Piero Pompili - Combat 1751 utenti online in questo momento
exibart.com
community
recensioni
rubriche
argomenti
classifiche
acuradi...
curator parade
antidoping
artist parade
cerca persone
notizie recenti

Roma - lun 15 gennaio 2007
Piero Pompili - Combat

Piero Pompili, I due gattoni
 [Vedi la foto originale]
LA NUOVA PESA CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Del Corso 530 (00186)
+39 063610892 , +39 063222873 (fax)
nuovapesa@farm.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Presentazione del libro fotografico. Partecipano all’incontro con l’autore Carlo Fabrizio Carli, Andrea Caterini, Mario Desiati
prenota il tuo albergo a Roma:
Booking.com
biglietti: ingresso libero
vernissage: 15 gennaio 2007. ore 18
editore: MONDADORI
autori: Piero Pompili
genere: fotografia, presentazione

segnala l'evento ad un amico


mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

 
comunicato stampa
Che senso ha il combattimento nel lavoro fotografico raccolto nel libro di Piero Pompili Combat (Oscar Mondadori, 2006)?

È subito chiaro che a Pompili non interessa la gloria del lottatore, del pugile in specifico modo, ma capire come un ring – un luogo – possa diventare, trasfigurandosi, un mondo: una metafora della realtà. Allora il combattimento, e c’è una tradizione letteraria a testimoniarlo (uno fra tutti il duello dell’Onegin puskiniano), diviene non un sogno di gloria ma la lotta per la libertà: la fatica che il corpo e lo spirito fanno per raggiungere la conoscenza. Il corpo e lo spirito, dunque. Per Pompili le due cose sembrano coincidere.

Ecco, il corpo non è il luogo attraverso cui l’espressione della verità si cela, non è il corpo che Pompili ritrae, gnostico (e qui c’è una differenza poetica tra i suoi corpi e quelli ad esempio di Walter Siti che sfrutta il corpo come artificio attraverso cui la verità, la conoscenza può essere raggiunta, svelata). Per Pompili il corpo è già spirito: espressione, grafia di interiorità.

Per questo motivo i ritratti rimandano ad una pittura caravaggesca, e perché no, pasoliniana, in cui più che di trascendenza, si può parlare di religiosità dell’oggetto contemplato e ritratto, dove la nudità – intesa come espressione reattiva della carne, con le sue gocce di sudore, contrazioni muscolari, tensioni nervose che danno movimento al corpo, fanno dello spirito un’azione – si fa espressione, rappresentazione di verità.

Il combattimento sul ring diventa allora la diatriba primordiale tra bene e male. In realtà, nessuno vuole sapere chi vincerà tra i due: lo spettatore è attratto, come nella vita, quindi spettatore sempre di se stesso, sia dall’uno che dall’altro e solo nel contatto, nel combattimento riuscirà ad individuare l’armonia, il sogno di bellezza che i due poli opposti nel suo fisico attrarsi vengono a creare.

Ovviamente i combattenti hanno sete di vincita ma allo stesso modo in cui hanno sete di conoscenza e sono consapevoli che per vincere devono studiare l’altro, conoscerlo e quindi amarlo. Così il bene si trova a dover attraversare le parti buie del male per potersene liberare, così il male deve passare per il bene per conoscere la sua libertà espressiva.

Insomma la boxe, così rappresentata da Piero Pompili, è una splendida e umana metafora della vita.

Andrea Caterini
 
speed-news
  Exibart.
   Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5069/01.
   Direttore Editoriale: Adriana Polveroni
   Direttore responsabile Artico Gelmi di Caporiacco
   Commerciale Fabienne Anastasio
   Tel +39 393/9434019   o   393/9436427
   Fax +39 02700515651   o   +39 06233298524