Remo Bianco - Al di là dell'oro (COMPLESSO DEL VITTORIANO - Roma)  -  attualmente sono in linea 1012 utenti di cui 12 registrati
exibart.com  

          home inaugurazioni calendario speed-news forum annunci concorsi sondaggi commenti pubblicità contatti
    Exibart.platform > onpaper mobile bookshop rss pdf tv blog alert newsletter segnala
Exibart.toolbar, una barra di servizio con tutto Exibart all'interno del tuo browser. Di che si tratta? Leggi qui...
community
   e-mail
   
   password
   
          
password persa?
mail attivazione
   non arrivata?
REGISTRATI


recensioni
biennale 2009
bologna
friuli v. g.
genova
marcheabruzzi
milano
napoli
roma
sardegna
sicilia
torino
toscana
trento bolzano
venezia
altrecittà
around
rubriche
architettura
arteatro
decibel
design
didattica
essai
exibart studi
exibinterviste giovanearte
exiwebart
fashion
fiere
fotografia
in fumo
libri
pre[ss]view
visualia
.:random:.
argomenti
personaggi
politica e opinioni
progetti e iniziative
acuradi...
curator parade   
5 B. Corà
4 G. Marziani
4 P. Ferri
3 F. Gualdoni
3 C. Lio
3 S. Conta
3 A. Bonito Oliva
3 L. M. Barbero
3 G. Belli
2 M. E. Tittoni
classifica>>
antidoping
artist parade   
13 G. de Chirico
9 J. Kounellis
9 M. Rotella
8 E. Vedova
8 M. Pistoletto
8 L. Fontana
7 M. Merz
7 M. Sironi
6 A. Burri
6 M. Ray
classifica>>
pierre
pressoffice parade   
24 studio esseci
16 zetema
14 lucia crespi
13 clp
12 studio pesci
10 electa
7 civita
5 spaini & partners
4 paola manfredi
4 studio de angelis
classifica>>
cfr.
publisher parade   
34 silvana editoriale
18 skira
14 electa
6 allemandi
5 marsilio
3 palombi
3 carlo cambi
3 mandragora
3 de luca
2 peliti associati
classifica>>

Roma - dal 7 dicembre 2006 al 15 gennaio 2007
Remo Bianco - Al di là dell'oro


 [Vedi la foto originale]
COMPLESSO DEL VITTORIANO
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Di San Pietro In Carcere (00186)
+39 066780363 , +39 066780664
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Mostra antologica di Remo Bianco (1922-1988)
orario: tutti i giorni dalle 9,30 alle 17,30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
prenota il tuo albergo a Roma:
Booking.com
vernissage: 7 dicembre 2006. ore 18.30
editore: SILVANA EDITORIALE
curatori: Lorella Giudici, Claudio Strinati
autori: Remo Bianco
genere: arte contemporanea, personale

segnala l'evento ad un amico


mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

 
comunicato stampa
Remo Bianco (Milano 1922-1988) dopo trent’anni torna a Roma con una grande mostra, circa 110 opere, che raccoglie quasi tutti i suoi cicli creativi, ma si concentra soprattutto sui cicli dei Tridimensionali, dei Collage e dei Tableaux doré.

Nelle opere figurative Bianco dimostra di aver meditato su Cézanne (come ne L’operaio malato, 1948, opera inmostra), ma soprattutto di aver appreso la lezione di Picasso (il Picasso di Parade, di Guernica o de La Pesca di Antibes) e di Rouault. Nel 1937 s’iscrive ai corsi serali dell’Accademia di Brera, dove nel 1939 conosce De Pisis, che Bianco ha sempre considerato come un Maestro.

Accanto alle pitture figurative, nel 1948, Bianco comincia i primi esperimenti tridimensionali che chiama semplicemente 3D: dapprima figure geometriche disegnate su pannelli plastici sovrapposti (in mostra ne sono previsti una decina) e poi solo pannelli di legno, di metallo o di plexiglas sagomati, colorati e sovrapposti. Di questo ciclo saranno esposti una quindicina di esemplari, alcuni dei quali di grande formato e particolarmente interessanti. Inoltre, occorre dire che con questi lavori Bianco anticipa i Teatrini dell’amico Fontana e inaugura un percorso che ben presto sarà seguito da molti altri.

