Natale Galli - Parole, parole, parole 3068 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
18/12/2018
Stranger Things, dalla serie tv al videogioco in 16-bit
18/12/2018
Oscar 2019: Dogman fuori dalle nomination come miglior film straniero
17/12/2018
Scoperta in Egitto la tomba di un alto sacerdote, perfettamente conservata dopo 4mila anni
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva SPAZIOINMOSTRA ​ Via Luigi Cagnola 26 Milano 20154

Milano - dal 17 gennaio al 10 febbraio 2006

Natale Galli - Parole, parole, parole

Natale Galli - Parole, parole, parole

 [Vedi la foto originale]
SPAZIOINMOSTRA
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Luigi Cagnola 26 (20154)
+39 3356665509 , +39 0233105921
info@spazioinmostra.it
www.spazioinmostra.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

con 30 opere l’artista milanese afferma il valore di lettere e parole utilizzate in un contesto pittorico
orario: da lunedì a giovedì 16-20, venerdì 12-16 e domenica 16-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 17 gennaio 2006. ore 19
curatori: Carlo Oliva
autori: Natale Galli
genere: arte contemporanea, personale

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

 
comunicato stampa
I segni alfabetici, i testi e le frasi sono i protagonisti delle grandi tele di NATALE GALLI nella sua personale ositata da SPAZIOINMOSTRA.
Infatti, con 30 opere l’artista milanese afferma il valore di lettere e parole utilizzate in un contesto pittorico.
La mostra delinea un singolare percorso dell’artista in cui i testi si ispirano a citazioni di autori che hanno contribuito alla sua formazione: parliamo per esempio del grande Jarry, parliamo di frammenti di canzoni che hanno segnato la sua vita.
Ci sono spunti significativi tratti anche dalla letteratura italiana e internazionale, come anche presi dalla vita di ogni giorno reale o immaginaria.

È da tempo che Natale Galli ha eletto la parola scritta a protagonista dei suoi quadri. Consapevole del fatto, incontestabile, che le parole sono composte da lettere e che le lettere non sono altro che segni, proprio come quelli pittorici. Non sarà un caso se parecchie lingue, a partire dal greco, si accontentano di un unico termine per designare l’attività di chi scrive, disegna o dipinge. Galli rappresenta, anche sovrapposte, allegramente sulla tela, obbligandole alla stessa disciplina formale di tutti gli altri elementi della sua opera.

Avremo così, a seconda dei casi, parole colorate o monocrome; parole (abbastanza) disposte a restare al posto loro assegnato nella composizione, o altre che dalla composizione si sforzano di evadere; parole isolate o riunite in frasi ed elenchi di varia natura. Ma si tratterà, sempre e irrevocabilmente, di parole (e, talvolta, di frasi), mai di semplici aggregati di lettere. Il problema, come lo imposta Galli, è quello di conservare ed enfatizzare, anche in una dimensione diversa come quella pittorica, tutti i loro riferimenti culturali, giocando sui diversi piani semantici che l’operazione rende disponibili. Il programma può apparire un po’ ardito ma i risultati dimostrano che la difficile equazione si può risolvere.

Ci troviamo, concretamente, in un area di contaminazione, una specie di borderline tra il mondo dell’immagine e quello della parola, in cui le due componenti, più che contrapporsi, interagiscono reciprocamente, cedendo ciascuna all’altra qualcosa della propria natura. Un nome, così, potrà essere trattato come un vero e proprio ritratto (succede con quelli di Majakovskij e di Billie Holiday); una serie di citazioni percepite attraverso la vetrina di un bar affollato configureranno qualcosa che assomiglia molto a un paesaggio e così via. E nessuno potrà dubitare, naturalmente, dell’artisticità di una composizione incentrata sulla parola “Art”, anche a prescindere dalle varianti cromatiche e materiche che l’artista, a partire da quel monosillabo, riesce a realizzare. Un caso di sfacciata autocelebrazione? Può darsi, ma forse si tratta soltanto di un gioco. E non è neanche l’unico.

a cura di Carlo Oliva


NATALE GALLI (Monza, 1952), vive e lavora a Milano.
Numerose sue opere sono presenti in collezioni private in Italia e all’ estero.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram