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arte contemporanea, collettiva VILLA DELLA REGINA ​ Strada Comunale Santa Margherita 79 Torino 10131

Torino - dal 5 al 6 maggio 2011

Musei Torino 2011

Musei Torino 2011
VILLA DELLA REGINA
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Strada Comunale Santa Margherita 79 (10131)
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Come sono cambiati i musei torinesi? E come cambieranno in futuro? Questo il tema del convegno internazionale di studi che si terrà il 5 e il 6 maggio a Villa della Regina a Torino, realizzato dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte.
vernissage: 5 maggio 2011.
ufficio stampa: CIVITA GROUP
curatori: Edith Gabrielli
note: L’organizzazione del convegno è affidata a Civita srl; la pubblicazione degli atti a Leo S. Olschki di Firenze.
genere: incontro - conferenza

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comunicato stampa
Come sono cambiati i musei torinesi? E come cambieranno in futuro? Questo il tema del convegno internazionale di studi che si terrà il 5 e il 6 maggio a Villa della Regina a Torino, realizzato dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte.



Il convegno, a cura del Soprintendente Edith Gabrielli, prende le mosse da una semplice considerazione: il ruolo centrale che il Museo ha assunto per Torino negli ultimi anni, ovvero da quando la città, anche in conseguenza dello smantellamento dell’industria pesante, ha dovuto ripensare il proprio ruolo, proponendosi come luogo di storia e di arte.



Il primo obiettivo dell’iniziativa è dunque illustrare alla comunità scientifica alcuni dei progetti appena conclusi dalla Soprintendenza e annunciarne altri tuttora in fase di realizzazione. Uno dei temi caldi è senza dubbio la nuova sistemazione della Galleria Sabauda. Com’è noto, infatti, la Galleria - una delle più significative d’Italia, specialmente grazie alla presenza di alcuni nuclei collezionistici di grande rilevanza, come quello del principe Eugenio di Savoia - nel corso del prossimo anno troverà posto nella Manica Nuova di Palazzo Reale, all’interno del costituendo Polo Reale.



Al tempo stesso si tenterà di definire le prospettive dell’intero sistema museale cittadino: il crescente successo di Torino come meta turistica, sancito definitivamente in occasione dei festeggiamenti per i cento cinquant’anni dell’Unità d’Italia, impone infatti di mettere a punto strategie chiare e sicure, con il concorso di tutti i soggetti protagonisti, pubblici e non, secondo sistemi di collaborazione già sperimentati con successo in passato.



In quest’ottica si spiega la struttura del convegno che prevede tre differenti momenti, quello dell’approfondimento scientifico, del confronto con i responsabili della gestione e infine quello della ricognizione sul campo.



Le sessioni di studio, affidate a specialisti italiani e stranieri, sono dedicate a tre temi nodali: Vecchie e nuove identità; Dal territorio al Museo, dal Museo al territorio; Il Museo nella Storia e nell’odierna geografia culturale.



La tavola di discussione nasce per favorire il confronto tra gli studiosi intervenuti e i rappresentanti di alcuni dei principali istituti museali torinesi.



Due ricognizioni ‘sul campo’ infine consentiranno di toccare con mano la realtà torinese. La sera di giovedì 5 maggio avrà come obiettivo Palazzo Carignano, riaperto al pubblico dopo cinquant’anni, e la mostra che vi è stata allestita per l’occasione, intitolata Palazzo Carignano. Gli appartamenti barocchi e la pittura del Legnanino. Il primo pomeriggio di venerdì 6 maggio toccherà appunto alla nuova sede della Galleria Sabauda, la cosiddetta ‘Manica Lunga’ di Palazzo Reale, attualmente in fase di cantiere.



Sempre alla luce degli obiettivi del convegno trova ragione anche la scelta della sede. Villa della Regina, infatti, rappresenta una delle scommesse più importanti, giocate e vinte, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in Piemonte. Per lungo tempo fatiscente, la villa è stata riaperta in forma stabile al pubblico lo scorso marzo, al termine di un restauro durato molti anni, e già si segnala come una delle mete predilette dei torinesi e dei turisti.

 
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