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Legnano (MI) - dal 18 novembre 2006 al 21 gennaio 2007
Attilio Rossi

Il barcaiolo della darsena
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PALAZZO LEONE DA PEREGO
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Via Monsignor Eugenio Gilardelli 10 (20025)
+39 0331471335
comunicazioni@legnano.org
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A Palazzo Leone da Perego, 60 lavori ripercorrono la carriera artistica di uno dei protagonisti dell’arte italiana del XX secolo
orario: da martedì a venerdì 16.30-19; sabato 16-20; domenica e festivi 10-13/15-20; chiuso lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: free admittance
vernissage: 18 novembre 2006.
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: CLP
curatori: Flavio Arensi, Luciano Caramel
autori: Attilio Rossi
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dal 18 novembre 2006 al 21 gennaio 2007, in Palazzo Leone da Perego di Legnano, si terrà la mostra dedicata all’opera di Attilio Rossi (1909-1994).

Curata da Luciano Caramel e Flavio Arensi, Direttore artistico di Palazzo Leone da Perego, e organizzata dal Comune di Legnano, col contributo della Banca Popolare di Milano-Banca di Legnano, Fastweb e Reale Mutua Assicurazioni-agenzia Legnano, l’esposizione presenterà oltre sessanta lavori di un protagonista dell’arte italiana del XX secolo, in grado di ripercorrere tutta la sua carriera di pittore, di grafico e organizzatore culturale, dagli anni Cinquanta agli anni Novanta.

Si partirà, infatti, dai quadri ispirati al tema dell’acqua, nei cui riflessi l’artista dissolve le immagini della realtà, per passare a quello delle nature morte spesso impaginate nel riquadro geometrico di una finestra.

Il percorso espositivo proseguirà con i cicli della “Stanza della folgore” e de “L’urlo di Medusa”, attraverso i quali Rossi rivisita con tono drammatico il tema del mito antico, quindi con la sezione dedicata agli “Autoritratti”, che costituiscono un racconto vero e proprio del rapporto che l’artista ebbe con il suo lavoro e la sua visione della realtà. Un ulteriore approfondimento verrà riservato al periodo argentino della pittura di Rossi, e al lavoro grafico degli esordi; saranno presentate, tra gli altri, alcuni numeri ed edizioni di “Campo Grafico” e libri come “Kn” di Carlo Belli.

Vi saranno inoltre alcuni acquerelli, che testimonieranno la sensibilità di Rossi verso questa tecnica pittorica.

Accompagna l’esposizione un catalogo pubblicato da Silvana editoriale con testi di Luciano Caramel.

Attilio Rossi, riveste giovanissimo un ruolo di grande rilievo nella modernizzazione della Grafica italiana, fondando e dirigendo la rivista “Campo Grafico” che sostiene l’esigenza di aprire il settore all’influenza dell’arte contemporanea. Lasciata l’Italia nel 1935, Rossi si reca in Argentina dove comincia a dipingere. Dapprima astratto, diviene poi figurativo, attraversando una fase iperrealista per approdare poi a una pittura che guarda all’influenza di Carrà e di Morandi.

Tra il 1935 e il 1950, Attilio Rossi è anche direttore artistico di grandi Case editrici, collaborando e divenendo amico di protagonisti della cultura spagnola, sudamericana e messicana come Rafael Alberti, Jorge Luis Borges, Pablo Neruda, Diego Rivera, Ramòn Gòmez de la Serna, Juan Ramòn Jiménez, Josè Bergamìn e molti altri. In questa attività Rossi realizza tra l’altro numerose copertine di libri, tra cui due particolarmente note, quelle per “El Aleph” di Borges e per “Carlotta in Weimar” di Mann.

Al ritorno in Italia, Rossi sviluppa una pittura, che si evolve gradatamente in una figurazione molto avanzata, sorretta da una prospettiva costruita sul colore, che però sconfina spesso nell’astrazione. Astrazione che si ritrova in particolare in interventi realizzati a Milano presso la Triennale, la Fiera e Palazzo Reale.

L’attività grafica prosegue in misura ridotta, ma con libri e manifesti di grande pregio. A tutto ciò si affianca l’attività di organizzatore culturale che lo vede coinvolto nelle grandi rassegne milanesi di Palazzo Reale (memorabile la mostra di Picasso del 1953) e della Permanente.

L’avventura pittorica di Attilio Rossi, sulla quale hanno scritto molti fra i più importanti critici e studiosi d’arte, si snoda, nella sua parte finale, tra una grande Via Crucis, attualizzata con una serie di personaggi della storia del XX Secolo, e una fase in cui trasfigura i temi della mitologia classica con una pittura attenta alle suggestioni dell’arte contemporanea.

Attilio Rossi, che scompare a Milano nel 1994, è stato autore di numerosi saggi e libri, tra cui “Buenos Aires” en tinta china” con Borges e Alberti, “Milano in inchiostro di china” con Salvatore Quasimodo, “I manifesti” e “Omaggio all’alfabeto”.

Le sue opere sono state esposte in numerose grandi rassegne d’arte, tra cui la Biennale di Venezia, e sono presenti in numerosi musei.
 
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