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Milano - dal 21 novembre al 3 dicembre 2006
Pietro Finelli - Loos

Torquato Tasso nel suo studio, olio su tela, 180X260cm, 2004
 [Vedi la foto originale]
SPAZIO BASEB
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Il progetto espositivo dell’artista Pietro Finelli, dal titolo LOOS, si sviluppa negli spazi di BASEB (Bovisa), intrecciando tematiche legate sia all’arte sia all’architettura. Sono presentate quattro opere: Existenzminimum, Il Pittore, Città incredibile, Zig zag
orario: da martedì a domenica 14-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 21 novembre 2006. ore 19
autori: Pietro Finelli
genere: architettura, arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Il progetto espositivo dell’artista Pietro Finelli, dal titolo LOOS, si sviluppa negli spazi di BASEB (Bovisa), intrecciando tematiche legate sia all’arte sia all’architettura. Sono presentate quattro opere: Existenzminimum, Il Pittore, Città incredibile, Zig zag.

In particolare Existenzminimum contiene riferimenti allo schema tipologico abitativo messo a punto da Alexander Klein (1928), in questo caso quale paradigma di un minimo esistenziale di arte e vita, di bagaglio minimale che l’uomo afferra nel corso del tempo.

Il Pittore è un video di 29’45’’ realizzato dall’artista in cui la dicotomia tra immagine video e rappresentazione pittorica si scioglie travalicando il ’mistero’ dell’immagine che entrambi i ‘media’ emanano, ponendo in essere interrogativi e risposte sulle nuove tecnologie e sul senso dell’immagine.

Città incredibile è una scultura abbracciata allo ‘spazio’ urbano, dove il manufatto dell’artista sembra creare una conurbazione all’interno di uno spazio esistenziale urbano, qual è la struttura dello spazio espositivo (ex-spazio industriale), in un rapporto di tipo associativo/dissociativo che la forma plastica imprime al nostro muoverci metropolitano.

Zig zag è un pastello di grandi dimensioni (cm 200X300), realizzato su carta imballaggio, dove la scomposizione geometrica degli spazi avviene lungo il crinale metaforico del medium di cui il lavoro esposto è esso stesso sia luogo della rappresentazione sia del rappresentato.

Loos è un progetto d’arte e vita, architettura e spazi vitali. Finelli, che in passato aveva già affrontato queste tematiche del rapporto spazi urbani/spazi individuali, come in Intérieurs (Stazione Centrale, Scuola Elementare Longone, Centro Psichiatrico Territoriale, Casa Foti, Casa Pichler, Fabbrica Fontana, Milano 1995), in Loos porta alle estreme conseguenze questo rapporto. L’io individuale si moltiplica e si frantuma in un luogo della memoria industriale. Proponendo, in questa vera e propria foresta metropolitana, altre Einbahnstrasse (Benjamin): Strada(e) a senso unico.

La mostra, oltre ad essere un omaggio al grande architetto viennese, propone, nella dicotomia spazio interno/esterno, la complessità dei rapporti loosiani stabiliti fra Raumplan domestico e sua collocazione nell’esterno della metropoli (veri e propri incastri dialettici nel tessuto urbano fra il pre-costruito e le case di Loos), che gli farà scrivere”Verso l’esterno l’edificio dovrebbe restare muto e rivelare la sua ricchezza soltanto all’interno”.

Il 22 novembre alle ore 15, una “lezione universitaria” si sposta dalle aule accademiche, in quella dell’esposizione. Due docenti (G. Gardella e M.C.Loi) del Politecnico di Milano e uno (G. Perretta), dell’Accademia di Brera, si rivolgeranno agli studenti dei propri corsi e di quanti vorranno partecipare, sviluppando e discutendo le tematiche affrontate nella mostra di Finelli.








Pietro Finelli ha esposto in diverse gallerie in Italia e all’estero. Nel 2005 ha tenuto personali del proprio lavoro al Museo Castel Nuovo a Napoli, alla Fundaciòn F.J.Klemm e all’Unibo Università Bologna di Buenos Aires. Ha partecipato a collettive presso la Turm Gallery, Helmstedt (Germania), al Kunsthalle Palazzo, Liestal (Svizzera), al Musée d’Art Moderne et Contemporain (Mamco), Ginevra, alla MC Gallery di New York.

Ha curato mostre collettive, scritto e pubblicato poesie (Take away, Addictions, 1999), ha ideato e realizzato il progetto Being Beauteous (Spazio Strenesse Milano, Trevi Flash Art Museum, 1996).


Giovanni Gardella insegna Storia dell’Arte alle scuole superiori e alla Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano. Ha pubblicato saggi tematici e monografici di critica d’arte e critica letteraria, contribuendo all’attività delle riviste Manocomete e la Mosca di Milano e curando, insieme a M.C.Loi, la mostra Some Papers al Politecnico Bovisa. Due, le raccolte di poesie, La città vivibile, con riproduzioni di dipinti di Marco Petrus (Marcos y Marcos, 1994) e La cura delle barche (Stampa edizioni, 2004).


Maria Cristina Loi insegna Storia dell’Architettura alla Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano. Autrice di numerosi saggi e ricerche sull’architettura del Rinascimento, del Barocco, e del XX secolo, negli ultimi anni si è concentrata soprattutto sullo studio dei disegni di architettura. Ha partecipato a numerosi convegni e organizzato e curato mostre in Italia e all’estero, tra cui, come ultima in ordine di tempo, “Signs for peace” (Roma, Auditorium Parco della Musica, 23 novembre/4 dicembre 2005), “Some Papers” Aula Mostre Politecnico Bovisa di Milano, 2005.


Gabriele Perretta insegna Storia e Teoria della Critica a Paris IV – Sorbonne e Semiotica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera. Autore di numerose pubblicazioni e ricerche nel campo delle scienze sociali, dell’arte contemporanea e della comunicazione. Ha curato numerose mostre e manifestazioni nazionali e internazionali presso musei e istituzioni pubbliche, tra cui Experience Design, Milano, Ad Hoc Benevento, Media Community, Masedu – Cagliari. Il suo nome è legato alla teoria del medialismo, realizzando numerosi progetti in site specific.
 
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