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arte contemporanea, collettiva MUSEO CIVICO - PALAZZO COMUNALE ​ Piazza Del Duomo 1 Pistoia 51100

Pistoia - dal 4 febbraio al 6 marzo 2011

Paolo Albani / Dario Longo - W o Abbasso. Parole controverse

Paolo Albani / Dario Longo - W o Abbasso. Parole controverse
MUSEO CIVICO - PALAZZO COMUNALE
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La mostra muove da questa stimolante dicotomia pro vs contro, favorevole vs sfavorevole, integrato vs sovversivo, ecc., per costruire un percorso ironico, divertente sulle ragioni, non sempre lineari, che ci portano a scegliere l’Abbasso o il Viva, la protesta o l’adesione, un itinerario che si snoda su una serie di «parole controverse», ovvero di cortocircuiti giocosi fra parole e immagini, di assemblaggi bizzarri elaborati usando diverse tecniche espressive (installazioni, video, poesie- oggetto, ecc.).
orario: 10.00-12.00 / 16.00-18-00 chiuso lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 4 febbraio 2011. ore 17
catalogo: testi di Siliano Simoncini e Antonella Sbrilli
editore: GLI ORI
autori: Paolo Albani, Dario Longo
genere: arte contemporanea, personale

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Abbasso e Viva, generalmente raffigurati con la doppia vu capovolta e quella canonica, sono simboli storici che riflettono e veicolano le nostre Avversioni e le nostre Vibrazioni: nonostante il continuo mutamento dei mezzi di comunicazione quei simboli, incorrotti nel tempo, sono ancora diffusi nella società contemporanea (scritte sui muri, graffiti, ecc.).
La mostra muove da questa stimolante dicotomia pro vs contro, favorevole vs sfavorevole, integrato vs sovversivo, ecc., per costruire un percorso ironico, divertente sulle ragioni, non sempre lineari, che ci portano a scegliere l’Abbasso o il Viva, la protesta o l’adesione, un itinerario che si snoda su una serie di «parole controverse», ovvero di cortocircuiti giocosi fra parole e immagini, di assemblaggi bizzarri elaborati usando diverse tecniche espressive (installazioni, video, poesie- oggetto, ecc.).
Che sia il gioco a fondare le nostre «parole controverse» è del resto già implicito nel titolo stesso della mostra: la doppia vu capovolta costituisce, sia pure in modo minimale, un gioco dal punto di vista sia verbale che visivo; inoltre, capovolgendo entrambe le doppie vu, otteniamo lo stesso risultato: in questo senso il titolo della mostra si presenta come una sorta di palindromo, ritenuto fin dall’antichità un artificio linguistico diabolico.
Il gioco è bello anche perché lascia sempre aperta la possibilità di violarne le regole, come diceva Georges Perec, un maestro in questo campo, autore per altro di un romanzo che ha nel titolo proprio la W.

Paolo Albani e Dario Longo, 2010
 
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