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Progetto espositivo itinerante che prende avvio, con questa prima edizione, in cinque province del Sannio, nella regione Campania: un territorio pregnante di storia, che racchiude in sé importanti memorie storiche e archeologiche
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biglietti: ingresso libero |
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vernissage: 18 ottobre 2003. |
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ufficio stampa: KU.RA ROSI FONTANA |
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autori: John Armleder, Enzo Cucchi, Michelangelo Pistoletto, Ettore Spalletti, Sislej Xhafa |
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telefono evento: +39 081400871 |
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note: Altre sedi: Cerreto Sannita, Montesarchio, San Lorenzello, Sant'Agata dei Goti |
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genere: arte contemporanea, giovane arte, collettiva |
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email: info@nuovipercorsi.fastwebnet.it |
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comunicato stampa  |
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La natura dell'arte. Paesaggio Cultura Storia è il titolo del progetto espositivo itinerante che prende avvio, con questa prima edizione, in cinque province del Sannio, nella regione Campania: un territorio pregnante di storia, che racchiude in sé importanti memorie storiche e archeologiche. A confrontarsi con questi luoghi, la cui formazione culturale e artistica è già definita nel V secolo a.c., saranno gli artisti di fama internazionale John Armleder, Enzo Cucchi, Michelangelo Pistoletto, Ettore Spalletti, Sisley Xhafa, invitati a realizzare opere, installazioni, site specific project, appositamente pensati e posti in relazione nel territorio di cinque diversi comuni: Sant' Agata dei Goti, San Lorenzello, Cerreto Sannita, Montesarchio, Benevento. La prima edizione del progetto, in continuità con il resto della rassegna artistica "Gli Annali delle Arti", sarà dedicata al tema del "Tempo incerto". Gli artisti si confronteranno tutti sul motivo della paura determinata dall'incertezza della vita contemporanea; naturalmente, secondo lo spirito della manifestazione gli artisti dovranno fare riferimento alla storia del tema all'interno della storia della Cultura sannitica: dovranno cioè indagare, prima di creare dei nuovi lavori, quando ed in che modo si è manifestata sul territorio la paura per l'incertezza dei tempi, che cosa è fisicamente e psicologicamente rimasto di essa, e, infine, sintetizzare la propria ricerca in un'opera d'arte nuova. La costruzione di un itinerario di arte contemporanea che attraversa luoghi e comuni diversi, ma in questo caso accomunati da una stessa storia, quella del Sannio, ha origine, idealmente, da un analogo progetto nato in Toscana nel 1995, giunto oggi alla sua settima edizione, per volontà dell'Associazione Arte Continua di San Gimignano: Arte all'Arte. Arte Architettura Paesaggio. Aprire l'arte contemporanea al dialogo con il territorio, al confronto con un contesto ambientale e socio culturale fortemente caratterizzato, è l'obiettivo primo del progetto La natura dell'arte. Paesaggio Cultura Storia. Gli artisti sono stati invitati a realizzare le loro opere con i materiali e le risorse dell'artiginato e dell'industria locale e, ad accompagnare il viaggio nei luoghi dell'arte, è stata ideata una guida che porterà alla scoperta dei prodotti eno-gastronomici di questo territorio. La natura dell'arte. Paesaggio Cultura Storia fa parte della rassegna Annali delle Arti, una manifestazione tematica, multimediale-transnazionale-multiculturale, diffusa su tutto il territorio della regione Campania, per accordo interistituzionale con le Soprintendenze e i Comuni interessati, show in progress con mostre, eventi e incontri che si svolgono dalla primavera all'inverno 2003. Il progetto della manifestazione è ideato e diretto da Achille Bonito Oliva e il curatore responsabile è Eduardo Cicelyn. La manifestazione, diffusa sul territorio della provincia di Benevento, all'aperto in campagna, nei centri storici e al chiuso in spazi particolarmente significatvi, vuole essere l'invito alla fruizione di luoghi al momento, vissuti solo come piccole identità oublié. In questo caso, l'arte contemporanea vuole essere l'agente stimolatore per un utilizzo e una "degustazione" attuale di qualità nuove e antiche di questi luoghi, in una multivisione allargatata del fatto estetico che è anche la riscoperta del cibo, del vino, dell'architettura e dell'artigianato locali.
