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arte contemporanea, collettiva MUSEO DELLA CATTEDRALE - PALAZZO GAROFALO ​ Corso Italia 87 Ragusa 97100

Ragusa - dal 29 ottobre al 4 dicembre 2011

Piero Guccione - Luoghi dell’arte tra musica, letteratura e poesia

Piero Guccione - Luoghi dell’arte tra musica, letteratura e poesia
MUSEO DELLA CATTEDRALE - PALAZZO GAROFALO
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Corso Italia 87 (97100)
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La mostra, voluta dal Comune di Ragusa e dal Centro Studi Feliciano Rossitto e che nella prossima primavera approderà anche a Parigi, espone circa quaranta opere tra pastelli e acquerelli, realizzate tra il 1985 e il 2010
orario: tutti i giorni dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 17 alle 20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 29 ottobre 2011. ore 18
catalogo: in galleria.
editore: SKIRA
autori: Piero Guccione
genere: arte contemporanea, personale
email: info@centrostudifelicianorossitto.it

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comunicato stampa
“Luoghi dell’arte tra musica, letteratura e poesia”, antologica di Piero Guccione a Palazzo Garofalo


Palazzo Garofalo, sede del Museo della Cattedrale di San Giovanni (Corso Italia, n. 87), ospiterà da sabato 29 ottobre un’antologica del maestro Piero Guccione dal titolo “Luoghi dell’arte tra musica, letteratura e poesia” (inaugurazione alle ore 18).
La mostra, voluta dal Comune di Ragusa e dal Centro Studi Feliciano Rossitto e che nella prossima primavera approderà anche a Parigi, espone circa quaranta opere tra pastelli e acquerelli, realizzate tra il 1985 e il 2010. Si tratta di lavori da cui sono state tratte le illustrazioni per raffinate edizioni di opere liriche, poetiche e letterarie, dalla “Norma” di Bellini al “Tristano e Isotta” di Wagner, dalla “Cavalleria rusticana” di Mascagni a “Senso” di Camillo Boito, dalle poesie di De Pisis e Giorgio Soavi al “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, accompagnati da scritti di Enzo Siciliano, Leonardo Sciascia, Marco Vallora, Alberto Moravia e Tahar Ben Jelloun.
Il catalogo, edito da Skira, contiene testi di Giorgio Agamben e Paolo Nifosì e un saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
«Nell’ambito della multiforme produzione di Piero Guccione – scrive il critico d’arte Paolo Nifosì – l’illustrazione di opere letterarie e musicali ha accompagnato fin dagli anni Sessanta gli altri percorsi. Un’esperienza, la sua, in cui ha utilizzato in alcuni casi l’acquarello e in gran parte il pastello. Nel voler trovare un denominatore comune prevale nel suo immaginario il reinventare storie e ambienti poetici nel contesto di un paesaggio mediterraneo».
Nelle opere, continua Nifosì, «prevale l’attenzione per una dimensione romantica che diventa in alcune opere “un’elegia della luce” (Siciliano); la Sicilia in uno con alcune opere dei classici, da Masaccio a Michelagelo, da Caravaggio a Friedrich ad Hayez, per citarne solo alcuni, diventano forma evocativa di trame letterarie, di architetture musicali, di tensioni liriche, riconducibili al suo stile, al suo sentire, all’intensità del suo cuore».
L’antologica si inserisce nell’ambito delle manifestazioni organizzate per il 75° compleanno del maestro Guccione e resterà aperta fino a domenica 4 dicembre 2011. Si potrà visitare tutti i giorni dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 17 alle 20.


Piero Guccione
Luoghi dell'arte tra musica, letteratura e poesia

“Dopo gli anni romani è andato ad abitare in un luogo da eremo, tra Scicli e Modica,
suggestivamente immerso nella campagna, tutta distese e valloni, attraversata e battuta
da laser di luce e sibili di vento, da giochi d’ombra e lente accensioni di chiarori che
si sposano e illuminano a loro volta i colori della terra e delle pietre e dell’erba e dei
cespugli e degli alberi, e tutto sembra riversarsi nel vuoto del dirupo e poi risalire e
frantumarsi colmando solchi e fossi in un gioco di evanescenze cromatiche. Rapide
sequenze che sembrano imprimere spinte cinetiche al paesaggio. Così, lungo il succedersi
delle ore policrome del giorno! Una solitudine, dunque, impastata di cromie. Piero ne
vive pienamente la liturgia, assimilandola e metabolizzandola in forti espressioni di arte”,
così scrive Giovanni Occhipinti, illustre poeta, fine narratore nonché sapiente critico
letterario.