All’inizio degli anni cinquanta appartengano i primi lavori di pittura Spaziale e Nucleare (anche questi significativamente rappresentati con pezzi di alto livello). Con questa definizione Bianco indica sia una serie di opere realizzate con smalti e colle, prima colati e poi rappresi in modo da creare suggestivi effetti erosivi, sia telai riempiti con un colore denso e materico, nel quale affoga oggetti di vario tipo, a formare curiose orogenesi e imprevedibili contrasti materici. I Nucleari possono essere dunque figurativi, come le belle teste in mostra oppure completamente dominati dalla materia, che, come una colata lavica, inghiotte e rapprende ogni più piccolo frammento. Le pitture Spaziali sono carte o tele su cui si liberano pennellate, segni e macchie di colore e dalle quali trae spesso dei calchi speculari. Bianco la chiama “pittura suggestiva” e spesso nasce da un meccanismo simile a quello delle macchie di Rorschach, ma a queste Bianco aggiunge via via punti, pennellate virgolettate, linee curve incrociate, segni zigzaganti e lineari archi stereometrici, cioè il medesimo corredo iconografico che utilizzerà, tra qualche anno, nei primi Assemblage (di cui in mostra sono esposti alcuni esemplari).

Nel 1955 Bianco va a New York, vede per la prima volta una mostra di Burri, vede il lavoro di Franza Kline, ma soprattutto conosce Pollock. Al suo ritorno comincia uno dei cicli più numerosi della sua produzione: i Collage (in mostra ve ne saranno una quindicina).

Dopo essersi abbandonato al colore, a pennellate libere e improvvisate, Bianco ritaglia le superfici di quelle catarsi in ordinati quadrati e rettangoli e li ricompone mescolandoli tra loro in una scansione ritmico-spaziale che ricorda le tessere di un mosaico, quei bei mosaici orientali carichi di magia: “Mi interessava – ha confessato Bianco- di ricostruire a “freddo” quella “calda” pittura nata dall’emotività del gesto. […] Si trattava di tagliare la tela dipinta in tanti quadratini e di conservare le parti che mi interessavano di più e ricomporre poi questa tela, che diventava come una specie, così, di scacchiera, dove tutte queste forme risultavano spezzate” . Poi quelle superfici sono diventate dei volumi solidi (parallelepipedi o spirali ascendenti che Bianco chiama Pagode, alcuni degli esemplari più belli sono in mostra).

“Io non credo in una verità, ma in molte verità che ne fanno una”, ha scritto Bianco “i collages hanno questo senso: sono particolari di un tutto, rappresentano una verità”.

Intanto, a un anno di distanza dall’inizio dei Collage, Bianco avvia la serie in assoluto più fortunata (e più numerosa) di tutta la sua produzione: i Tableaux dorés. “Nel 1957, a Milano, dopo aver coperto con un monocolore la superficie di un collage, applicavo dei foglietti di oro zecchino. Il quadro veniva poi nuovamente dipinto a due colori, quasi come un araldismo. Questi quadri sono forse la più lunga esperienza continuata fra le mie ricerche”. Ne saranno esposti una trentina, alcuni dei quali raggiungono i tre metri di lunghezza e i due di altezza.

La mostra prosegue poi con le Appropriazioni: poster su cui stende i quadrati di foglia d’oro, ma anche oggetti che chiude in teche e spolvera di neve (Sculture neve, di cui in mostra c’è una bella selezione) e Bandiere decorate con foglia d’oro (eletta a logo distintivo dell’artista) che infigge e fa sventolare nei luoghi più disparati, fotografie che manipola inserendovi colori e segni.

Saranno esposti anche alcuni esempi di Impronte: calchi in carta o in gesso di piccole cose quotidiane, oggetti minimali e di scarso valore, allo scopo di fissarli, se non nella mente, almeno nel gesso, per ritrovarli ogni qualvolta si ha bisogno di ripercorrere i giorni ormai vissuti, ogni volta che si è in cerca di un po’ di commozione.

Fanno parte delle anche i Sacchettini-Testimonianze (i primi datano 1954), accumuli di piccoli oggetti, ricordi infinitesimali dei minuti giornalieri, minuziosamente imbustati, chiusi e allineati, come i giorni di un calendario, come moderni erbari metropolitani su superfici totalmente monocrome o su fondi lignei lasciati grezzi.

Per lo più sono oggetti inutili, cose trascurabili, materiali di scarto, vecchi, consunti, dimenticati, ma, come dice l’artista, “con un aspetto molto poetico” perché sono tracce raccattate qua e là lungo il cammino della vita. “Io volevo ricostruire parte della mia vita, quasi tutti questi oggetti erano miei, appartenuti a me, alla mia infanzia. Poi ho collegato questo problema agli altri, ricostruendo attraverso questi oggetti la vita dell’uomo, raccontando proprio ciò che era avvenuto attraverso l’incontro con gli altri in una giornata”. Quell’imbustare, in un sommario e approssimativo tentativo di catalogazione; quell’imprigionare le cose tra il gesso (come blocchi di ambra bianca) e quel continuo duplicare sagome prelevate dalla vita hanno solo uno scopo o, se si preferisce, una romantica illusione: non dimenticare. Ed è proprio attorno a questo che gira tutta la ricerca di Bianco: la memoria, quell’interminabile stratificazione di ricordi e di pensieri che si accumula in una vita. Ma a Bianco interessa non perdere nemmeno un solo secondo di questo racconto, neanche il più piccolo e insignificante brandello di materia, perché dal particolare si può arrivare al tutto e anche l’infinitamente piccolo può contenere in sé l’idea del tutto perché ne è parte generante.

