Lungo un itinerario che, partendo dal capoluogo, si snoda nel territorio bergamasco, grazie alle scoperte del passato e alle indagini più recenti, si delinea un’immagine finora inedita delle vicende storiche che hanno contraddistinto il lungo periodo iniziato con l’invasione longobarda della fine del VI secolo e terminato almeno alla fine del XV secolo, quando Bergamo è ormai parte della Serenissima Repubblica.
La stessa città di Bergamo conserva nel sottosuolo un patrimonio archeologico pluristratificato che trova la massima espressione, a partire dall’età romana, nello scavo della Cattedrale di Sant’Alessandro, con testimonianze archeologiche che hanno radicalmente mutato le conoscenze sull’area, fulcro di Città Alta.
Dall’Isola Brembana, con i siti di Carvico, Terno d’Isola, Villa d’Adda, a Fara Gera d’Adda, Fornovo San Giovanni, Ciserano, Urgnano, Martinengo, Villongo, Castelli Calepio, Telgate, si ripercorre un contesto che si fonda su preesistenze di epoca romana, ben radicate e diffuse capillarmente, note attraverso la rete stradale, gli insediamenti, le necropoli. Una continuità che rinvia a un processo di integrazione tra culture e popolazioni di etnie diverse che archeologia e antropologia insieme riscoprono. Accanto alle manifestazioni culturali, che usualmente costituiscono gli elementi guida per la ricostruzione del passato, questa mostra intende porre l’attenzione anche sulle popolazioni che vivevano nelle nostre terre e nel territorio bergamasco in particolare, proponendo lo studio scientifico ricostruttivo del volto di due personaggi, uno femminile di Bolgare e uno maschile di Villa d’Adda.
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