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Milano - dal 19 aprile al 9 giugno 2007
Francesco Lauretta - Privato
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F. Lauretta, Vieni!, olio su tela, 2006, cm 174x101
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ANTONIO COLOMBO ARTE CONTEMPORANEA
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Tutta la galleria viene “ricostruita” attraverso una sequenza di immagini, dipinti, video che raccontano la vicenda di una casa di Ispica, il paese siciliano dove è nato l’artista
orario: da martedì a sabato dalle 15 alle 19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 19 aprile 2007. ore 18.30
curatori: Francesca Pasini
autori: Francesco Lauretta
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Antonio Colombo presenta nella sua galleria Privato, la seconda personale di Francesco Lauretta, a cura di Francesca Pasini.



Tutta la galleria viene “ricostruita” attraverso una sequenza di immagini, dipinti, video che raccontano la vicenda di una casa di Ispica, il paese siciliano dove è nato l’artista. La misteriosa casa, che per anni ha attirato la sua attenzione, si trova sul bordo dell’antico giardino dove sorgeva una villa Liberty, abitata da una signora sola. Ora il giardino è stato smembrato e, tra le altre costruzioni che vi sorgono oggi, c’è questa casa in perenne cambiamento. Lauretta ne fa una specie di biografia, nel tentativo di evocare la presenza di quella signora eccentrica e solitaria, della quale non si sa più nulla e che ci guarda da una sbiadita istantanea.



La galleria, per l’occasione completamente stravolta e suddivisa in stanze dalle pareti dipinte nei colori dominanti dei singoli quadri, ospita vari “ritratti” della casa. Visibile già dall’esterno un primo dipinto, invita ad entrare, “Vieni”; si attraversa poi un vestibolo tutto giallo, vuoto, si scendono le scale, e si entra direttamente nella prima stanza, dove, in due dipinti (intitolati “Al mondo”) è simbolizzata la scoperta iniziatica che fanno i bambini quando giocano a mondo. Nella seconda stanza la casa è ripresa nel video: Ed ecco vigilarmi; nell’ultima tre quadri registrano diversi punti di luce: in uno domina il giallo (Nel paesaggio nervoso), in un altro il verde (Da qualche parte), infine il blu (Stai calma) chiude il percorso. Così questa casa, in apparenza sempre uguale a se stessa, ci fa percepire un segreto interno che la modifica quotidianamente.



L’ossessione della memoria mette in primo piano la metafora visiva del privato e la scelta di dilatare i quadri, attraverso il colore delle stanze che li contengono, indica da un lato lo sfondamento prospettico che ogni dipinto contiene; dall’altro il movimento estraniante che ognuno sperimenta quando si aggira nei corridoi del privato. Tutto è contemporaneamente chiuso e aperto, esattamente come le stanze costruite in galleria da Lauretta. La pittura diventa così l’attore principale di una piece teatrale in cui lo spettatore entra direttamente in scena, dove -proprio come succede quando si entra a casa- oggetti, luci e ombre costituiscono il palcoscenico.
 
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