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Roma - dal 28 maggio al 28 giugno 2006
Gonzalo Orquín - Espejo Romano


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STUDIO ANDREA GOBBI
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Via Dei Lucani 33a (00185)
+39 0644340151 , +39 0644340151 (fax)
andreagobbi@tiscali.it
www.andreagobbi.com
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Il nocciolo duro della poetica di Gonzalo Orquín sembra giocarsi tutto in un misterioso luogo mentale, apparentemente inesistente e insieme fortemente ideale, di strana sospensione del tempo, nel quale si mescolano vita quotidiana e senso del teatro, intimismo e memoria, illusionismo e senso del tragico
orario: dal martedì al venerdì ore 16,00-19,00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: free admittance
vernissage: 28 maggio 2006. ore 11
catalogo: con testi di Alessandro Riva e Claudio Nigro
autori: Gonzalo Orquín
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa


Il nocciolo duro della poetica di Gonzalo Orquín sembra giocarsi tutto in un misterioso luogo mentale, apparentemente inesistente e insieme fortemente ideale, di strana sospensione del tempo, nel quale si mescolano vita quotidiana e senso del teatro, intimismo e memoria, illusionismo e senso del tragico, riferimenti alla pittura classica (uno su tutti, il grande amore per la pittura di Velazquez) e citazioni dall'immaginario cinematografico contemporaneo, vita vissuta e solo immaginata, paura ed estasi. Questa pittura ci parla di intimità e di inquietudine, di strane scene che ci sembra di conoscere a menadito, che abbiamo pur visto o vissuto, forse in sogno, forse una domenica mattina di tanto tempo fa, con qualcuno che amiamo o abbiamo amato al nostro fianco, che dorme ancora, o che forse si trova in quello stato misterioso che sta tra il sonno e la veglia; ci parla, questa pittura, di quella sensazione di quieta ebbrezza, di gioia sottile venata però da uno strano senso di inquietudine.

La tradizione cui guarda Gonzalo Orquín è quella del realismo spagnolo dell'Otto e Novecento, certo, ma anche quella del Seicento e del primo Settecento, con il suo senso del tragico, dell'estasi, della teatralità e del travestimento, e d'improvviso l'insorgere di un dramma, il dolore, l'estasi, il tormento.

Alessandro Riva
 
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