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arte contemporanea, collettiva PALAZZO COMUNALE ÔÇő Piazza Mino Da Fiesole 26 Fiesole 50014

Fiesole (FI) - dal 15 aprile al 19 giugno 2011

Böcklin | de Chirico | Nunziante - Isole del pensiero

Böcklin | de Chirico | Nunziante - Isole del pensiero

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PALAZZO COMUNALE
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Piazza Mino Da Fiesole 26 (50014)
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B÷cklin, de Chirico, Nunziante. Tre artisti connessi da una linea ideale intessuta di comunanze di temi, espressioni, sensibilitÓ. Un percorso lungo quanto i 130 anni che separano la prima edizione dell'Isola dei morti dai lavori pi¨ recenti di Nunziante. Passando per de Chirico, qui assunto come esempio, alto e rarefatto, dell'enorme influenza che l'opera di Arnold B÷cklin riverber˛ su molti importanti artisti del Novecento europeo: da Edvard Munch a RenÚ Magritte, da Max Ernst a Salvador DalÝ, tra i tanti.
orario: 10 - 19 tutti i giorni
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: interi 5 euro, ridotti: 3 euro; ingresso cumulativo per tutti i musei di Fiesole: 12 euro. Acquisto biglietti: presso la biglietteria di via Portigiani1, Fiesole.
vernissage: 15 aprile 2011. ore 12 per la stampa
catalogo: a cura di Giovanni Faccenda con interventi di Hans Holenweg e Paolo Parrini
editore: ELECTA
ufficio stampa: ELECTA, STUDIO ESSECI
curatori: Giovanni Faccenda
autori: Arnold Böcklin, Giorgio DeChirico, Antonio Nunziante
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
B÷cklin, de Chirico, Nunziante. Tre artisti connessi da una linea ideale intessuta di comunanze di temi, espressioni, sensibilitÓ. Un percorso lungo quanto i 130 anni che separano la prima edizione dell'Isola dei morti dai lavori pi¨ recenti di Nunziante. Passando per de Chirico, qui assunto come esempio, alto e rarefatto, dell'enorme influenza che l'opera di Arnold B÷cklin riverber˛ su molti importanti artisti del Novecento europeo: da Edvard Munch a RenÚ Magritte, da Max Ernst a Salvador DalÝ, tra i tanti.

"Isole del pensiero. B÷cklin, de Chirico, Nunziante", afferma Giovanni Faccenda che della mostra Ŕ il curatore, cade nel centodecimo anniversario della morte di B÷cklin, avvenuta in quella stessa Fiesole che oggi ospita la rassegna. Non intendiamo mettere a confronto i tre autori cui la mostra Ŕ intitolata, piuttosto documentare una ideale convergenza intellettuale fra i tre protagonisti, lungo una linea di continuitÓ fra modernitÓ e contemporaneitÓ. Una linea, cui Ŕ estraneo qualsiasi concetto di "discepolato" e nella quale emergono senz'altro pi¨ numerose le differenze delle affinitÓ fra B÷cklin, de Chirico e Nunziante. Ciascuno, peraltro, viaggiatore isolato, in epoche diverse, nel misterioso ed intrigante universo della metafisica.╗

Di Arnold B÷cklin saranno presenti quattro opere: Villa am Meer - Villa sul mare (1892-93), Fl÷tender Pan - Pan che suona lo zufolo (1897), Die Kapelle - La cappella, 1898, e l'ultima, incompiuta, Pan im Kinderreigen - Pan fra i bambini in girotondo, dipinta dal grande svizzero, poco prima di morire, nella sua Villa Bellagio. Sono lavori che richiamano le atmosfere oniriche popolate di architetture classiche, simbolismi, allegorie e quel richiamo ossessivo alla morte che arriva a livelli sublimi nella inarrivabile Isola dei morti, oggi considerato il quadro pi¨ famoso al mondo. Un'opera di cui permangono 4 delle 5 versioni dipinte dall'autore (la quarta versione Ŕ stata distrutta, si dice, durante un bombardamento nel corso del secondo conflitto mondiale), tutte considerate "inamovibili" dai musei che ne sono i fortunati possessori. L'isola dei morti divenne prestissimo un'opera feticcio. Hitler - che acquisto la terza versione - non se ne separ˛ sino alla morte; Lenin ne volle una copia cosý come d'Annunzio: tutti contagiati da quella febbre b÷ckliniana che colpý e continua a colpire chi cerca di far propri i segreti di questa isola popolata da tenebrosi cipressi.

Quanto grande sia il debito nei confronti di B÷cklin maturato da vari protagonisti del Novecento, lo testimonia, in Italia, soprattutto de Chirico, e non soltanto nei due periodi che sappiamo informati ad un eloquente stile b÷ckliniano. Del primo, tra il 1909 e il 1910, la mostra propone forse il massimo capolavoro, La passeggiata-Il tempio di Apollo a Delfi, del 1910, appunto. Ma anche tutto il periodo romantico, tra l'inizio degli anni Quaranta e la prima metÓ del decennio successivo, ci mostra un Pictor Optimus ancora evidentemente attratto da B÷cklin. Com'Ŕ testimoniato in mostra dal Castello di Rapallo (1947-48), Cavaliere con cane (1948), Vita silente con marina (1950), I romani in Britannia (1953).

Decisiva, in quella che si configura ad oggi come la pi¨ alta stagione creativa di Nunziante, Ŕ la visita che egli fece la scorsa primavera a Villa Bellagio, estrema dimora del pittore svizzero sul crinale tra Fiesole e San Domenico. Senza una simile opportunitÓ, non avremmo mai visto, forse, tante pregevoli pitture: Laggi¨ dove tutto Ŕ possibile, Accadde un mattino, Attesa, Il volo di Pindaro, L'alba vinceva l'ora mattutina. E, naturalmente, le versioni - personalissime - di Prometeo e de La partenza degli Argonauti: źisole del pensiero╗, anch'esse, sulle rotte di un pittore deciso a salpare alla volta di misteriosi mari, nei quali si era svolto parte dell'itinerario metafisico di B÷cklin, prima, e poi di de Chirico.
 
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