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arte contemporanea, collettiva GALLERIA SPAZIOSEI ​ Via Sant'anna 6 Monopoli 70043

Monopoli (BA) - dal 18 marzo al 16 aprile 2016

ArteDonna 9

ArteDonna 9
Barbara Simone, "La nuotatrice"
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GALLERIA SPAZIOSEI
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Via Sant'Anna 6 (70043)
+39 080802903 , +39 3396162515
spaziosei@alice.it
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Il binomio Donna e Arte attraverso varie espressioni artistiche e creative al femminile, con una particolare attenzione alle proposte “giovani”.
orario: da martedì a sabato ore 17.30-20.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 18 marzo 2016. ore 19.00
catalogo: in galleria.
curatori: Mina Tarantino, Maria Vinella
autori: Lucia Buono, Flavia D'Alessandro, Annamaria Ippolito, Gianna Maggiulli, Maria Martinelli, Magda Milano, Rosanna Pucciarelli, Lucia Rotundo, Barbara Simone, Arianna Spizzico, Annamaria Suppa
patrocini: Città di Monopoli
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
La Galleria SPAZIOSEI di Monopoli, con il patrocinio della Città di Monopoli, promuove dal 18 marzo al 16 aprile 2016 negli spazi espositivi di via Sant’Anna n. 6 la nona edizione di
ARTEDONNA
che sarà inaugurata venerdì 18 marzo 2016 alle ore 19,00. La mostra, curata da Mina TARANTINO, intende celebrare il binomio Donna e Arte attraverso varie espressioni artistiche e creative al femminile, con una particolare attenzione alle proposte “giovani”. Un percorso trasversale tra generazioni e linguaggi diversi, costituito da opere inedite di artiste provenienti da ogni parte d’Italia, conosciute e apprezzate, che promuovono ed evidenziano il ruolo della donna nell’Arte Contemporanea.
In mostra opere di: Lucia Buono, Flavia D’Alessandro, Annamaria Ippolito, Gianna Maggiulli, Maria Martinelli, Magda Milano, Rosanna Pucciarelli, Lucia Rotundo, Barbara Simone, Arianna Spizzico; Annamaria Suppa.
Maria VINELLA scrive in catalogo: «La riflessione sul rapporto tra donne e arte, soprattutto negli ultimi anni, è stata affidata a una narrazione già consolidata sia in Europa che negli Stati Uniti. Grazie alle teorizzazioni promosse nei gender studies, tali ricerche hanno potuto rendere conto della ricchezza molteplice dei contributi che le artiste hanno prodotto. Nella consapevolezza della centralità delle connotazioni di genere quale fattore non marginale nella formazione delle dinamiche sociali e simboliche che governano il sistema artistico, anche in Italia sono state condotte numerose ricognizioni storico-critiche (pensiamo alla bellissima “Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell’arte italiana contemporanea”, ideata al MamBo nel 2013). Proprio in quest’ottica viene proposta questa collettiva che raccoglie il lavoro di alcune autrici rappresentative della creatività dell’altra metà del cielo o – come direbbe Lea Vergine – l’altra metà dell’avanguardia. Paradigmi di una creatività al femminile, difatti, sono qui presentate le opere di Lucia Buono, artefice sensibile di trame percettive ed emotive tessiture cromatiche; di Flavia D’Alessandro che mescola fotografia e pittura incrociando onirici sconfinamenti e citazioni pop; di Annamaria Ippolito, artista intermediale che nella confluenza di linguaggi (in questo caso scultura in bronzo e fotografia) rinnova le mitologie del quotidiano; di Gianna Maggiulli che espone due significativi esemplari dell’allusivo e intrigante ciclo “Io abito”. Ancora: di Maria Martinelli che tra puzzle visivi e mappe mentali somma mirabilmente storie/luoghi/memorie; di Magda Milano che allude direttamente alla condizione femminile incrociando performance, pittura, fotografia ecc. Nella mostra, Rosanna Pucciarelli propone opere pittoriche e scultoree (bronzo) sospese tra frammenti di severa figurazione e metafisica del sogno, mentre Lucia Rotundo porta la sua ricerca sulle qualità misteriose della materia con poetici riferimenti naturalistici e antropologici. Infine, Barbara Simone, artista e graphic designer, gioca con raffigurazioni surreali frutto di ironici assemblage; Arianna Spizzico mostra la ricchezza simbolica di un’iconografia sontuosamente spericolata e Annamaria Suppa ci stupisce con sperimentazioni generate dal mixaggio pittorico di ricordi personali e memorie collettive».
 
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