“Guccione non illustra figure e situazioni cerca anzi di ridurre il più possibile il
riferimento illustrativo… si è messo fuori dalla storia, si è tenuto alla passione che è di
tutti i tempi e di tutti i luoghi e a quella soltanto”, così lo scrittore e giornalista Alberto
Moravia.

“Un'esperienza la sua in cui ha utilizzato in alcuni casi l'acquerello ed in gran parte il
pastello. Nel voler trovare un denominatore comune prevale nel suo immaginario il
reinventare storie ed ambienti poetici nel contesto di un paesaggio mediterraneo...”, così
il critico d'arte Paolo Nifosì.

Tre riflessioni che tengono conto del percorso artistico del Maestro Piero Guccione ospite
ragusano d'eccezione in quanto autore delle quarantasei opere esposte nel capoluogo
ibleo, nella splendida cornice del vetusto Palazzo Garofalo, Museo della Cattedrale
di San Giovanni. Si tratta della mostra, fortemente voluta dal Centro Studi Feliciano
Rossitto e dal Comune di Ragusa, dal titolo “Luoghi dell'arte tra musica, letteratura e
poesia”, inaugurata il 29 ottobre alla presenza del primo cittadino, del presidente del
Feliciano Rossitto, Giorgio Chessari, di mons. Carmelo Tidona e dei vertici istituzionali.
Un numerosissimo pubblico ha affollato le sale espositive partecipando in maniera corale
all'intera iniziativa che conclude le manifestazioni per il 75° compleanno del Maestro
Piero Guccione. “Il programma non solo è stato pienamente attuato – ha puntualizzato
Giorgio Chessari nel suo intervento - ma su richiesta del Presidente della Regione è stato
esteso con la mostra che si terrà nella primavera del 2012 nelle Sale di Palazzo dei
Normanni a Palermo”. Numerose le iniziative precedentemente realizzate, quali
il Convegno di Studi, tenutosi a Scicli a maggio dello scorso anno, concluso con
gli interventi di Emanuele Macaluso e di Piero Guccione; la pubblicazione del
volume “Piero Guccione”, curato da Paolo Nifosì e Giorgio Sparacino; la mostra degli
studi e bozzetti per il Tondo del Teatro Garibaldi, che ha avuto sede a Modica dal 3
dicembre 2010 al 6 gennaio 2011; l'incontro di Studi sui rapporti tra Piero Guccione e
Gesualdo Bufalino, svoltosi a Comiso a maggio di quest'anno.
Il primo cittadino di Ragusa si è soffermato sull'importanza dell'intera iniziativa che pone
il capoluogo ibleo come meta di un ideale circuito artistico nazionale ed internazionale.

La mostra riguarda le interpretazioni che l'artista ha fatto di alcune opere liriche, di
raccolte di poesie, di letteratura. In particolare l'interpretazione di Norma di Vincenzo
Bellini, del Tristano ed Isotta di Wagner, della Cavalleria rusticana di Mascagni, di Senso
di Camillo Boito, delle poesie di De Pisis e di Giorgio Soavi, de Il Gattopardo di Tomasi
di Lampedusa, opere tutte che hanno corredato raffinate edizioni oramai introvabili,
con scritti di Enzo Siciliano, Leonardo Sciascia, Marco Vallora, Alberto Moravia, di
Tahar Ben Jelloun. La mostra coordinata dalla Torcular,con testi in catalogo di Giorgio
Agamben e Paolo Nifosì, e con un saluto del Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano,un catalogo edito da Skira, sarà trasferita nella primavera prossima a Parigi.
Il percorso espositivo è raccontato coi pastelli, con gli acquerelli, col disegno, dell'amore
tra l'uomo e la donna, sentimento assoluto e complesso che Guccione va ad articolare
nelle sue variegate declinazioni: l'amore-passione, l'amore-estasi, l'amore-malinconia,
l'amore-gelosia, l'amore-disperazione, l'amore-tragedia. “Racconta della natura che
questo amore esprime e comunica, della sua bellezza e dello stupore che suscita”, ha
puntualizzato Paolo Nifosì nel corso del suo articolato e sintetico intervento.
Nelle opere di Guccione traspare una “dimensione romantica” in cui la Sicilia
diventa “forma evocativa di trame letterarie”, come si nota in alcune opere che
richiamano il tedesco Friedrich (con il suo “Viandante sul mare di nebbia”, 1818) o
Hayez (con il suo “Bacio”, 1859) in cui si intravedono “architetture musicali di tensioni
liriche, riconducibili al suo stile al suo sentire, all'intensità del suo cuore”.

Giuseppe Nativo
 
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