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arte contemporanea, collettiva NUOVA GALLERIA CAMPO DEI FIORI ​ Via di Monserrato 30 Roma 00186

Roma - dal 9 dicembre 2006 al 3 febbraio 2007

Frammenti del quotidiano

Frammenti del quotidiano
Eduardo Gordigiani (1866 - 1961)
Natura silente, 1916, olio su tela, cm. 65 x 65
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NUOVA GALLERIA CAMPO DEI FIORI
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Via Di Monserrato 30 (00186)
+39 0668804621
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www.nuovagalleriacampodeifiori.it
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Natura morta nel primo Novecento
orario: 10-13 e 16-19, chiuso lunedì mattina e festivi
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 9 dicembre 2006. ore 17-20
autori: Joaquim Agrasot, Orazio Amato, Giovanni Bartolena, Rino Gaspare Battaini, Paolo Bedini, Carlo Carrà, Giuseppe Casciaro, Kati Castellucci, Ascanio Celestini, Galileo Chini, Vincenzo Colucci, Bruno Croatto, Cagnaccio di San Pietro, Carlo Fornara, Edoardo Gioja, Edoardo Gordigiani, Giovanni Guerrini, Giovanni March, Arturo Noci, Vittorio Nomellini, Edoardo Ortolani, Pasquarosa, Enzo Pregno, Rosario Pulvirenti, Alberto Rampazzini, Paulo Rossi Osir, Edgardo Sambo, Filippo Tibertelli, Emilia Zampetti Nava
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
La Nuova Galleria Campo dei Fiori inaugura sabato 9 dicembre 2006 una mostra dedicata alla natura morta nel primo Novecento.

Partendo dalle esperienze naturaliste del tardo Ottocento e attraverso i linguaggi del primo Novecento, l’esposizione si propone di documentare, con quaranta oli, cinquant’anni di pittura.

Introducono la rassegna, due pittori nati nella prima metà dell’Ottocento: lo spagnolo Joaquim Agrasot (Orihuela 1837-1919) e il bolognese Giovanni Bedini detto Paolo (Bologna 1844-1924).

Agrasot, l’artista più “anziano” del gruppo, dipinge un angolo di studio colmo di oggetti.

Di qualche anno più giovane è il bolognese Paolo Bedini, che dopo una produzione di gusto settecentesco, si rivela con Pesca di giornata un pittore quasi realista.

Dell’esperienza divisionista, il piemontese Carlo Fornara (Prestinone 1871-1968) in questi Fiori nello studio conserva solo la tipica pennellata grassa.

Fra gli artisti di indiscussa fama troviamo le nature morte di Carlo Carrà (Quargnento 1881-Milano 1966), Filippo De Pisis (Ferrara 1896-Milano 1956) e Cagnaccio di San Pietro (Desenzano del Garda 1897-Venezia 1946).

Fra le composizioni con fiori si segnalano un lavoro del 1921 di Vincenzo Colucci (Ischia 1898-Lacco Ameno 1970), due opere di Giovanni Guerrini (Imola 1887-Roma 1972) e due oli degli anni Trenta di Arturo Noci (Roma 1874-New York 1953) dipinti durante il lungo soggiorno newyorkese.

Rosario Pulvirenti (Aci Sant’Antonio 1899-Varese 196 6), Bruno Croatto (Trieste 1875-Roma 1948) e Rino Gaspare Battaini (Milano 1898-Rapallo 1960) con uno sguardo freddo osservano gli oggetti delle loro composizioni.

Il brasiliano Paulo Rossi Osir (São Paulo (Brasile) 1890-1959), con le tre tele esposte, dimostra di aver imparato in Italia la lezione della metafisica.

Dei pittori toscani particolarmente attenti a rappresentare una realtà minore: Galileo Chini (Firenze 1873-1956), Giovanni Bartolena (Livorno 1866-1942), Giovanni March (Tunisi 1894-Livorno 1974), Eduardo Gordigiani (Firenze 1866-Rapolano di Marradi 1961), Vittorio Nomellini (Genova 1901-Firenze 1965) e Enzo Pregno (Alessandria d’Egitto 1898-Firenze 1972).

Infine le pittrici in mostra: Pasquarosa (Anticoli Corrado 1896-Camaiore 1973) di cui si propone Tulipani su fondo verde, un olio esposto nel 1948 alla XXIV Biennale di Venezia; Emilia Zampetti Nava (Camerino 1883-Roma 1970) con Anemoni, 1940c.; e Katy Castellucci (Laglio 1905-Roma 1985).
 
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