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Torino - dal 6 dicembre 2007 al 26 gennaio 2008
L’insostenibile leggerezza dell’eros


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MARENA ROOMS GALLERY CONTEMPORARY ART
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La mostra si propone di offrire tre differenti visioni dell’erotismo da parte di artisti che, appartenenti a generazioni e latitudini diverse, ne colgono di volta in volta il lato più strettamente ironico e popolare, quello più notturno e dionisiaco e quello più seducente e raffinato
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 6 dicembre 2007. ore 18,30 – 21
curatori: Monica Trigona
autori: Giovanni Agosta, Filiberto Crosa, monica papagna
genere: giovane arte, collettiva

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comunicato stampa
“...(Tereza) prende tutto troppo seriamente, di ogni cosa fa una tragedia, non riesce a capire la leggerezza e la gioiosa futilità dell’amore fisico. Come vorrebbe imparare la leggerezza! Come vorrebbe che qualcuno le insegnasse a non essere così anacronistica.”


Milan Kundera, L’ insostenibile leggerezza dell’essere, p. 148, XVI edizione, gli Adelphi, 1999, Milano



“Eros” in greco significa amore, e da questa radice deriva il sostantivo “erotismo”.

L’erotismo, che racchiude in sé la serie d’impulsi e manifestazioni sessuali dell’individuo, è dunque una manifestazione dell’amore?

Storicamente è una delle sue rivelazioni, non l’unica.

L’erotismo può prescindere dal sentimento ed essere unicamente sfogo fisico volto alla pura soddisfazione carnale.

L’amore per il grande scrittore boemo Milan Kundera rappresenta la nostra libertà di poter scegliere, mentre il sesso non è altro che un meccanismo ad orologeria inevitabile, con il quale il Creatore si è divertito, complicando non poco l’esistenza umana.

Spesso, anche nell’odierna società, apparentemente così “evoluta”, si giunge ad occultare il lato criptico dell’amore, l’aspetto erotico, per pudore o addirittura paura di essere ghettizzati nei meandri oscuri del vizio.

La mostra si propone di offrire tre differenti visioni dell’erotismo da parte di artisti che, appartenenti a generazioni e latitudini diverse, ne colgono di volta in volta il lato più strettamente ironico e popolare, quello più notturno e dionisiaco e quello più seducente e raffinato.

Filiberto Crosa crea installazioni pittoriche utilizzando i personaggi di Ken e di Barbie, appartenenti all’immaginario ludico ed infantile delle bambine di tutto il mondo, per creare esilaranti teatrini privati dai titolo tanto spiritosi quanto “ingenuamente” ammiccanti.

Giovanni Agosta con le sue grandi pitture simboliche, dalla materia ricca e opulenta, crea scenari dove la componente vitalistica della sessualità umana si scontra violentemente con le differenze innate nell’essere maschile da una parte e nell’essere femminile dall’altra.

L’artista gioca con linguaggi disparati e crea con i neon la sua personale visione della vita erotica umana.

Monica Papagna, utilizza il medium fotografico per carpire i particolari della carne nuda che ora fugge ora si mostra all’obbiettivo, ma sempre in modo dimesso, timido, in un gioco di chiaroscuri che vede i colori della passione, il rosso, e della morte, il nero, alternasi felicemente in un gioco sinistro e misterioso.

L’erotismo ispira ancora una volta la creatività e la creatività ispirerà nuovamente l’erotismo? Kundera non avrebbe dubbi…

 
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