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arte contemporanea, collettiva CENTRO CULTURALE SAINT-LOUIS DE FRANCE ​ Largo Giuseppe Toniolo 22 Roma 00186

Roma - dal 5 al 26 ottobre 2006

Monica Hannasch – L'Albero della Vita

Monica Hannasch – L'Albero della Vita

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CENTRO CULTURALE SAINT-LOUIS DE FRANCE
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Largo Giuseppe Toniolo 22 (00186)
servicepresse@saintlouisdefrance.it
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Omaggio vibrante alla bellezza della creazione, inno alla vita in tutte le sue forme, i Batik di Monica Hannasch sono una testimonianza alla straordinaria creatività di questa grande artista tedesca e dell'armonia di un lavoro lungo e delicato
orario: dal martedì al venerdì/ ore 10.30-13.00 e 16.00–19.00
sabato ore 10.00-13.00/ e su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 5 ottobre 2006. ore 18
autori: Monica Hannasch
genere: personale, arti decorative e industriali

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comunicato stampa
Omaggio vibrante alla bellezza della creazione, inno alla vita in tutte le sue forme, i Batik di Monica Hannasch sono una testimonianza alla straordinaria creatività di questa grande artista tedesca e dell'armonia di un lavoro lungo e delicato. Per la sua ultima mostra, Monica Hannasch ha scelto una quarantina di lavori, alcuni totalmente inediti e realizzati appositamente per questa occasione. Il Centro culturale Saint-Louis de France ha l’onore di presentare per la prima volta a Roma queste opere d'arte di un valore artistico e culturale inestimabile, con una mostra dal titolo « L’Albero della Vita ».

I Batik di Monica Hannasch evocano la solennità di un'arte antica, narrativa e legata al cerimoniale delle funzioni sacre, strettamente riservata alla vita di corte in Indonesia. Realizzati secondo un'antica tecnica, questi preziosi batik illustrano temi mitici e religiosi e soprattutto celebrano la bellezza della natura e il ciclo della vita, i ritmi della terra, l'eterno scandire delle stagioni, la richezza della fauna e della flora. L’armonia delle composizioni, la bellezza delle loro proporzioni e lo splendore cromatico ricordano l'armonia perduta della creazione e rimandano alle bellezze minacciate e distrutte del mondo in cui viviamo. Ma recano anche il messaggio di conforto che aldilà della casualità del mondo ordinario, aldilà delle tribolazioni della vita umana e delle confusioni del quotidiano, esistono parametri di un ordine perenne; in breve che il caos non trionfi mai del tutto sul cosmo.



Anche la storia personale di Monica Hannasch è improntata da questa esperienza e dalle molteplici contraddizioni del nostro secolo. Nata a Berlino nel 1932, Monica è cresciuta come una "bambina della guerra"; non appena adulta si allontanò dalla famiglia e dal paese natio girovagando per mezzo mondo alla ricerca di un'indipendenza personale, spirituale e artistica cui è rimasta fedele fino ad oggi. « Sono una donna ostinata » dice di se stessa non senza orgoglio, e il motto di un suo batik è significativo "L'uccello in gabbia non canta l'amore ma canta la rabbia". La diciannovenne parte per la Germania dell'est ove raggiunge Richard Dölker che prima della guerra aveva vissuto a Vietri sul Mare con un gruppo tedesco di ceramisti al quale appartenne anche la madre dell'artista Margarete Thewalt Hannasch. Richard Dölker diventa il suo maestro, ed è quell'anno trascorso nel Kohlgraben con questa famiglia a lasciare tracce indelibili nella vita e nell'arte di Monica Hannasch.

Dopo anni in California, dove si era consolidata già da lungo tempo la sua fama artistica, e con gli indiani dell'Equador, Monica Hannasch si è stabilita da più di 40 anni nel cuore del Mediterraneo, a Scario sul golfo di Policastro.



L’arte del batik
Il Batik indonesiano nasce da un'antica tecnica artigianale per la tintura dei tessuti. E' un procedimento che utilizza la cera liquida per escludere le parti che non devono essere colorate, prima di immergere il tessuto nel colore. La cera viene applicata a mano, su entrambi i lati, con un piccolo strumento chiamato « canting », lasciata asciugare, rimossa con acqua bollente e riapplicata tante volte quanti sono i colori del disegno. I piccoli particolari e gli innumerevoli puntini determinano il pregio e la qualità del batik, oltre ai colori e alle sfumature. E' un lavoro lungo ed accurato, di pazienza e precisione.

(Dieter Richter - Matilda Romito - Christine Desgrange Schmidt)
 
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