Dai primi dipinti degli anni quaranta, fino all’ultimo ciclo dell’Arte Elementare, passando per l’Arte Nucleare, l’Arte Improntale e le Sculture Viventi, la sua ricerca si è rivelata come un continuo desiderio narrativo, un insopprimibile bisogno di far sapere, di testimoniare, prima di tutto a se stesso e poi agli altri, ciò che avviene in ogni spicciolo di vita prima che ogni secondo vada perduto per sempre. Così, gesti insignificanti, cataloghi di cose piccole e senza valore (un mozzicone, il braccio di una bambola, la carta di un cioccolatino) grazie a Bianco acquistano una posizione primaria, ottengono l’attenzione del mondo. “La mia natura –riconosce l’artista- è una specie di negozio per le vendite al dettaglio, mi concentro piuttosto sul frammento, o per natura o per mancanza di mezzi”.
 
speed-news
10anni di corriere.milano.it, concorso e mostra open air sulla Milano che vorrei
Da Paladino ad Arrivabene. Nel modenese torna la Biennale D’Arte Roncaglia
Artelier Junior, a Padova un nuovo spazio per i bambini creativi
Il Fuorisalone dell’arte. A Milano Zonatortona torna ad essere (con)Temporary Art
Lo spirito dell’arte. È morto il Vescovo don Carlo Chenis
Posteggio d’arte, a pagamento. Giunge a Torino il progetto Park Art
Antonella Ruggiero a Rimini, festa per i capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston

altre news>>

sondaggio
ELEZIONI REGIONALI. CHI VOTERAI?
pd
pdl
idv
altri
sel
radicali
lega

vota>>
tutti i sondaggi>>

dai forum
forum: OPPORTUNITART
Re: Opportunità per artisti
potrei avere maggiori chiarimenti...il mio sito http://digilander.lib
ero.it/firstgallery/ spero non...

autore: ozon
forum: OPPORTUNITART
Re: Opportunità per artisti
ciao! visita il mio sito: www.myspace.com/maria
graziacanale...

autore: merilu7
dalla community
togaci
la sua pagina>>
communitynew
gli ultimi arrivati   
lacubi
marco1981
palavra
marinanasi
natalepascal
giampy59
drystan
gianpi
bariom
sipam
communityauguri
oggi è il compleanno di   
antograce
protensione
jadro
elisrock
matriosca
tobiarava
lilith2feb
emiliopetti
magrela
cateca
lucianoactor
jinevra
millafusilla
raffaela
moonbow
nicopiu
la.surrealiste
antonio
camilla falconi
enzo massocco
fabrizio morini
a.fiore
francesco progida
Gaia
gerry
Jonil Celo
laura caccia
Marcello Farabegoli
Massimo Del Turco
Massimo Pavan
Michele Zucca
Palma Martina Raviele
roberta di renzo
Roberta
ROBERTO ROCCA
salvatore schembari
salvatore schembari
Samuele
Silvana
Simona Capecchi
Veronica Longo
communityhits
gli utenti più cliccati   
di questo mese
yara-buyda
caramiabella
ilMulo
KARWOWSKA
SUPERNOVANTARES
giona
Giuseppe_Celi

tutte le classifiche>>

facebook
gli amici di exibart.com   


  Exibart.
   Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5069/01.
   Direttore editoriale Massimiliano Tonelli
   Staff di direzione: Marco Enrico Giacomelli (vicedirettore); Massimo Mattioli (caporedat. news)
   Responsabile commerciale Cristiana Margiacchi
   Direttore responsabile Giovanni Sighele
   Edita da Emmi srl,  via Garibaldi 5, 50123 Firenze, p.iva 05247730483
   Tel +39 0200614243   o   +39 06452214600   o   +39 0552399766   o   +44 2078553485
   Fax +39 02700515651   o   +39 06233298524


 

trovamostre

trovaopening
<< marzo 2010 >>
lu ma me gi ve sa do
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031
indice dei nomi

consulta l'indice>>

mostre alla carta


mappa degli eventi
in corso>>

Exibart.pdf

crea il giornale>>