| B R U N O C O N T E nato a Roma nel 1939,
è anche poeta e scrittore raffinato. Nelle sue opere,
superfici o oggetti, dipinti o rilievi su tela, carta o legno,
il pieno e il vuoto si situano in un limbo intermedio tra
pittura, scrittura e scultura. In questa realtà, dalla
logica sfuggente rivolta verso l'incognito, nascono
oggetti-concetti, messaggi diretti o ambigui, pagine
di lettura rivolte verso lo spettatore curioso.
Bruno Conte ha scelto il legno come uno dei mezzi più
idonei alla formazione di questi oggetti perchè materiale
convenzionale, come lo è la carta per il disegno: entrambi
li considera "materie per progettazione".
Caratteristici della sua produzione sono i libri lignei,
e altre opere oggetto come le scatole o i cassetti dove
il buio dei loro interni, interagendo con il bianco
gessoso delle superfici in primo piano, crea ambigue
prospettive di interni e di "lettura". In questi lavori viene
spontaneo il riferimento alla scultura di Melotti, ma qui
il recupero di una pittura mentale, sempre legata al rilievo
bidimensionale, emergente, fa diventare questi libri lignei
dei "paginari" da parete dove apparizioni, attrazioni, contagi
e narrazioni rendono il repertorio di queste opere
contenitori di concetti, analogie e soprattutto, enigmi.
Un lavoro sugli accadimenti delle forme che in Bruno Conte
prosegue con estrema attenzione ed equilibrio dal 1961.
Correda la mostra un catalogo delle Edizioni Peccolo
contenente le riproduzioni delle opere esposte.
Lo scritto introduttivo è di Federico Sardella.
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