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arte contemporanea, collettiva FOTOMUSEO GIUSEPPE PANINI ​ Via Pietro Giardini 160 Modena 41100

Modena - dal 26 marzo al 5 giugno 2011

Yasuzo Nojima - Un maestro del Sol Levante fra pittorialismo e modernismo

Yasuzo Nojima - Un maestro del Sol Levante fra pittorialismo e modernismo

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FOTOMUSEO GIUSEPPE PANINI
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Via Pietro Giardini 160 (41100)
+39 059224418 , +39 059238396 (fax)
info@fotomuseo.it
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La mostra comprende 112 opere realizzate dall'artista dal 1910 al 1953, tra ritratti, paesaggi, composizioni e nudi femminili, tutte provenienti dal Museo Nazionale di Arte Moderna di Kyoto e mai esposte sinora nel nostro paese.
orario: da martedì a domenica 11-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 26 marzo 2011.
editore: SKIRA
ufficio stampa: STUDIO PESCI, LUCIA CRESPI
autori: Yasuzo Nojima
note: promossa da
Fondazione Fotografia - Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Fotomuseo Panini
In collaborazione con The National Museum of Modern Art, Kyoto
Con il sostegno di Japan Foundation
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
Dal 27 marzo al 5 giugno 2011 le sale del Fotomuseo Panini di Modena ospiteranno la prima retrospettiva italiana dedicata al maestro della fotografia pittorica giapponese Yasuzo Nojima. La mostra, curata da Filippo Maggia e Chiara Dall'Olio, è realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con il Fotomuseo Panini di Modena, il National Museum of Modern Art di Kyoto (MoMAK) e con il sostegno della Japan Foundation.
Yasuzo Nojima - Un maestro del Sol Levante fra pittorialismo e modernismo comprende 112 opere realizzate dall'artista dal 1910 al 1953, tra ritratti, paesaggi, composizioni e nudi femminili, tutte provenienti dal Museo Nazionale di Arte Moderna di Kyoto e mai esposte sinora nel nostro paese. Il Fotomuseo Panini di Modena è stato individuato dal MoMAK quale sede unica dell'allestimento, che non avrà ulteriori repliche in nessun'altra città europea, in conseguenza del reciproco interesse per le collezioni depositate in entrambi i musei e degli scambi in corso tra le due istituzioni. Non si può restare impassibili di fronte alla plasticità dei corpi, dei volti, degli oggetti ripresi da Nojima. Il soggetto, qualunque esso sia, esce dalla bidimensionalità della carta.
(nell'immagine: Yasuzo Nojima, Miss Chikako Hosokawa,
stampa al bromolio, 1932, Courtesy The National Museum of
Modern Art, Kyoto)

Si ha l'impressione che i corpi siano presenti, che se ne possa toccare la vellutata superficie. Gli sguardi delle donne, puntati spavaldamente verso l'obiettivo, sono diretti non solo al fotografo, ma allo spettatore: Nojima fa immedesimare il pubblico nel suo sguardo. E lo sguardo di Nojima è acuto, penetrante, racchiude in sé estetiche occidentali e sensibilità orientale.

In contrasto con la debolezza fisica di cui l'artista soffrì per buona parte della vita, le sue fotografie sono dotate di una forza sorprendente, che travalica i confini nazionali e va ben al di là delle correnti artistiche di inizio Novecento, facendo dell'artista nipponico un maestro della fotografia internazionale.

Yasuzo Nojima (Urawa 1889 - Hayama Isshiki 1964) è una delle più importanti figure della storia della fotografia moderna giapponese. Il suo lavoro spazia dal pittorialismo degli anni Venti alla fotografia moderna con influenze Bauhaus degli anni Trenta per concludersi con uno sguardo volutamente astratto dalla realtà negli anni del secondo conflitto mondiale.
I primi lavori di Nojima sono caratterizzati da una densità di toni e da un'aria malinconica tipici del pittorialismo, dovuti da un lato ai procedimenti di stampa ai pigmenti utilizzati (soprattutto la stampa alla gomma e al bromolio) e dall'altro alla sua finissima sensibilità. Negli anni Trenta il suo stile cambia drasticamente, grazie alle influenze delle nuove tendenze della fotografia tedesca: abbandona la stampa ai pigmenti per la gelatina a sviluppo e di conseguenza adatta l'estetica dell'immagine al nuovo medium.
Per Nojima il vedere era tutto e non si privava mai della macchina fotografica. Egli registrò, protesse e pubblicò la "bellezza" che vide e scoprì nel mondo che lo circondava. Non uscì mai dal Giappone, ma l'apertura delle sue idee lo porta oggi all'attenzione del pubblico internazionale. Egli fu un grande maestro della fotografia come pura forma d'arte, interpretò i due movimenti artistici del pittorialismo e del modernismo appropriandosi dei loro linguaggi espressivi in maniera personale.
Noijma è conosciuto anche per essere stato un appassionato sostenitore dell'arte contemporanea del suo tempo: nel 1919-20 aprì a sue spese la galleria "Kabutoya" nel distretto Jimboo-choo di Tokyo dove espose artisti nazionali appartenenti alle nuove avanguardie d'ispirazione occidentale. Chiusa la galleria aprì lo studio fotografico "Nonomija" che divenne il punto di riferimento della nuova generazione di fotografi giapponesi ispirati alla fotografia americana ed europea contemporanea. Negli anni Trenta organizzò nel salone di casa sua mostre di celebri pittori come UMEHARA Ryuuzaburoo (1888-1986) e KISHIDA Ryuusei (1891-1929), comportandosi da mecenate nei loro confronti. Fra il 1932 e il 1933 fondò insieme ad altri fotografi e ad un grafico, HIROMU Hara (1903-1986) la rivista di fotografia Kooga (Light Pictures/Immagini di luce 1932-33), che ebbe un ruolo importantissimo nella diffusione e sviluppo della fotografia moderna in Giappone, introducendo le teorie della straight photography di Stieglitz e della Bauhaus tedesca e fornendo un "luogo" di dialogo sulla fotografia di cui le nuove generazione di artisti avevano assoluto bisogno.
 
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