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arte contemporanea, collettiva GALLERIA FONTE D'ABISSO ​ Via Del Carmine 7 Milano 20121

Milano - dal 18 marzo al 29 maggio 2004

Nel giardino di Balla. Futurismo 1912-1928

Nel giardino di Balla. Futurismo 1912-1928
GALLERIA FONTE D'ABISSO
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La mostra "Nel giardino di Balla. Futurismo 1912-1928" esplora proprio questo versante, sinora poco indagato, della ricerca futurista attraverso 30 opere di tema naturale e floreale di Giacomo Balla, affiancate da alcuni esempi di ricerche affini di Fortunato Depero, Iras Baldessari e Farfa
orario: 10.30 – 13.00 / 15.30 – 19.00. Chiusura: lunedì e festivi
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 18 marzo 2004. ore 18.30
editore: MAZZOTTA
autori: Iras Baldessari, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Farfa
genere: arte moderna e contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
"Basta coi fiori naturali. Dobbiamo ormai constatare la decadenza della flora naturale che non risponde più al nostro gusto" : nel novembre del 1924 la Direzione del Movimento Futurista diffondeva il manifesto "La flora futurista ed equivalenti plastici di odori artificiali", firmato da Fedele Azari. Con questo documento, provocatorio come tutti i proclami futuristi, Azari non apriva tuttavia una pista nuova, ma formalizzava una delle innumerevoli applicazioni suggerite dal manifesto "Ricostruzione futurista dell'universo", del 1915, di Balla e Depero. Nel loro sogno utopico di rifondare l'universo secondo le leggi del Futurismo, i due firmatari avevano toccato anche il paesaggio e la natura: Azari procedeva dunque sulla via additata da loro e sceglieva di operare sul segmento che più infastidiva la sua sensibilità "meccanica", di aviatore della prima ora e di uomo d'azione, rimproverando agli incolpevoli fiori di essere stati per secoli alibi di "multiformi romanticismi" ed "espressione del cattivo gusto nei più bassi decorativismi".

La mostra "Nel giardino di Balla. Futurismo 1912-1928" esplora proprio questo versante, sinora poco indagato, della ricerca futurista attraverso 30 opere di tema naturale e floreale di Giacomo Balla, affiancate da alcuni esempi di ricerche affini di Fortunato Depero, Iras Baldessari e Farfa.
Il percorso si articola intorno al nucleo prezioso dei nove fiori futuristi in legno eseguiti da Balla tra il 1918 e il 1920-25: un piccolo corpus di sculture (due sono pensili) dal fascino straordinario per la novità e la freschezza dell'invenzione e per la qualità della ricerca formale e coloristica, alle quali Balla attribuiva grande importanza, tanto da farsi ritrarre più volte con esse nel suo studio romano.
Accanto a queste sculture che provengono da Casa Balla sono esposti alcuni dei suoi luminosi dipinti di fiori futuristi e un vasto olio su tela d'arazzo intitolato Organo di cipressi, esposto solo all’epoca, documento importante della sua ricerca intorno a questo raro medium espressivo. Ma a introdurre il tema dei fiori futuristi la mostra espone una serie di opere dei primi anni Dieci in cui Balla già riflette sulla luce, sul colore e sulla natura: dalle Compenetrazioni iridescenti del 1912-13 agli studi sul volo delle rondini, dalle Linee di velocità e paesaggio (1913 circa) alle lievi e tumide Primavere e alle Estati taglienti di luce del ciclo delle Stagioni avviato a partire dal 1916-17, fino alle Linee-forza di paesaggio, un tema che gli era caro e su cui lavorò lungamente fra il 1917 e il 1918.
Con le opere di Balla, figurano in mostra tre lavori di tema naturalistico di Baldessari, sei opere di Depero (tra i quali i celebri Ciz Ciz quaglia, 1915, e Paesaggio fantastico, 1917-18), che declinano in chiave favolistica la fascinazione esercitata su Depero dal mondo della natura, e due dipinti di Farfa, nei quali un fiore e un frutto vengono tradotti dall'artista in sigle futuriste. Il percorso è completato, come di consueto, da documenti e fotografie d'epoca.
La rassegna, ideata da Danna Battaglia Olgiati e da lei curata con Ada Masoero, è accompagnata da un catalogo edito da Mazzotta, con un testo di Ada Masoero e una scelta di scritti e documenti futuristi.
La rassegna si avvale del prestigioso contributo di Audemars Piguet Le Mâitre de l’Horologerie depuis 1875, di Citco Finance (Monaco) e di Confinanz SA (Lugano).
 
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