territorio e i suoi abitanti. A Frascati l’arte contemporanea diventa strumento di rilettura di un contesto che, grazie al diverso uso dei luoghi, acquista maggiore interesse e si pone come piacevole cornice per un’ estesa e variegata esposizione di talenti giovanili e internazionali. Un progetto che permette agli artisti di ridisegnare la geografia della città, senza però tradirne la destinazione d’uso, per questo Written City costituisce una possibilità di studio del territorio e di valorizzazione del patrimonio culturale che esso rappresenta.

Gli artisti invitati intendono realizzare una mappatura dei luoghi per scrivere città attraverso originali rappresentazioni che guardano ai luoghi con occhi nuovi. Le opere, inserite negli spazi del centro storico, si confrontano con la storia scritta di Frascati (epigrafi, lapidi, graffiti, insegne di negozi..) per comprendere l'origine e la funzione che i luoghi rivestono attualmente. I lavori artistici, ponendosi in relazione con lo spazio e attuando un'azione di rilettura del luogo, comunicheranno con queste aree per quaranta giorni.

A Frascati Luca Vitone, uno dei protagonisti dell’evento, intende riflettere sulla perdita della specificità del luogo dovuta alle trasformazioni socioculturali. Da sempre attento all’identità dei luoghi e al recupero della cultura dispersa, l’artista con Panorama compie uno studio sulla città facendone trasparire i significati, i ruoli sociali e le geografie. Il lavoro - presentato nel 2005 al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato - prevede l'installazione, nel punto più panoramico della città, di tre cannocchiali al cui interno delle immagini desunte da altri contesti si sovrappongono al dato reale.

Concepito come percorso di avvicinamento anche ai non addetti ai lavori, l’intervento di Stefania Galegati, Mamma non piangere (Appunti per caso # 5), affronta la tematica della scrittura con la proiezione di scritte e messaggi raccolti durante i suoi viaggi a Buenos Aires, NewYork, Berlino ma anche a Napoli, Frascati e Bagnacavallo. Dislocati nei luoghi legati al passaggio e all’attesa quotidiani, le proiezioni sono portavoce di una singolare riflessione sul senso comune e sull'immediatezza di queste scritte che, come gesto liberatorio, raccontano la vita del singolo. L’artista si diverte a costruire lo spazio attraverso racconti di vita ordinaria, mediante una colta narrazione che definisce il percorso dello sguardo e indaga i suoi limiti al vedere.

Federico Pietrella con "DOMANI" intende rivolgersi all'intera cittadinanza di Frascati prendendo in prestito la scritta applicata sulle locandine del Supercinema di Frascati che anticipano l’uscita dei film con l’inconfondibile scritta “domani”. Con un processo di ingrandimento e attraverso un’ operazione diretta, quella della dimensione mediatica del cartellone pubblicitario, la scritta viene trasformata in un'installazione a piazza San Pietro, sede del cinema e vecchia piazza principale della città. Dialogando con lo spazio architettonico e l'urbanistica e offrendosi alla libera interpretazione, il DOMANI diventa un messaggio che si rinnova ogni giorno.

Attraverso la fotografia, il mezzo visivo che più la rappresenta, Gea Casolaro racconta e mette in relazione i segni della metropoli accostandoli al tipico volto di una piccola cittadina come Frascati.

Interrogando la contemporaneità e il paesaggio urbano come epicentro del cambiamento sociale, l’artista fotografa scritte e graffiti provenienti dalla periferia di Roma; i materiali raccolti vengono poi inseriti sulla parete del Palazzo Comunale, in relazione dichiarata con le implicazioni sociale e politica che questo luogo evoca. I segnali tipici della città, vivendo sull’elegante facciata come passivi richiami, alludono alla mescolanza e alla dilatazione dei confini geografici e sociali di Frascati con la città.

Con Liliana Moro lo spazio urbano è trattato in modo discreto ma estremamente significativo. Attraverso un gioco visivo e tramite un insegna al neon che rappresenta un orecchio, l'artista indaga il continuo ampliamento e spostamento di senso anche dell’immagine più comune. Attraverso una nuova oggettualità fisica e sovrapponendo la componente astratta al neon, Liliana Moro riesce a rendere viva la struttura architettonica su cui è addossato l’orecchio che sembra ascoltare la città. Un delicato lavoro artistico rivolto allo studio di una logica "altra" che stravolge i normali paramentri per guardare il mondo, inducendo così l’osservatore, attraverso un atteggiamento attivo e partecipe, a cambiare prospettiva e punto di vista.

La giovane Luana Perilli, con Welcome – alone in public, utilizzando l’ironica speculazione degli annunci per incontri, gioca invece con il cliché del "luogo romantico” intervenendo sulle panchine della passeggiata di Frascati. L'artista, prendendo spunto dagli annunci per incontri che compaiono sui giornali, ridefinisce nel suo lavoro gli elementi del reale, tra il riferimento a strutture collettive della memoria e l’ intrusione nel concetto di privato. Lo spazio e la sua connotazione pubblica diventano l'oggetto su cui costruire un insieme malinconico e paradossale, in bilico tra il dialogo e il monologo, che mette in scena uno scambio impossibile, un incontro mancato.

In occasione del centocinquantenario dalla costruzione della Stazione di Frascati, Domenico Antonio Mancini con Untiteld intende riflettere sulla funzione antica ed attuale dei binari della stazione. Attraverso un progetto site-specific, l’artista porta alla luce i binari della stazione che sono stati sotterrati a causa dell’inserimento della banchina. Per mezzo di quest’originale punto di vista che svela i segreti della stazione, l’osservatore è invitato a riflettere sulla persistenza e funzione originaria delle rotaie e soprattutto sulla natura del luogo come stratificazione dell’azione umana. L’artificio retorico, che si traduce con la scritta “tombato” inserita su un timbro gigante, permette all’artista di evidenziare il processo di rimozione e permanenza della memoria, i meccanismi di scambio tra l’oggetto e il suo uso.

Il lavoro di Andrea Liberati vuole invece attuare una lettura profonda del luogo, intervenendo su un muro brullo, a pietra viva, sul quale l'artista applicherà delle pelli con il chiaro riferimento ad una scrittura “arcaica” del luogo. L'estetica primitiva dell'opera è il punto di partenza per la creazione di uno scenario antitetico, un dualismo tra luogo selvaggio e luogo domestico che si esprime in un linguaggio sepolto ma presente nei luoghi dove ancora resiste una cultura contadina.
 
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