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immagini  |
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-small.jpg) | -small.jpg) | -small.jpg) | | Sislej Xhafa, Padre/father/baba/patePIO, 2003 courtesy: Associazione NuoviPercorsi, Napoli |
| John Armleder, Flower Power, 2003 courtesy: Associazione NuoviPercorsi, Napoli
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| Enzo Cucchi, Luce e Luce è, 2003. courtesy: Associazione NuoviPercorsi, Napoli |
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Sislej Xhafa Sislej Xhafa è un artista che riflette le contraddizioni del mondo contemporaneo e le trasforma in opere sempre in bilico tra ironia, impegno sociale e bellezza formale. Le sue origini kosovare lo hanno portato prima in Italia e poi a New York, mentre la sua carriera internazionale lo conduce in giro per il mondo: il suo nomadismo fisico e intellettuale lo spinge, quindi, a definire con forza lo stridore del confronto/scontro tra le culture nel sistema globale. Nel suo intervento a San Lorenzello l'artista si ispira al culto per Padre Pio, un culto che attraversa tutta l'Italia - e soprattutto il Sud - senza distinzione di classe e di appartenenza culturale. Colpito dal fervore del culto per il santo, Xhafa nota come alla sua immagine - replicata in migliaia di immagini sacre fatte oggetto di un vero e proprio merchandasing e al centro di un turbine mediatico - non corrisponda una qualità formale propriamente contemporanea: il volto di Padre Pio, allora, viene ingigantito e ovalizzato in una forma marmorea dalle sembianze quasi aliene, un oggetto che evoca il fascino e il mistero di un icona sospesa tra tradizione e ipermodernità. Come in altre sue opere, il nitore formale e la scelta di materiali "nobili" appartenenti alla storia dell'arte, si rendono veicolo di una riflessione sul come la moderna società delle immagini abbia trasformato il rapporto tra cultura, religione, consumo e percezione visiva del sacro.
Enzo Cucchi Enzo Cucchi è un artista per il quale la pittura eccede sempre i propri i limiti e la cui opera, densa di memorie della tradizione artistica italiana, produce un serbatoio inesauribile di immagini in cui passato e presente si fondono in un'unica identità visiva. Nel suo lavoro emerge spesso un riferimento alla realtà locale - incarnata in forme che richiamano il concetto di genius loci - che la sua fantasia trasforma in simboli universali di memoria, storia e cronaca. In ex cinema a Sant'Agata dei Goti, l'artista ha posto due piccole tele in corrispondenza dei fori attraverso cui erano proiettate le pellicole: la pittura come proiezione di mitologie individuali, come superficie che riflette e crea la coscienza del mondo, si fonde così con il meccanismo proiettivo del cinema come industria produttrice di sogni. Come spesso accade, la pittura di Cucchi si estende oltre i limiti imposti dalla tele e investe ciò che le sta attorno, assecondando un'energia in grado di trasformare in scultura anche un dispositivo banale come una cornice. L'integrazione tra pittura e scultura si realizza, in questo caso, attraverso la figura di un asino - un animale molto vicino alla tradizione iconografica del sud Italia - il cui membro dalle dimensione mitiche (pensiamo infatti alla mitologia classica e alla fiabe popolari) diviene un'estensione dei paesaggi ritratti nei quadri, paesaggi che mescolano atmosfere cosmiche a racconti surreali, densi di dramma e sensualità
John Armleder L'opera di John Armleder è una riflessione lucidamente ironica sulle dinamiche sociali e culturali che soggiacciono al mito e all'utopia modernisti, nonché una pratica critica che attraversa la storia delle forme artistiche del Ventesimo secolo. Artista poliedrico, Armleder utilizza la pittura, la performance, l'installazione ambientale e sonora fino alla creazione di "mobili-sculture", tutti lavori nei quali indaga la stretta relazione tra arte e vita quotidiana, funzionalità ed elaborazione teorica, avanguardia e banalità dell'oggetto d'uso quotidiano. Nel lavoro di Armleder coesistono un'attitudine concettuale, il gusto per il prelievo diretto di materiali dalla realtà e uno spiccato intuito per le strategie utilizzate dai media e dall'industria del divertimento per catturare l'attenzione del pubblico, tanto quello specializzato del mondo dell'arte quanto quello generico, della platea televisiva e pubblicitaria. A Cerretto Sannita l'artista realizza uno dei suoi tipici wall painting, pitture a muro che ritmano su tre pareti motivi floreali di memoria psichedelica. La multicromia e l'alternarsi di dimensioni differenti di questi fiori creano una scansione ritmica dello spazio: ritmo e composizione, infatti, richiamano alla mente - in modo sottilmente ironico - il linguaggio della pittura astratta e la sintesi di colore e musica tipica tanto delle avanguardie storiche quanto della tendenza analitica nell'arte, da De Stjil all'Optical Art. Ma il gioco infinito dei rimandi non si ferma e coinvolge l'idea di arte applicata così come i wall paper di Andy Warhol, il concetto stesso di arte di genere, di mimesi pittorica e di intrattenimento colto.
