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arte contemporanea, collettiva NEROCUBOPROJECT ​ Via Per Marco Rovereto 38068

Rovereto (TN) - dom 5 giugno 2011

Time to be green

Time to be green
dall'alto:
nikola uzunovsky - my sunshine (12’00”)
michael fliri - getting too old to die young (5’00”)
robert pettena - wind farm game (43”)
 [Vedi la foto originale]
NEROCUBOPROJECT
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Via Per Marco (38068)
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in occasione della NotteVerde di Rovereto, nerocuboproject promuove un video-evento con lo scopo di stimolare la riflessione sulle potenzialità delle fonti rinnovabili.
Nel cortile di Palazzo Alberti in corso Bettini (adiacente al Mart) verranno proiettati videoo di arte contemporanea.
orario: domenica dalle 0.00 alle 6.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 5 giugno 2011. dalle 0.00
curatori: federica bianconi
autori: Alterazioni Video, goldiechiari, Chiara Camoni, Ettore Favini, Michael Fliri, Timea Oravecz, Robert Pettena, Elisa Strinna, Nikola Uzunovski
patrocini: Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
note: Si ringraziano: tutti gli artisti, Federico Luger gallery (Milano), galleria SpazioA (Pistoia), galleria Raffaella Cortese (Milano).
genere: arte moderna e contemporanea, arte contemporanea, serata - evento, collettiva, arte moderna

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comunicato stampa
time to be green offre ad un pubblico ampio una visione sulle principali linee di sviluppo del linguaggio video contemporaneo, a dimostrazione di come questa forma espressiva sia crocevia di sperimentazioni e riflessioni sullo sviluppo sostenibile del pianeta e sulle problematiche riferite all’ambiente (climatiche, energetiche, antropologiche, ecologiche…).

L’ambiente esteriorizza la cultura e la storia dell’uomo, il suo modo di agire e relazionarsi al pianeta e l’arte propone una possibile chiave di lettura dell’uomo nel mondo.
Una prospettiva critica ed eterogenea che individua un altro tipo di emergenza, sociale ed etico-culturale, di cui si avverte, in tempi odierni, una vitale necessità.



La playlist video comincia col colore verde.
Ricominciare dal verde significa ricominciare a voler vedere un futuro, credere in un modello nuovo, positivo e condiviso di comportamento, che rispetti il pianeta.

Alterazioni video (gruppo nato a Milano nel 2004 con sede a New York, Milano e Berlino) apre la rassegna con il breve video Black Hole, girato nel dipartimento di fisica sperimentale e applicata dell'Università di Berlino, durante esperimenti di foto-fissione. Una riflessione sul fenomeno di accelerazione di particelle non tanto dal punto di vista astro-fisico quanto da quello sociale-spirituale, relativo alla difficile comprensione dei fenomeni naturali e dei ripetuti tentativi dell’uomo di riprodurli in laboratorio (in questo caso il tentativo di ricreare un buco nero presso il CERN di Ginevra).


Il pensiero di Robert Pettena (Pembury, 1970) in Wind farm game vaga alla ricerca di regole e ruoli che gli uomini sviluppano per adattarsi agli ambienti in cui vivono, esasperandone o stravolgendone il sistema. In questo video propone un atto sinestetico creato da undici studenti della Cal Fullerton University che, all’interno di un parco eolico, simulano il moto rotatorio delle pale.

Con My Sunshine, Nikola Uzunovski (Macedonia, 1979) mette all’opera un vasto gruppo di scienziati, aeronautici, meteorologi e architetti, intenti a seguire l’ambizioso progetto di un riflettore mobile, ubicato in contesti estremi: un grande pallone gonfiabile a specchio, un “sole artificiale” capace di portare luce nei territori che, durante le stagioni impervie, non possono essere raggiunti dai raggi solari.

Nell’opera video Sul Niente, Chiara Camoni (Piacenza, 1974) si appropria del concetto di infinito e ci rende partecipi di un’ immagine paradossale del tempo e dello spazio. Un processo di avvicinamento lento e continuo alla natura, fino al raggiungimento di alcune immagini relative alla struttura cellulare di alcuni esseri vegetali. “Ci sono cose che si mettono nella sequenza giusta e a quel punto non è importante sapere a chi appartengono o chi le ha realizzate. Funzionano e basta. Il caso, la natura ed il tempo a volte lavorano per me meglio di quanto io stessa possa fare.” (Chiara Camoni)

È ambientato nella discarica romana di Guidonia il video Dump Queen di Goldiechiari (Sara Goldschmied, Milano 1975 e Eleonora Chiari, Roma 1971) in cui la danzatrice Lotta Melin reinterpreta l’artista brasiliana Carmen Miranda, danzando e cantando “Chica, chica, boom, chic”. Le due artiste lavorano frequentemente con la rappresentazione video e nel loro lavoro mettono in luce elementi quali l’ironia, l’ambiguità, il contrasto e la contraddizione.

Sono centrali i temi del paesaggio e del rapporto con l' ambiente nell’opera di Ettore Favini
(Cremona, 1974) Il progetto La verde utopia consiste nel video di una conversazione con Gilles Clément, paesaggista e antropologo francese, autore del Manifesto del terzo paesaggio; un compendio di riflessioni teoriche sul concetto di Terzo paesaggio (quello abbandonato dall’uomo) di utopia ambientale (realistica), di biodiversità, di giardino planetario. Un progetto articolato e partecipato che rivendica una presa di coscienza fondamentale e necessaria per l’uomo contemporaneo.

Michael Fliri (Bolzano, 1978) utilizza prevalentemente fotografia e video nei quali protagonista delle riprese è costantemente il corpo stesso dell’artista, che si trova ad affrontare situazioni differenti, spesso pervase da un sottile senso di humour. Il progetto Getting too old to die young è una trilogia: il primo episodio è il tentativo di un giocatore di football americano di farla finita contro una parete di plastilina; nel secondo intervento l’artista, con un complesso meccanismo meccanico, riesce ad appendersi ad un albero; il terzo è un duello tra finte sparatorie e vere lattine di birre in esplosione addossate al corpo.


Nel progetto di Timea Anita Oravecz (Budapest, 1975) si mescolano esperienze collettive e comportamenti relazionali inerenti alle questioni politiche, ambientali e sociali che sottendono il percorso di formazione dell’identità culturale e nazionale ungherese. L’artista mette in luce la sua stanza ed intorno ad essa, i quartieri dormitorio, le case popolari, il paesaggio creato da anni di socialismo nell’Europa dell’Est.

Polvere, video di Elisa Strinna (Padova, 1982) è un discorso sul tempo, sulla transitorietà dell'esistenza, sulla possibilità di appartenere ad un contesto o ad una comunità, non solo per chi emigra, ma anche per gli artisti che si spostano di continuo in territori spesso precari. Il video racconta, in chiave ironica e metaforica, l’esperienza di una giovane sudamericana che cerca le sue radici nel Nord-Est italiano, in Veneto, luogo del boom economico, qui paragonato al West americano.
 
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