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Milano - dal 9 al 16 luglio 2007
Arte e Omosessualità. Da von Gloeden a Pierre et Gilles
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Piazza Dei Mercanti 1 (20123) |
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più di 150 artisti per indagare, per la prima volta in Italia in maniera così ampia, le connessioni tra arte e omosessualità nel periodo che dalla nascita della fotografia arriva fino ad oggi, idealmente da Von Gloeden a Pierre et Gilles
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orario: lunedì dalle 14,30 alle 19,30; altri giorni: 9,30 – 19,30; giovedì apertura prolungata sino alle 22,30 (possono variare, verificare sempre via telefono) |
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biglietti: 7 euro, ridotto: 5 euro |
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vernissage: 9 luglio 2007. ore 19,30 |
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editore: ELECTA |
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ufficio stampa: STUDIO ESSECI |
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curatori: Eugenio Viola |
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autori: Gilbert & George, Alberto Abate, Nobuyoshi Araki, Arbour, Agostino Arrivabene, Assume vivid astro focus, Franko B, Matteo Basilè, James Bedgood, Betty Bee, Jacopo Benassi, Carlo Bertocci, Antje Blumenstein, Daniele Buetti, Louise Burgeois, Jeff Burton, Maurizio Cannavacciuolo, Davide Cantoni, Felipe Cardena, Jota Castro, Mauruzio Cattelan, Eleonora Ciroli, Larry Clarck, ConiglioViola, Mataro Da Vergato, Edwin David, Mark Dermond, Sebastiano Deva, Philip-Lorca diCorcia, Gulio Durini, Young Elizabeth, Tracey Emin, Eva & Adele, Rainer Fetting, Leonor Fini, Fischerspooner, Samuel Fosso, Jim French, Lino Frongia, Anna Fusco, Luis Gispert, Nicola Gobbetto, Anthony Goicolea, Nan Goldin, Steven Gontarski, Ettore Greco, Timothy Greenfield-Sanders, David Hilliard, David Hochney, Nir Hod, Harry Holland, Franceso Impellizzeri, Anna Keen, John Kirby, Micha Klein, Steven Klein, Terence Koh, Yayoi Kusama, Bruce La Bruce, David LaChapelle, Annika Larsson, Mark Leckey, Alex Lee, Christian Leperino, Mariangela Levita, Lovett & Codagnone, Man Lu Ming, Urs Lüthi, Ivan Malerba, Robert Mapplethorpe, Ryan McGinley, Klaus Mekrens, Moio & Sivelli, Pierre Molinier, Claudio Monnini, Yasumasa Morimura, Barbara Nahmad, Helmut Newton, Tom of Finland, Bruce of Los Angeles, Erwin Olaf, Luigi Ontani, Gonzalo Orquín, Paul P., Paco & Manolo, Camilla Paternò, Philip Pearlstein, Dino Pedriali, Walter Picardi, Pierre et Gilles, Jack Pierson, Guglielmo Pluschow, Olga Carol Rama, Terry Richardson, Terry Rogers, Ugo Rondinone, Rosy Rox, Thomas Ruff, Dean Sameshima, Matteo Sanna, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin, Collier Schorr, Andres Serrano, Marcello Severi, Marcello Simeone, Paul Smith, Alix Smith, Orfeo Tamburi, Sam Taylor-Wood, Mario Testino, Giovanni Testori, Filippo Tibertelli, Tom of Finland, Lorenzo Tornabuoni, Ikè Udè, Francesco Vezzoli, Claudio Vitale, Wilhelm von Gloeden, Andy Warhol, Bruce Weber, Joel-Peter Witkin |
note: Mostra promossa dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura e organizzata da Artematica Una sezione della mostra è vietata ai minori di anni 18 |
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genere: fotografia, arte contemporanea, collettiva |
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comunicato stampa  |
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La mostra, voluta dall’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Vittorio Sgarbi, curata da Eugenio Viola e organizzata da Artematica, propone più di 150 artisti per indagare, per la prima volta in Italia in maniera così ampia, le connessioni tra arte e omosessualità nel periodo che dalla nascita della fotografia arriva fino ad oggi, idealmente da Von Gloeden a Pierre et Gilles.
La rappresentazione visiva di soggetti strettamente connessi all’omoerotismo è presente nella storia dell’essere umano dalla notte dei tempi, anche se le valenze culturali che esprime e i significati che sottende sono ovviamente il riflesso di contesti storici e socio-culturali particolari. Scene a sfondo omoerotico compaiono nella produzione vascolare dell’antica Grecia e nei bassorilievi persiani, agli albori dell’arte orientale come nella rinascenza italiana e nel barocco; un fil rouge sottile che attraverso cortocircuiti e passaggi fondamentali giunge sino ad oggi, sviluppandosi autonomamente e molto tempo prima dell’elaborazione del moderno concetto di diversità di genere.
Ma cosa si dovrebbe intendere esattamente per “arte omoerotica”? Opere create da artisti della cui omosessualità siamo certi e in cui spesso, ma non necessariamente, è riscontrabile qualcosa che rimanda ad un gusto omoerotico? Oppure bisogna prendere in considerazione l’opera di autori che ufficialmente non risultano omosessuali ma le cui creazioni rivelano uno straordinario erotismo che spinge verso questa interpretazione? Partire dall’omosessualità di un artista per l’interpretazione della sua opera presenta una serie di questioni spinosissime. La conoscenza dell’orientamento (omo)sessuale dell’autore in genere allerta circa la possibile presenza di una rappresentazione metaforica dell’omosessualità. Quale rapporto s’instaura tra biografia dell’artista e interpretazione dell’opera?
Il criterio di selezione delle opere in mostra non tiene conto di questo rapporto ma si basa sulle caratteristiche specifiche delle singole opere, individuando, oltre le convenzionali identità di genere, un filone tematico all’interno di un comune modo di sentire, di esprimere stati d’animo, attitudini, emozioni, senza alcuna pretesa di definire i canoni di uno “specifico omosessuale” nell’arte. In base a questa logica alcune opere esibiscono un contenuto apertamente omoerotico, mentre in altre questo si esprime in modo latente attraverso codici specifici, simboli, allusioni, allegorie, metafore. Un percorso che dalle fotografie arcadiche del barone von Gloeden ripercorre i territori della fotografia omoerotica, da Herb Ritts e Bruce Weber a Mapplethorpe, da Jack Pierson a Lorca di Corcia, con uno sguardo all’estetica camp di James Bidgood recuperata in anni più recenti da David Lachapelle a Pierre et Gilles. Artisti che operano ormai in un momento storico in cui è possibile affrontare liberamente tematiche gay, lesbiche o transgender, proponendo turbamenti e questioni preponderanti e spesso cruciali per buona parte dell’arte della fine del secolo scorso e dello schiudersi del nuovo millennio. Un percorso per exempla che da Louise Bourgeois e Carol Rama arriva a David Hockney, Andy Warhol e Gilbert&George, passando per le peregrinazioni identitarie di Urs Luthi, Ugo Rondine, Yasumasa Moritura, EVA &ADELE.
Un percorso per immagini attraverso l’evoluzione della percezione e la conseguente rappresentazione della diversità esistenziale, mettendo in risalto l’opera dell’ultima generazione di artisti che utilizzano l’amore omoerotico come espediente per mettere in questione sovrastrutture di razza, desiderio, genere e identità sessuale, e di abbattere le convenzionali distinzioni tra arte, erotismo e pornografia.
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