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immagini  |
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-small.jpg) | -small.jpg) | | Michelangelo Pistoletto, Spazio Libero, 1973/2003 courtesy: Associazione NuoviPercorsi, Napoli
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| Ettore Spalletti, Amo Caterina e Violetta, 2003 courtesy: Associazione NuoviPercorsi, Napoli |
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Ettore Spalletti Il lavoro di Ettore Spalletti si muove in un terreno sottile, dove l'astrazione incontra la tradizione figurativa della storia della pittura italiana e la solidità della scultura si offre ad una percezione tattile delicata e quasi immateriale. Nel suo lavoro a (luogo) il pavimento di più stanze è coperto di carta velina gialla, su quello di un'unica, ultima stanza, invece, è stesa carta velina azzurra. Tutti i fogli, tra di loro, sono tenuti insieme e labilmente fissati al terreno da piccole sfere dorate che li percorrono come una costellazione instabile e suscettibile come un gioco di biglie. In questa prospettiva rovesciata - in cui il cielo e il colore/calore del sole si riversano a terra - l'artista pone tutta la sua potenza formale in un lavoro in cui pittura e scultura sfumano l'una nell'altra all'insegna della fragilità e della bellezza. Come in tutta la sua opera, il monocromo possiede una chiaro valore figurativo e tattile: evoca infatti gli elementi che dalla natura sono defluiti nell'arte e nella pittura e solletica sensazioni tra le più sottili, legate a una comprensione polisensoriale di ciò che ci sta intorno. Così natura e cultura - ma sarebbe più preciso parlare della realtà e della sua rappresentazione - si ritrovano in uno spazio in cui non ha più senso ragionare per opposizioni ma in cui, finalmente, comprendiamo attraverso la sensazione.
Michelangelo Pistoletto Michelangelo Pistoletto è un artista da sempre attento ai rapporti che l'arte instaura con la realtà di tutti i giorni e, soprattutto, alle possibilità che l'arte - ormai priva di connessioni strutturali con la religione e con il potere - possiede di trasformare la realtà degli uomini. A Montesarchio l'artista trasporta una grande gabbia di ferro realizzata in collaborazione con i detenuti di San Vittore: le sbarre (che già di per se stesse circoscrivono uno spazio chiuso all'interno del perimetro del chiostro) portano la scritta LO SPAZIO LIBERO, ad istituire un dialogo serrato, addirittura drammatico, tra il dentro e il fuori, lo spazio della vita e quello della reclusione, la dimensione privata (forzata) e quella pubblica, in questo caso negata. L'immagine della prigionia viene evocata in uno spazio dedicato all'isolamento volontario e alla meditazione. Anche in questo caso il passato e il presente sono posti in dialogo, messi a reagire come componenti chimici nella definizione di un concetto sempre problematico: cosa sia la libertà e come essa sia resa possibile. Per Michelangelo Pistoletto l'arte non è occasione di contemplazione ma terreno di riflessione attiva: per questo motivo i suoi lavori consistono sempre in strutture che si relazionano in modo vitale con la percezione e con la posizione dello spettatore, ne provocano le aspettative legate al consumo estetico e ne stimolano una risposta sul piano etico.
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