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Modena - dal 17 marzo al 5 maggio 2007
Robert Combas - Joke'r


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GALLERIA MODENARTE
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Via Arturo Toscanini 26 (41100)
+39 059367470 , +39 059374841 (fax)
infoita@modenarte.com
www.modenarte.com
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una grande mostra dell’artista francese
orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17.30, il sabato dalle 11 alle 18.30, la domenica e i festivi chiusa
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 17 marzo 2007. ore 18
ufficio stampa: DAVIS&FRANCESCHINI
curatori: Maurizio Vanni
autori: Robert Combas
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Questa primavera la galleria MOdenArte propone una grande mostra dell’artista francese Robert Combas. L’esposizione, intitolata “Joke’r”, è a cura di Maurizio Vanni, apre al pubblico il 17 marzo e prosegue sino al 5 maggio 2007.

Nato a Lione, ma residente da anni a Parigi, Robert Combas ha esposto le sue opere nei più prestigiosi centri d’arte e nelle gallerie più famose d’Europa e degli Stati Uniti. Dalla Tate Gallery di Londra, al Museo d’Arte Moderna di Parigi, dalle Fiere di Basilea, Parigi e Dusseldorf ai Magazzini del Sale di Venezia, in occasione della 51esima edizione della Biennale. E poi dalle gallerie Leo Castelli e Holly Solomon di New York, alla Swart di Amsterdam e la Yvon Lambert di Parigi.
Avvicinatosi all’arte molto presto, Combas ha studiato all’Ecole des Beaux Arts di Sète e poi alla Scuola Superiore di Belle Arti di Montpellier, dove ha iniziato, insieme alla sua ragazza Ketty Brindel, ad entrare nel mondo della musica rock e punk. Nel 1978, insieme ai fratelli Hervè e Richard di Rosa, ha fondato il gruppo rock Les Démodés. E da allora la musica è sempre rimasta un’espressione artistica molto presente nella vita di Robert Combas: una passione sentita e vissuta che non poteva non entrare a far parte del suo personalissimo dizionario delle arti visive. Ecco dunque che alcune bizzarre chitarre, proposte anche nella mostra di Modena, diventano ideali tele per inattesi ritratti e per accordi cromatici da ascoltare con gli occhi. E ancora ecco dei musicisti, delle rock band, dei solisti scatenati o degli strani personaggi, umanizzati proprio attraverso riconoscibili strumenti musicali. L’artista francese conosce e ama un po’ tutta la musica, ma la sua vera passione è per il genere rock: “La mia pittura – dice - cerca il feeling con il rock. Esso è il ritmo, è il batterista pazzo nella giungla, è la danza voodoo. (…) Io posso mescolare tutto…”.
Nelle altre tele presenti in mostra, quasi tutte di grandi dimensioni, le figure umane sono tratteggiate a tinte forti, alterate, esasperate, modificate e sconvolte nelle forme, tanto da rimanere collegate alla realtà soltanto attraverso il ricordo di ciò che erano in origine: “uno scherzo esistenziale e profondo, mai banale e fine a se stesso, che può essere considerato come una sorta di metamorfosi universale in grado di trasformare la consistenza di tutte le cose”, come scrive il curatore Maurizio Vanni nel bel volume edito da Carlo Cambi che accompagna l’esposizione.
L’ispirazione per i suoi quadri è varia. Come spiega Combas “Il punto di partenza può arrivare da qualsiasi pretesto: una donna, un argomento storico o di attualità, un paesaggio, un animale o un’indecifrabile scena inconscia”. Basta insomma una cosa qualunque per far scattare il meccanismo del suo immaginario, per far muovere le corde della sua chitarra interiore, e far nascere i perimetri, spesso impossibili, delle sue forme.
In certi casi, scrive sempre Maurizio Vanni nella sua introduzione, “sembra che nella composizione, oltre alle figure principali, siano inserite le anime dei personaggi oppure parti anatomiche simili prelevate da altre dimensioni spazio-temporali. Una forma d’arte che va oltre ogni scelta comune svincolandosi da ogni principio formale per creare di volta in volta immagini mutanti”. Immagini che, per il loro essere così deformate, assumono un aspetto grottesco, umoristico.
L’umorismo è infatti tratto costante dell’arte di Combas, provocato da una situazione inattesa e paradossale. il joke che dà il titolo all’esposizione produce strani esseri con la testa di animali, immaginifici personaggi vestiti in modo improbabile, sproporzioni anatomiche e impossibili posture di figure che sembrano uscite da un romanzo di Philip K. Dick.

Robert Combas: la vita
Nato il 25 maggio 1957 a Lione, Robert Combas passa l’infanzia e l’adolescenza a Sète, dove frequenta l’Ecole des Beaux Arts. Dal 1980 vive e lavora a Parigi. La sua arte approda, nei primissimi anni ’80 ad una nuova pittura figurativa. Presente sulla scena artistica dal 1979, Combas è il creatore di un movimento chiamato “Figurazione Libera”, a cui aderiscono Rémi Blanchard, François Boisrond ed Hervé Di Rosa. Una pittura completamente volta alla libertà, che parla della società contemporanea, della violenza, della sessualità, della sofferenza dei popoli, ma anche dei loro vizi e virtù. La sua pittura si ispira alla musica rock - di cui l’artista è un grande amatore - alle immagini popolari, alla letteratura per l’infanzia, anche ai manuali scolastici su cui molti hanno costruito la prima istruzione, una sorta di cultura popolare accessibile a chiunque.
 
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