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arte contemporanea, collettiva MAGA - MUSEO D'ARTE DI GALLARATE ​ Via Egidio De Magri 1 Gallarate 21013

Gallarate (VA) - dal 5 marzo al 19 giugno 2011

Alberto Giacometti - L'anima del Novecento

Alberto Giacometti - L'anima del Novecento

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MAGA - MUSEO D'ARTE DI GALLARATE
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Via Egidio De Magri 1 (21013)
+39 0331791266 , +39 02542757
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Sculture, dipinti, disegni. Tutti appartenenti ad una medesima collezione, mai esposta in Europa nella sua completezza da quando ha lasciato lo studio parigino di Alberto Giacometti.
orario: 9.30-19.30 da martedì a domenica
lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero € 8,00
Ridotto € 5,00
Ingresso gratuito fino ai 14 anni
Over 65, soci AMACI e ICOM
Ridotto: dai 15 ai 26 anni e convenzionati
vernissage: 5 marzo 2011. ore 18.30
editore: ELECTA
ufficio stampa: STUDIO ESSECI, ELECTA
curatori: Michael Peppiat
autori: Alberto Giacometti
note: A promuoverla è la Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella, presieduta da Angelo Crespi, con la direzione di Emma Zanella, direttrice del MAGa.
genere: arte contemporanea, personale, disegno e grafica
email: comunicazione@museomaga.it

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comunicato stampa
Sculture, dipinti, disegni. Tutti appartenenti ad una medesima collezione, mai esposta in Europa nella sua completezza da quando ha lasciato lo studio parigino di Alberto Giacometti.

Il MAGA di Gallarate ospita la collezione dal 5 marzo al 5 giugno, in una mostra promossa dalla Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella, presieduta da Angelo Crespi, con la direzione di Emma Zanella.

La mostra è curata da Michael Peppiatt, autore di “In Giacometti’s Studio”- libro nel quale documenta la ricognizione da lui compiuta nell’archivio prima inesplorato di uno dei rami della famiglia, ricognizione che è alla base anche di questa preziosa rassegna- con il coordinamento generale di Cinzia Chiari. Gli allestimenti della mostra sono affidati a Maurizio Sabatini lo scenografo che lavora con Giuseppe Tornatore.

Gli eredi di Giacometti hanno accordato a Michael Peppiatt il permesso di esaminare la loro collezione, pubblicare a lavori ultimati un nuovo libro, e procedere alla catalogazione delle opere. “E’ un materiale – afferma Peppiatt – che getta nuova luce sul modo di lavorare di Giacometti, «afflitto» da una specie di compulsione al bozzetto. Tanto da schizzare sulla prima pagina di France Soir dei nudi di Christine Keeler, la showgirl che fece tremare l’establishment britannico degli anni Sessanta quando venne riconosciuta come l’amante del Tory John Profumo. Il quotidiano, datato 1963, portava in prima pagina un articolo sul piccante affair. Corrispondenza che, evidentemente, ispirò l’artista svizzero solleticando il suo bisogno di disegnare. «C’è un qualcosa di intimo in questi lavori», ha detto all’Observer Peppiatt. «Mi hanno permesso di spaziare fa 300 disegni, ed ero commosso. Sentivo quasi la presenza di Giacometti, come se i suoi schizzi stessero cadendo direttamente dalle sue mani.

Ma la mostra al MAGA non si limita a documentare questo aspetto dell’attività di Giacometti.

Il percorso mostra propone complessivamente 95 opere: 49 sculture che comprendono anche due opere Grande Femme del 1959-60 e Figura del 1956 provenienti dalla GNAM di Roma ed una importante selezione di dipinti che comprende Deux Tetes (1960) e Portrait du professeur Corbetta (1961) provenienti da collezione privata.

Le sculture ritraggono membri della famiglia Giacometti: il padre, la madre, la sorella Ottlilia e il fratello Diego. Un secondo gruppo propone invece un campione rappresentativo dei lavori figurativi del dopoguerra di Giacometti: figure intere sia maschili che femminili, un “Homme qui marche”, alcune di teste di “Lotar”, una “Femme de Venise” e diversi busti della moglie Annette.

La collezione di disegni è molto vasta e comprende tanto ritratti a figura intera quanto copie di lavori da opere classiche, insieme agli schizzi sui più diversi supporti.

Benché le opere scelte siano focalizzate sul periodo della maturità artistica di Giacometti, sono molti gli aspetti della mostra che puntano verso un Giacometti intimo, com’è lecito attendersi da una collezione di proprietà della stessa famiglia Giacometti.

Un’ampia sezione documentaristica, anch’essa ricca di materiali sino ad oggi inediti, completa la mostra. Vi sono presentate immagini fotografiche che ritraggono l’artista al lavoro e che raccontano delle sue frequentazioni, insieme a lettere e ad altri documenti, per far rivivere una personalità artistica d’eccezione.

Electa per l’occasione pubblica il catalogo della mostra e un volume biografico, entrambi a cura di Michael Peppiatt.






 
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