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Bergamo - dal 27 settembre al 3 novembre 2007
Karin Andersen / Christian Rainer - Stranger [leggi la recensione]
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comunicato stampa  |
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Videoclip, visual art, installazioni e performance artistico visive: è questo l’orientamento della neo-nata TRAFFIC GALLERY di Bergamo, galleria specializzata in arte multimediale, digitale e videoarte creata con l’intento di promuovere le nuove tendenze dell’arte contemporanea espresse dalle ultimissime generazioni.
Ad interpretare per primi gli spazi della Traffic Gallery saranno Karin Andersen e Christian Rainer con il progetto “Stranger”, un lavoro dalla doppia valenza: di progetto artistico e videoclip che intreccia il linguaggio musicale a quello visivo, artistico e della fotografia digitale.
Nato in origine come titolo di una traccia musicale contenuto nell’ultimo album “Turn Love To Hate” di Christian Rainer - artista austriaco, regista, musicista e compositore - nel 2006, “Stranger” è divenuto videoclip grazie al connubio con Karin Andersen, artista tedesca, creatrice visionaria di una natura artificiale, la cui ricerca indaga la contaminazione di diverse forme di vite, tra umano, animale e alieno.
Il video in un’atmosfera dal sentore pseudo-fantascientifico racconta il primo approccio di un alieno con cose terrestri di cui non sa nulla, in cui non c’è né bene né male perché tutto è visto dall’occhio obiettivo dell’incoscienza. La sensazione costante che attraversa il video e che trasmette all’osservatore è di una speciale calma apparente... che culmina nella scomparsa dello straniero che vola via verso il cielo dentro la sua piccola astronave bianca.
“Stranger” diviene metaforicamente la ‘condizione’ dello sconosciuto visto nella sua ‘condizione’ genetica e antropologica della diversità che non si accomuna ad alcuna ideologia, per vivere di concretezze relazionali, conoscenze fisiche e sensoriali, di spazi da conquistare lentamente, morbidamente, timidamente.
Uno sguardo sul diverso che entra nei luoghi normali di una civiltà, la nostra, dove l’invisibile spesso nasconde più densità delle cose fin troppo evidenti. Due universi figurativi - quelli di Christian Rainer e Karin Andersen - in cui la complessità del presente si asciuga dentro visioni magnetiche, anomale per stile e atmosfere, ricche di peculiarità estetiche e concettuali.
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