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Firenze - dal 25 settembre al 4 ottobre 2006
Jackie Sleper

foto Jackie Sleper
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MUSEO DIOCESANO
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Piazza Santo Stefano 5 (50122)
+39 0552710732
arte@diocesifirenze.it
www.museodiocesanofirenze.org
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Esperta in una varietà di tecniche: fotografia, pittura, scultura e garden design. Il suo ricco e lucido linguaggio accresce il nostro credo nei valori umani. Svela regni non visti dove la trama della vita è ancora intatta
orario: tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 25 settembre 2006. ore 18
ufficio stampa: STUDIO ABBA
autori: Jackie Sleper
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Lunedì 25 settembre alle ore 18 verrà inaugurata una personale di Jackie Sleper, in mostra al Chiostro del Museo Diocesano della Chiesa di Santo Stefano fino al 4 ottobre.

Jackie Sleper nasce ad Amsterdam nel 1962, si diploma nel 1992 alla School of Arts di Utrecht. Tra il 1988 e il 1995 frequenta molti corsi in Irlanda, Repubblica Ceca, Spagna. Crea quadri che sono un’esplosione di colore e object in cui usa mixed media con una straordinaria e personale tecnica. Lo storico dell’arte olandese Andrea Basedow ha scritto di Jackie Sleper: “Sperimenta e dà espressione agli strati sensoriali oltre la realtà. Esperta in una varietà di tecniche: fotografia, pittura, scultura e garden design. Il suo ricco e lucido linguaggio accresce il nostro credo nei valori umani. Svela regni non visti dove la trama della vita è ancora intatta.”

Il professor Giampaolo Trotta, che sarà presente all'inaugurazione assieme a Jackie Sleper, ha detto di lei: le visioni oniricamente surreali di Jackie Sleper si esprimono con un’esplosione gioiosa di colori e forme tratte come ‘collages’ da immagini computerizzate, mediante un’originale tecnica. Il suo modo di fare pittura, accostando il realismo di immagini fotografiche ad una gestualità cromaticamente sintetica che riduce piante e fiori a icone ingenuamente ‘puerili’, ci conduce su sentieri di una novella moderna, espressa attraverso accostamenti ad un’arte mutuata da quella americana che aveva assunto a protagoniste le icone del consumo, ma riconvertite in una dimensione più pacatamente riflessiva ed europea.

Jackie Sleper ha esposto i suoi lavori in Olanda e all’estero. Vive e lavora a Utrecht.

La mostra nasce dal progetto Passion pour la vie, iniziativa benefica fondata nel luglio del 2004 dall’artista canadese Antoine Gaber, ricercatore da molti anni impegnato nella lotta al cancro. Nella tappa fiorentina di Passion pour la vie, i fondi raccolti verranno destinati alla Fondazione Meyer per il reparto di oncoematologia dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Antoine Gaber ha detto a proposito di Passione per la vita:

Quasi tutti abbiamo sperimentato in prima persona o attraverso un amico, la perdita di un parente, di un amico, di una persona vicina, vittima di questa terribile malattia. L’obiettivo del Programma “Passione per la Vita” è incrementare la prevenzione e sostenere la ricerca scientifica. Unicamente con la prevenzione e con la ricerca scientifica potremo sconfiggere questa terribile malattia.

Per avere alcune informazioni su Antoine Gaber che ha ideato il programma Passion pour la vie, potete visitare il sito:

http://www.antoinegaber.com/about.html

Racchiusa in una piccola piazzetta a due passi da Ponte Vecchio e dal Museo degli Uffizi, la Chiesa è di antica fondazione, risale infatti verosimilmente al 969. Documentata già nel 1116, venne modificata ed ampliata tra il 1233 e gli inizi del Trecento. Successivamente subì ulteriori trasformazioni nel corso del tempo, le più importanti delle quali dovute, nel XVII secolo, all’intervento del marchese Anton Maria Bartolommei il quale ricostruì molta parte dell’interno. La posa dell’attuale altare, opera del Giambologna proveniente dalla Chiesa di Santa Maria Nuova, avvenne ad opera dell’architetto Luigi del Moro negli anni 1894-1895. Dalla chiesa di Santa Trinita proviene invece la scala manierista risalente al XVI secolo di Bernardo Buontalenti.

Dal chiostro della Chiesa si accede al contiguo Museo Diocesano d’Arte Sacra, scrigno d’innumerevoli tesori quali opere di Giotto, Filippo Lippi e Paolo Uccello, solo per citarne alcuni. Ricavato parzialmente dagli antichi ambienti dell’ex convento di Santo Stefano, venne aperto nel 1995.
 
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